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Vita e morte di Roger Alan Painter - il menestrello del demonio.III parte

Post n°24 pubblicato il 25 Luglio 2013 da yululunga
Foto di yululunga

Williams, lugubre demone punk cupo e passionale vicino a quello del Bela Lugosi musicale Peter Murphy (Bauhaus) è il cuore nero del gruppo. Ma a dare nerbo alla musica dell'album d'esordio sono anche le chitarre di Agnew, dissonanti e melodiose al contempo.

ex chitarrista della punk band californiana Adolescents, il suono dei Christian Death fiorì sulle ceneri del punk, della new wave e di tutto ciò che poteva essere gotico. Dopo il primo album i Christian Death si sciolsero e la droga s’impossessò di Williams. Fu la proposta della francese L’invitation au Suicide di pubblicare quell’album, “Only Theatre Of Pain”, in Europa a rimettere in moto Williams. risultato è un pugno di canzoni tanto romantiche e struggenti quanto disperate, che pullulano di spettri e demoni, di anime perse e suicidi. Gli spettacoli dal vivo dei Christian Death fanno scandalo: Williams si presenta sul palco vestito da sposa; in altre occasioni ricostruisce il sacramento della Comunione; altre volte ancora si esibisce appeso a una croce rievocando la crocifissione di Cristo, altre volte anciava brandelli di animali addosso al pubblico.


Ma nel corso del 1981 Rikk Angew, da bravo ragazzino-genio scapestrato, tossico e strafottente qual era, litigò ben presto con il resto degli Adolescents, determinandone lo scioglimento e facendo tutto da solo per il prossimo progetto discografico, giustamente intitolato All By Myself. Certo, da una parte dimostrava che gli Adolescents erano solo un suo complemento, cioè un modo come un altro per suonare bene le sue bellissime canzoni (lui in effetti non brillava alla voce e alla batteria), dall’altra però l’improba fatica stava cominciando a spossarlo. Sempre tutto solo, quell’estate cominciò la tournée promozionale del nuovo disco, operazione che lo esaurì quasi definitivamente. Ancora una volta si circondò di gruppuscoli punk locali ed ancora una volta non potè non essere affascinato dai modi decadenti ai limiti del marcio del giovane Roger Alan Painter, che ora si faceva chiamare Rozz Williams, nome trovato su una lapide del suo cimitero preferito, che suonava come il maschile di Rose, Rosa. E a quel folle di Rikk Agnew venne un’idea, di quelle idee in grado di mutare il corso della storia del rock.
Insomma, il buon Rikk non poteva farcela da solo, aveva bisogno di una band e dopotutto era il meno motivato del gruppo non era proprio il chitarrista Jay? Per lui, giovane maestro ammirato da tutti, fu facilissimo prendere il posto di un mediocre annoiato. E fu così che, dall’estremo anonimato in cui vivevano, i Christian Death divennero nientemeno che il nuovo gruppo del grande Rikk Agnew!
L’intesa con McGearty e Belanger fu subito ottima: era necessario comporre delle basi che fossero sì oscure e tenebrose, per assecondare le declamazioni mortifere di Rozz Williams, ma anche estremamente dinamiche, come contraltare alla sua voce monotona e monocorde. Furono quindi composte sette canzoni, fra le quali un bellissimo ballabile insieme romantico e lascivo, Romeos Distress, caratterizzato da un ritornello decadente e vorticosi crescendo. Forte della bellezza di questi brani, oltre che dalla sua invidiabile fama, Agnew riuscì ad ottenere un accordo con la Bemisphere, consociata della Enigma Records per le produzioni indipendenti.
I sette pezzi furono incisi forse un po’ troppo in fretta, in vista di un progetto discografico, un Ep, che poi si sarebbe chiamato Deathwish. Ma la Bemisphere cominciò a nicchiare... di gruppi interessanti ce n’erano molti, mentre i budget venivano continuamente tagliati... Alla fine l’etichetta decise di raccogliere il meglio di quanto stavano registrando i gruppi della sua scuderia (tra i quali c’erano i Social Distorsion, i 45 Grave e le folli tossiche Super Heroines di Eva “O” Ortiz) e di raccogliere tutto in un’unica uscita discografica, l’Lp-compilation Hell Comes to Your House.
I gruppi, in compenso, potevano ritenersi proprietari dei nastri registrati.
Per i “difficili” (ai limiti dell’indigesto) Christian Death fu scelto un solo brano, che stranamente non fu il ballabile Romeo’s Distress, ma la non meno bella Dogs. Si trattava di un brano abbastanza pesante e magmatico, più del loro solito. Il ritmo era abbastanza lento, la percussione importante, il testo una declamazione su argomenti di odio/intolleranza reciproca dell’umanità. Caratteristica del brano era uno stacchetto reiterante di chitarra, con un bel fraseggio, che tendeva ad alleggerire (staccando, appunto) la monocorde parte vocale. Un piccolo capolavoro, che chiude con l’ultima parola cantata, «hell».
L’uscita di Hell Comes to Your House piacque a tutti (soprattutto a Rozz, che strinse una forte amicizia con Eva O), tranne che a Rikk Agnew: un genio come lui meritava ben di più che un pezzettino su un’oscura compilation insieme a degli sconosciuti! Offeso nel suo ego, si rivolse energicamente a Lisa Fancher, manager e fondatrice della Frontier, con le registrazioni di Deathwish alla mano. In effetti lei rimase piacevolmente meravigliata per questo stile così duro e magmatico, così pesante eppur così dinamico, che accettò di editare il primo Lp del gruppo. Ma le registrazioni non funzionavano, troppo poco curate in fase di produzione.
Fu così che i Christian Death si ritrovarono in sala d’incisione con tanta droga e uno dei migliori tecnici del suono che avesse mai collaborato con la Frontier: Thom Wilson, grande estimatore di Agnew oltre che alla consolle per tutti i suoi prodotti discografici. Dal canto suo colui che ora si faceva chiamare Rozz Williams aveva invitato alle seconde voci Ron Athey, suo amante e convivente oltre che collaboratore al folle progetto Premature Ejaculation, ed Eva O, (nella foto insieme a Rozz) pazza cantante e chitarrista delle tossicissime Super Heroines, oltre che nuova amica di Rozz e convivente coi due.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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