Roma, 19 ott.-(Adnkronos) - ''Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro. Se così è - e non dubito perché spesso alla stampa sono fornite notizie che dovrebbero essere riservate in quanto coperte dal segreto d'indagine - dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione''. Lo afferma il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (nella foto), in relazione alle indiscrezioni pubblicate su 'Libero' di oggi. Il nome del ministro della Giustizia sarebbe finito nel registro degli indagati della Procura di Catanzaro, nell'ambito dell'inchiesta 'Why Not' condotta dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, alla vigilia delle primarie del Partito democratico, sabato 13 ottobre. Mentre la Procura mantiene uno stretto riserbo sulla notizia anticipata da Gianluigi Paragone, vicedirettore del quotidiano 'Libero' di Vittorio Feltri, trapelano autorevoli indiscrezioni secondo le quali le odierne anticipazioni di stampa corrisponderebbero al vero. ''La mia tranquillità deriva dal fatto di essere completamente estraneo alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito''. ''Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a più riprese - sottolinea - di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, né in Italia né all'estero, e di non aver mai partecipato a comitati d'affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e parlamentare nella prima, nella seconda e spero anche nella terza Repubblica''. Nell'inchiesta di De Magistris, che ruota attorno ai finanziamenti pubblici dell'Ue e ad alcuni imprenditori che attraverso un comitato d'affari con sede a San Marino avrebbero indirizzato i fondi su alcune attività in maniera illecita, era stato iscritto nel registro degli indagati anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi. All'epoca il capo della Procura Mariano Lombardi non aveva avallato la decisione del suo sostituto, e lo stesso, stando a quanto circola con insistenza fuori e dentro gli ambienti giudiziari di Catanzaro, sarebbe avvenuto anche in relazione a Mastella, la cui iscrizione nel registro sarebbe tuttavia un atto dovuto ed è comprensibile il riserbo degli inquirenti, che qualora confermassero ufficialmente la notizia incorrerrebero nella violazione del segreto istruttorio. |
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