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THE REBIRTH: 04
Post n°27 pubblicato il 24 Maggio 2011 da the78deck
THE REBIRTH: 04 Progetto per il Fondo Cossar di Tiziano De Simone.
IL MUSEO DI GIORNO E DI NOTTE
Affinché la domus diventi un favoloso museo sarà necessario completare l’allestimento con le decorazioni, delle quali si offrono alcuni spunti, suppellettili, mobilio, statue (in particolare per il Larario, il giardino e la fontana), ed impianti di illuminazioni controllati da un sistema domotico (robotica domestica). E’ prevista la presenza di uno o più apparecchi televisivi ultrasottili per la proposizione di filmati, celati sotto tendaggi o piccole edicole lignee quando non in funzione. Un sistema audio riporta voci e suoni dell’Aquileia romana, interattivi col visitatore grazie a fotocellule e sensori di movimento. Lo stesso sistema viene impiegato in funzione di vigilanza.
L’illuminazione notturna avviene per mezzo di lucerne elettriche, regolabili in intensità a distanza, anche in funzione del passaggio delle persone, creando un suggestivo effetto cangiante. Ulteriori lampade subacquee illuminano gli impluvi e le vasca cuoriforme creando magici giochi di luce all’ondeggiare dell’acqua. Esternamente, luci rasenti illuminano le strade, che riflettono il chiarore senza colpire direttamente le pareti, creando un’atmosfera magica e realistica al contempo. Alcune lampade poste esternamente alle tabernae spiccano nella semioscurità.
Di seguito entreremo nei dettagli funzionali dei singoli vani.
Come anticipato, l’analisi archeologica che abbiamo condotto ci ha portato a formulare ipotesi interpretative dell’evoluzione temporale della domus in oggetto, come pure dell’intero sito. Nello specifico, riconosciamo la presenza di due domus gemelle, che nel seguito indicheremo come domus est e domus ovest, unite posteriormente e sfalsate: tale modulo, si riproporrebbe a nord (lotto 3), ma non a sud (lotto 2). Gli interventi successivi di fusione delle due case e di successivi ampliamenti avrebbero mantenuto, laddove possibile, la struttura preesistente, dalla quale, perciò, non è opportuno prescindere. Riteniamo che la domus est sia stata, per così dire, la casa dominante, i cui proprietari avrebbero annesso la domus ovest: questo perché il salone 12 appare perfettamente in asse con la domus est, per quella che riteniamo essere la sua originale estensione, e marginale, invece, per la domus ovest. Inoltre, la larghezza del salone 12 è perfettamente compatibile con quella di un’exedra proporzionata alle dimensioni della domus est. L’unione delle due case, sarebbe stata orientata come la domus ovest, con l’ingresso anteriore e principale, cioè, coincidente con quello della domus ovest. Crediamo che l’impluvium est sia stato parzialmente adibito a terme domestiche e che, l’ingresso della domus est, ora ingresso posteriore, sia stato, perciò, spostato leggermente a sud, così da poter anche meglio collegarsi al corridoio della domus ovest. Di seguito presentiamo una descrizione puntuale degli ambienti della domus, con rifermento, dove possibile, alla numerazione ufficiale. Si esporranno prima le ipotesi interpretative che abbiamo elaborato e, nel successivo elenco, le proposte architettoniche e di uso finali.
(Continua…) Tiziano De Simone |
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