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THE REBIRTH: 03
Post n°26 pubblicato il 23 Maggio 2011 da the78deck
THE REBIRTH: 03
Progetto per il Fondo Cossar di Tiziano De Simone.
LOTTO 1
LA COSTRUZIONE
Come anticipato, appare estremamente rischioso tentare di condurre scavi di fondazione: ogni intervento potrebbe compromettere l’integrità storica del sito, irreparabilmente. Analogamente, è da escludersi il peso di normali strutture edili, gravante sui mosaici o sui muretti degli anni ’60 (sulla integrità strutturale e resistenza dei quali difficilmente possiamo pronunciarci a priori). Tali problemi sono stati risolti evitando lo scavo di fondazioni e realizzando, invece, una struttura molto leggera che “galleggia” sugli scavi, appoggiandosi con pressioni equilibrate e distribuite. Ai muri di ricostruzione archeologica anni ’60 si sovrapponga un giro di muratura atto a livellarne la superficie. Su di essa, sorgerà, con interposti cavalletti, una struttura leggera, simile a quella delle casette in legno per esterni e per villeggiatura. Ogni camera costituirà un’unità separata, connessa alle restanti parti da una travatura reticolare di rinforzo, sempre di legno, cuboidale, le cui basi costituiranno piccoli plinti. La struttura, perciò, appoggerà in parte in punti concentrati ed in parte in maniera distribuita sulla muratura, attraverso una trave lignea soprastante la medesima, parzialmente autoportante. Le due modalità di scarico del peso, permettono di non gravare eccessivamente in punti che potrebbero originare punzonamento delle piastre pavimentali ed, al contempo, ancorano la struttura, anche per mezzo di viti nella muratura nuova, impedendone gli spostamenti. Le pareti della costruzione saranno doppie, dotate di intercapedine, coibentate internamente ed esternamente. Sullo strato esterno si prevede una leggera copertura con sfoglia di legno ricoperta di sabbia adesa, a riproduzione di intonaco. Lo strato inferiore, finestrato tra i pilastrini di legno, lascia traspirare (ed ammirare) le fondazioni anni ’60. Sulla parete, a tratti, si intravedono chiazze di finto muro sintetico decorativo, che mantengono l’illusione di una solida parete di mattoni. Internamente, gli ambienti sono interamente foderati in legno, dipinto. Gli affreschi sono riprodotti attraverso stampa su tela. Similmente alle pareti esterne vengono realizzate le colonne e le architravi, scatolari. Impianti idraulici, elettrici, informatici funzionanti permeano la casa con discrezione, permettendo la riproduzione di fontane, impluvi, e l’introduzione di servizi igienici. Si cammina direttamente sui mosaici, eventualmente su camminamenti di tappeti di stuoie. Camere e studio sono limitate in accesso da un cordone di sicurezza, che permette ai visitatori di affacciarsi alla porta senza entrare. Il tetto, antiuragano, è rivestito di lamiere metalliche per uso residenziale, sagomate in guisa di tegole, riciclabili, ecologiche, non necessitanti manutenzione, né pitture.
I WC ESTERNI
Si prevedono servizi igienici a disposizione dei visitatori del sito non paganti. Piccoli accorgimenti, come forma dei sanitari e trompe d’oeil, permetteranno di rendere l’atmosfera romana, mantenendo il comfort.
I WC INTERNI
Sono accessibili solo ai visitatori della domus-museo. Si vedrà nel seguito come un ulteriore uso della struttura prevederà l’inserimento di ulteriori WC.
(Continua…) Tiziano De Simone |
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