Creato da the78deck il 06/11/2010

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THE REBIRTH: 01

THE REBIRTH: 01

Progetto per il Fondo Cossar di Tiziano De Simone.

 

 

PRESENTAZIONE

    1. LUCI E OMBRE DELLO STATO DI FATTO
    2. PROBLEMI INGEGNERISTICI
    3. PROBLEMI DI OBIETTIVO E DI EFFETTO
    4. PROBLEMI ARCHEOLOGICI
  1. ANALISI ARCHEOLOGICA
  2. LOTTO 1
    1. LA COSTRUZIONE
    2. I WC ESTERNI
    3. I WC INTERNI
    4. IL MUSEO DI GIORNO E DI NOTTE
    5. I NEGOZI
    6. L’ALBERGO
    7. QUELLO CHE NON SI VEDE

                                                              i.      LA STRUTTURA

                                                            ii.      PRESERVAZIONE DEI MOSAICI

                                                          iii.      L’ILLUSIONE

                                                           iv.      LA VIDEOSORVEGLIANZA

 

  1. LOTTO 2
    1. L’ACCESSO
    2. TORRE E MURA
  2. LOTTO 3
  3. ENERGIA ED AMBIENTE
  4. COSTI
  5. SALA MOSTRE EX-STALLA VIOLIN
    1. PERCHE’
    2. COSA
  6. RENDIMENTO DI GESTIONE
    1. BIGLIETTI
    2. AVVENTORI
    3. AFFITTI A NEGOZI
    4. RICADUTE POSITIVE SULLA POPOLAZIONE
  7. CONCLUSIONI

 

PRESENTAZIONE

 

Allo stato attuale il sito, di libera visita, espone all’aperto mosaici pavimentali e alcuni muri / fondazioni originali o ricostruite negli anni ’60.

 

LUCI E OMBRE DELLO STATO DI FATTO

 

L’attuale esposizione, tuttavia, non permette una chiara distinzione delle unità abitative né  un’immediata identificazione delle aree funzionali. Tale comprensione è, di fatto, ancora non completa. L’assenza dell’alzato, infine, impedisce la visualizzazione non solo delle singole abitazioni, ma anche la comprensione dell’effettivo valore storico e culturale del sito, che custodisce un quartiere romano, ricco di infrastrutture, attività commerciali e residenziali. L’esposizione alle intemperie delle strutture impone oggi la ricerca di alternative che tutelino queste risorse irrecuperabili del passato, esaltandone, contemporaneamente, la fruibilità.

Si vedrà, nel seguito, come procedere alla recinzione del fondo, prevedendone diversi accessi: oltre che dal portico della Sala Mostre ex – stalla Violin a sud e dal cancello carraio sulla via Sacra a est, anche da un secondo accesso posto all’intersezione del Cardo con il lotto della pista ciclabile, sempre attraverso rampe che permettano un libero accesso anche ai visitatori con disabilità motorie. Un quarto possibile accesso verrà proposto ad ovest in linea minima con il centro informazioni INFO POINT di accoglienza, nel piazzale autocorriere della S.R. 352. L’attraversamento si svolgerebbe in un’area di parcheggio di un esercizio di ristorazione ed accoglienza che potrebbe avvantaggiarsi del flusso turistico e, conseguentemente, collaborare volentieri. Sull’area di 8.250 mq, oggi mantenuta a prato, sorgeranno strutture in alzato che preserveranno i mosaici, al contempo inserendoli in una confacente cornice museale, che rifletta la loro epoca di provenienza.

Completeranno l’opera servizi igienici, impianti idraulici, elettrici, di illuminazione ed antintrusione, oltre ad un’ampliata cartellonistica e pannellistica didattica in più lingue (tra le quali, si propone, l’arabo, il cinese ed il giapponese).

 

PROBLEMI INGEGNERISTICI

 

L’impossibilità di disporre di adeguati spazi per le opere di fondazione, l’inconoscibilità dell’effettiva resistenza delle attuali fondazioni e murature, la fragilità dei mosaici costituiscono un importante problema alla realizzazione di qualsivoglia opera ingegneristica di costruzione in alzato.

 

PROBLEMI DI OBIETTIVO E DI EFFETTO

 

L’onerosa realizzazione di una costruzione di tale estensione con tecniche edilizie tradizionali rischia di esaurire interamente il budget a fronte dell’effettivo ottenimento di un ben poco riconoscibile caseggiato al rustico. Se si vorrà attirare il visitatore, non ci si potrà limitare a questo o l’obiettivo non sarà raggiunto e l’intera operazione strategica di valorizzazione turistica rischia di venirne compromessa.

 

PROBLEMI ARCHEOLOGICI

 

L’identificazione delle unità funzionali del quartiere e di quelle, più nel dettaglio, delle singole abitazioni, impone speculazioni e deduzioni certamente non ovvie e non scevre di una certa arditezza.

 

Queste, in breve, le principali tipologie di criticità che si sono dovute affrontare e che, come di seguito esposto, saranno risolte.

 

(Continua…)

Tiziano De Simone

 
 
 
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