American Gods. Una bellissima favola per adulti, un urban fantasy con tinte noir, una strizzatina d'occhio all'horror, e uno sfondo di ironia. Un po' lento, a volte, forse, però ci si affeziona ai personaggi (vivi, morti e immortali compresi). Solo un appunto, anzi due, voglio strafare. Primo: mr.Gaiman presenta le antiche divinità come entità puerili e perennemente assetate di sacrifici umani e non. Caro Neil, gli antichi Dei non erano solo questo. Erano forze della natura e archetipi potentissimi (che, per inciso, io vedo come chiavi del nostro inconscio che permettono di aprire le porte delle nostre potenzialità). Che poi una certa parte dei nostri antenati li ha avvolti con i vestiti della vendetta, del sacrificio, della crudeltà, è un altro conto... insomma, secondo me, ha trattato l'argomento degli Dei pagani in maniera un po' superficialotta. Bellissima, però, la figura dell'Uomo Bufalo. Il secondo appunto è l'introduzione di uno degli ultimi capitoli (il quindicesimo? il sedicesimo? non ho il libro a portata di mano ora, l'ho prestato a mia sorella... ) che inizia con l'autore che, grosso modo e in maniera stringata, dice così: "tutto quello che avete letto fin'ora non è mai successo. Prendetela come una metafora. Ma se i fatti fino a qui narrati fossero stati reali, ecco cosa sarebbe successo in seguito...", ragazzi. Mi è crollato il cielo in testa! Ma che ca**o! Lo so benissimo che è tutto finto. Ma il bello di un libro (in particolar modo uno fantasy) è che ti crea l'illusione della reale esistenza di mondi, personaggi bizzarri, mostri, situazioni oniriche. Se tu mi costruisci una storia meravigliosa e poi, verso la fine, mi dici che è tutta una cazzata, beh, a me cascano le braccia. Se vado a teatro, so benissimo che quel Puck, la sera prima magari stava da McDonald's. Ma io, quella sera, voglio credere che quello che vedo con le orecchie a punta E' realmente PUCK! Non so se mi spiego. Ora mi sto gustando "Nessun Dove" e, devo dire, mi piace assai. Forse più di "American", ma sto ancora all'inizio.
Ora parliamo di uno scrittore di un certo spessore (rullo di tamburi): Emilio Ballatore. Campi Driadici va avanti, lentissimamente ma inesorabilmente. Non proprio urban fantasy... direi più un country fantasy. Un country-med-fantasy, và. Solo che ho paura che venga molto, mooolto corto. Che cosa è un racconto di una trentina di pagine A4, scritte in carattere 11? Un romanzo breve? Un racconto lungo? Un racconto? Un tomo?
Infine, una domanda per Muspel, ChaoticKnight e qualsiasi altro amante del fantasy che capiti da queste parti, forse potete aiutarmi: conoscete una musica che sia adatta per leggere e scrivere fantasy? Io ho provato un po' di tutto, ma nulla che mi soddisfi pienamente. Ho provato anni e anni fa con Fresh Aire, consigliata da Margaret Weis e Tracy Hickman. Musica caruccia, un po' new-age, un po medievale, un po' rock, ma niente di che (gli americani direbbero che ha una sonorità un po' troppo cheesy...). Ho provato con colonne sonore, con Enya e anche con l'Heavy. Ma niente che mi soddisfi pienamente. Ho provato con i Sigur Ros, mi piacciono molto, ma un tantino deprimenti. Seguendo i gusti di Gaiman ho provato con i Magnetic Fields... niente male, ma un po' troppo... come dire... Gaimani? Gamaneschi? Vabbé, quello. Insomma, un appello a tutti i fantasyani: avete un consiglio musicale da dare a un povero scrittore-aspirante-edito?
Penso di aver detto tutto. Ora scompaio. Ricomparirò massimo fra un mese. Hasta.
P.S. Neil, si fa per scherzare, eh. Ti saluto con la faccia sotto i tuoi piedi...
Inviato da: annemin tarifleri
il 30/03/2014 alle 19:13
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il 14/05/2012 alle 23:05
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il 26/03/2011 alle 18:05
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il 22/03/2011 alle 16:48
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