
SCRIVEVO QUESTA LETTERA NEL GENNAIO 2003:
Del fatto che un uomo viva in solitudine non si deve dedurre che non conosca nessuno o che nessuno sia disposto a stargli accanto anzi, al contrario, tutto ciò può significare che sia lui a non desiderare che qualcuno possa condividere con lui gioie e dolori.
Può essere felice, però, chi è solo?
Si ma solo se è stato lui a sceglierlo.
Risposta, questa, semplicistica e priva di ogni tangibile giustificazione logica.
Infatti tutto ciò, se rispondesse a realtà, significherebbe aridità di sentimenti, meglio dire, avarizia di sensazioni…..egoismo per se stessi.
Vivere con gli altri è l’unico modo per star bene.
A volte, però, succede di persuadersi, sbagliando, di stare bene da soli perché non vogliamo renderci conto, sempre sbagliando, che gli altri stanno bene anche senza di noi.
Chi siamo per pretendere di poter vivere senza degli altri o, quel che è peggio, che gli altri non possano vivere bene anche senza la nostra presenza?
Chi siamo per pretendere che gli altri non possano vivere bene senza averci mai conosciuto e, anche se questo fosse successo, senza che abbiano potuto dimenticarci?
Spesso ci appartiamo col preciso scopo di essere ricercati e quando ci accorgiamo che nessuno ci cerca allora stiamo male, dunque, dico, perché nascondersi?
Per soffrire due volte?
La prima quando ci si estranea.
La seconda quando ci si rende conto che nessuno ci cerca.
Secondo quanto mi riguarda, non c’è egoista così perfetto da non avere bisogno di qualcuno accanto.
Si può sentire il bisogno di stare con qualcuno, per interesse, ma anche e soprattutto per la necessità di condividere, con la persona che si ritiene idonea, una sensazione superiore; quel tipo di rapporto che, prescindendo dall’amore, non ha mai sonno, in cui ogni momento è importante, inscindibile….. eletto.
Questa è la passione eternamente suprema, l’ultima dalla quale sognerei di separarmi (qualche grande uomo l’ha definita “utopia”, io no, di certo no).
Penso che quello che eleva un uomo al di sopra degli altri è il rispetto verso quelle persone che dimostrano di capirlo, o meglio verso quelle particolari persone che si sono poste come artefici uniche del suo risveglio di uomo che, dopo tantissimo tempo, ha riscoperto di essere ancora dotato di quei sentimenti che pensava di aver riposto o di aver smarrito per sempre, di provare quelle passioni che credeva avesse perso o meglio ancora che aveva dimenticato di aver mai collaudato.
Parlo del riconoscimento del valore che una persona ha ed ha avuto, nella sua più intima essenza, con i suoi pregi ed i suoi difetti, per il suo modo di porsi davanti ad ogni occasione specie quando riesce a mettere da parte, consapevolmente, ogni paura di poter essere considerata male.
Parlo di me, con la certezza di essere stato compreso dalla assoluta volontà giustificatrice delle persone nelle quali ho creduto, credo e crederò ancora senza aver posto un limite temporale a tale credo, e non so se mai lo porrò.
Questa forse è la giusta e diligente dimensione attraverso la quale un uomo può affrontare serenamente la vita con la concreta consapevolezza di non essere mai solo.
Asserire questo è facile, difficile è viverlo,……….
La lettera non è finita qui, continuava, ma per ovvi motivi è meglio mettere un .....omissis.....
Di solito quando scrivo una cosa del genere, dopo qualche tempo, non mi piace più....in questo caso più la rileggo più mi piace !!!!!!
...Music.
Inviato da: whatweather12
il 04/12/2024 alle 16:22
Inviato da: MUSICANTE_0
il 02/01/2010 alle 19:09
Inviato da: rimescolareilvolga
il 05/11/2009 alle 18:28
Inviato da: occhiverdetevere
il 01/04/2009 alle 13:53
Inviato da: Eva_8
il 06/03/2009 alle 20:40