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Maria Alberta Faggioli Saletti da spigolature.net

Post n°166 pubblicato il 06 Gennaio 2009 da marialberta2004
 
Foto di marialberta2004

Matilde e il tesoro dei Canossa, tra castelli, monasteri e città, Mostra a c. di Arturo Calzona, Reggio Emilia: Palazzo Magnani, Museo Diocesano, Musei Civici; Canossa: Museo Campanini. 31 agosto 2008-11 gennaio 2009.

Più di 200 opere in mostra, corredate da ampie schede, a Reggio Emilia, per presentare il “tesoro”, cioè il patrimonio familiare reggiano dei Canossa, dai tempi degli avi fino a quelli di Matilde (1046-1115), ricco di castelli ben fortificati, corti, monasteri, pievi e chiese, nelle terre di Reggio, della pianura e dell’Appennino: Canossa, Rossena, Sarzano, Carpineti, Bianello, Montecchio, l’abbazia e il monastero di Marola,… ornati da dipinti, sculture, imponenti portali, capitelli in arenaria e pietra pregiata, finemente lavorate. Meravigliosi sarcofagi romani dei primi secoli dopo Cristo reimpiegati per erigere tombe monumentali ai genitori e agli antenati da parte di Matilde di Canossa, nel 1101.

 Di particolare importanza, anche per la legittimazione del suo potere, i numerosi ritratti di una donna medievale che non ha ricevuto l’autorità per via matrimoniale, ma direttamente dalla propria famiglia, materna e soprattutto paterna. In evidenza un suo sigillo e il frontespizio di un libro di preghiere di Anselmo di Canterbury, suo protettore, eseguiti per sua committenza, diretta o indiretta, nei quali ella viene rappresentata mentre dialoga con prelati e con autorità. Si tende a pensare che Matilde appaia consapevole del proprio ruolo di testimone del sapere femminile, come le contemporanee monache committenti di codici devozionali che, nel frontespizio, celebrano il vescovo e anche se stesse, pur nella tradizione dell’episcopato religioso.

Sono ospitate a Reggio Emilia, in quattro sedi, testimonianze di avvenimenti e personaggi storici, in un periodo di aspri contrasti fra papato e impero, importanti per la vita della “gran contessa”, ma anche per il modo di vivere in queste terre, oltre che per la storia medievale italiana ed europea. I domini dei Canossa, infatti, erano collocati in modo strategico, con percorsi appenninici protetti, fra Roma, il nord Italia e  l’Europa.

Non manca quindi la rievocazione di un notissimo episodio della medievale lotta per le investiture che ha riguardato il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. La scomunica del papa all’imperatore, l’ospitalità accordata da Matilde al papa e all’imperatore, per un incontro tra i due contendenti, il colloquio fra Matilde e il cugino imperatore, e la sua assoluzione grazie all’intervento mediatore della contessa, sono rappresentati secondo i racconti dei cronisti contemporanei, italiani e tedeschi, tra i quali Donizone, monaco benedettino a Canossa, la rocca sede dell’incontro.

E’ sotto vetro il codice miniato contenente la Vita Mathildis composta da Donizone. Sotto vetro sono anche le pergamene con la firma autografa di Matilde, il monogramma Matilda Dei gratia si quid est, scritto a lettere maiuscole inserite nei quattro spazi formati da una croce. In alcune teche sono raccolti oggetti del secolo XII che rievocano il “Tesoro” della Chiesa di Canossa: tra essi, 24 corone d’oro, una piccola croce anch’essa d’oro, 2 tavole d’altare d’argento, una fistula di rame dorato, sorta di cannuccia che serviva per non toccare l’oggetto sacro bevendo dal calice, durante la cerimonia liturgica.

Un’apposita stanza climatizzata accoglie sontuosi Codici splendidamente miniati, un tempo esposti negli altari delle chiese e destinati alla lettura collettiva: grande il loro valore liturgico e culturale, oltre che materiale (colorate lettere iniziali contraddistinte da raffinati motivi ornamentali), perché in essi è conservata e perpetuata la conoscenza intellettuale. 

E pensare che Matilde di Canossa non ha avuto eredi, malgrado due matrimoni e due figli. Dopo la sua morte, nel 1115, inizia una nuova fase storica che si conclude un secolo dopo, con l’affermazione del Comune cittadino, le grandi trasformazioni di Reggio Emilia e con l’abbattimento della rocca di Canossa, nel 1225.

Catalogo: Matilde e il tesoro dei Canossa, tra castelli, monasteri e città, a c. di Arturo Calzona, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Mi) 2008, € 29.                                            

A Reggio, negli spostamenti da una sede all’altra della mostra, si possono visitare il Battistero, il Duomo recentemente restaurato e il Museo del Tricolore.

 
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