Creato da DaSylene il 16/10/2009

Pensiero parallelo

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Tagliare i fili d'argento

Post n°103 pubblicato il 11 Aprile 2010 da DaSylene

Come una scema a guardare il cellulare, nell'attesa di un messaggio che non arriverà.
Mai più.
Il mantra ora è "voltare pagina, devo voltare pagina, solamente voltare pagina..." ma nel frattempo ti immagino tra le sue braccia e con il sorriso di tua figlia: la serena quiete dopo la tempesta.
Magari all'inizio hai anche nascosto un sorriso amaro, ma ora... ora mi hai davvero chiuso fuori.
Ed è giusto così, e non potrebbe essere diversamente, visto che io non ho saputo rischiare di più.
Ma ora non riesco nemmeno ad amarti attraverso altre mani, attraverso altri corpi, attraverso altri occhi.
Amarezza, che ho voluto perderti.

Dentro di me è un turbine di pensieri.
Che non dovrei scrivere per non farti male nel caso in cui leggessi ancora - ma se non mi sfogo esplodo.
Che serve davvero carne da macello e capisco alla perfezione ciò che intendevi la volta precedente - ma non ho la forza nemmeno di mettermi a cercare, perchè... perchè tanto ciò che cerco non si trova in giro e sarebbe soltanto troppo evidente la differenza con te.
Che ho soltanto voglia di stordirmi e dimenticare, dimenticare te me noi i sogni e pure la vita reale, che mi hai detto che siamo fortunati ad avere accanto chi ci vuole bene e io ho soltanto pensato che era una fortuna, certo, come avere una catena legata al piede ed essere contenti di sentirne il peso.
Che ci sono tante, troppe cose che non saprai mai di me.
Che non potrò mai più sentire il tuo respiro, il tuo sapore, l'odore della tua pelle o perdermi nei tuoi occhi - distogliendo lo sguardo che non è giusto che ti faccia vedere quanto ti desidero.
E che avrei dovuto correre nella direzione opposta oggi, avrei dovuto inseguire te, non scappare dal dolore. Avrei dovuto fermarti prima che la scelta fosse irrevocabile, ma io ho sempre pensato alle palme aperte e così ho agito. E che se magari ti avessi inseguito sarebbe stato ancora peggio, perchè avrei visto nei tuoi occhi quello che ora è così evidente: mi hai chiuso fuori.
Che finalmente il respiro non va più a tratti, che non avverto più le apnee normali anche solo fino a qualche ora fa, ma che gli occhi non riescono a trattenere le lacrime e non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio e mi sembra di morire a dover fingere ancora. E poi mi dò della scema, perchè basterebbe solo che lo volessi davvero, che mi svegliassi dal dolore con il coraggio di dire "è finita" e poi sarei molto più leggera.
Che ho promesso a me stessa che non l'avrei fatto per nessuno, per nessuno se non per me stessa. Che se stanotte non ho dormito è proprio per questo, perchè stavo per farlo per te e non avrei saputo perdonartelo.
Che la tentazione ora di prendere quei fili che ho sempre lasciato tranquilli e tirare, tirare, tirare a più non posso è fortissima. Che sono convinta che ancora qualcuno ti sia incollato addosso, almeno qualcuno, lo voglio credere e non può che essere così, ma che non lo farò e alla fine sarò io a tagliarli per non vedermeli più brillare addosso ad ogni nuovo viaggio astrale. Che ti amo così tanto.. che li taglierò stasera stessa, se riesco a trovare la forza di non piangere. E' che la sola idea di doverti chiamare in mezzo al mio rito mi fa disperare. Avrei dovuto farlo oggi... avrei dovuto insegnarti tante cose, come volare e come riconoscere il passato dai sogni e le tue vite precedenti e sentire assieme a te la salsedine del mare, o prenderti per mano per andare tra le stelle, o leggerti le carte complete, o ridarti il sasso che mi sono portata a casa nella borsa.. e quel cd che dovrò distruggere (ma come potrò mai distruggerlo?).
Troppe lacrime, troppe lacrime, troppe lacrime.
Si, sono davvero troppo.. poche.

 
 
 
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