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Post N° 39
Post n°39 pubblicato il 26 Giugno 2008 da massimoguevara
Colonia Fara Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La Colonia Fara, intitolata alla memoria del generale Gustavo Fara[1] , fu una colonia estiva della città ligure di Chiavari in provincia di Genova. La struttura fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista nel 1935 come luogo e soggiorno di villeggiatura marinaro per bambini, da utilizzarsi nel periodo estivo. La progettazione dell'edificio fu affidata all'ingegnere Camillo Nardi Greco e i lavori di edificazione partirono nello stesso 1935 per poi concludersi nel 1936. L'inaugurazione ufficiale avvenne nel 1938 alla presenza del duce Benito Mussolini e per due anni ospitò bambini provenienti da ogni parte d'Italia o dalle colonie. Nel 1940, a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale i locali, avente una capienza tale da ospitare circa quattrocento fanciulli, furono adibiti ad ospedale militare e sede di occupazione dell'esercito tedesco. Al termine della guerra - nel 1945 - sostarono al suo interno i soldati delle truppe alleate, finché un anno dopo fu riconvertito l'uso primario dello stabile ossia in colonia invernale. Tra il 1947 e il 1955, ospitò i profughi provenienti dall'Istria, passata dal controllo italiano alla Jugoslavia. Negli anni sessanta lo stabile fu convertito, se pur per un breve periodo, in albergo internazionale della gioventù italiana assumendo la denominazione di Faro. Chiuso l'albergo poco dopo, l'edificio subì un notevole abbandono che durò per vent'anni ; nel 1980 lo stabile divenne proprietà del Comune di Chiavari, ceduto dalla Regione Liguria poiché non utilizzabile per vincoli legati all'uso stesso dell'edificio, che vi inserì al suo interno una scuola elementare e la sede della locale Associazione sportiva Pro-Scogli. Oggi l'edificio, abbandonato, si presenta in un forte stato di degrado e diversi progetti di recupero sono stati avanzati da diversi enti istituzionali. Nel marzo 2008 il comune di Chiavari ha ottenuto dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici l'autorizzazione all'alienazione dell'edificio; la delibera è stata però impugnata da Legambiente, con un ricorso al TAR della Liguria, con l'obiettivo di bloccarne la vendita[2]. Note [modifica]
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