Thesexybride2
«Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po' che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola.»
Scrivo per il piacere di farlo, non mi interessa la gloria ne i saluti tanto per dir qualcosa, non credo all'amicizia decantata con troppa facilita' in questo mondo, se qualcuno è interessato a leggere è libero di farlo spendendo il tempo necessario senza fermarsi alle prime tre righe, non sopporto la superficialita', l'ipocrisia ed il finto buonismo, preferisco di gran lunga un commento critico ma costruttivo o il silenzio, capisco che sia piu' semplice fermarsi all'immagine piuttosto che usare il cervello.
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EVA
Post n°57 pubblicato il 02 Aprile 2008 da blackmamba78
Un giorno Dio volle creare la vita, il giorno e la notte, l'uomo e gli animali. Cosi disse: sia luce. E la luce fu: allora nacquero il giorno e la notte e le tenebre cessarono di dominare il mondo. All'indomani Dio separò l'aria dalla terra e da quel momento il cielo coprì come una grande cupola tutte le cose. Venne il terzo giorno, quando Dio ordinò alle acque di raccogliersi in un solo luogo; così si formarono il mare e la terra, e la terra fu ricoperta di piante e germogli da cui nascessero altre piante per ricoprire tutto di alberi e di fiori. II quarto giorno Dio disse: Ci siano luci nel cielo per distinguere il giorno dalla notte, per scandire gli anni, le stagioni e i giorni. Nacquero così il sole, la luna e le stelle. All'alba del quinto giorno non c'era ancora nessun essere vivente sulla terra é Dio ordinò: Le acque si riempiano di pesci e gli uccelli volino nel cielo.Così il mare si riempì di pesci grandi e piccoli che guizzavano nell'acqua e il cielo di uccelli dai colori stupendi. Nel sesto giorno Dio volle che la terra producesse tutti i tipi di animali, allora il suolo si ricopri di animali di ogni razza e specie, di tutti i colori e di tutte le forme: bestiame, rettili e bestie selvatiche. Dio guardò tutto quanto aveva creato e fu soddisfatto. Poi disse: Qualcuno coltiverà questa terra e dominerà i pesci del mare, gli uccelli del cielo e ogni essere vivente che su di essa si muove. Egli si chiamerà Adamo e somiglierà a me. Raccolse un pugno di polvere dal suolo, plasmò l'uomo e soffiando nelle sue narici gli comunicò la vita. L'universo era finito: Dio aveva completato la sua opera e tutto era ordinato, bello e perfetto. Egli consacrò quel giorno, il settimo, al riposo affinché tutti gli uomini avessero almeno un giorno alla settimana per riposarsi dal lavoro e dedicare i foro pensieri al Creatore. Nella pianura di Eden Dio creò un meraviglioso giardino e lì pose Adamo. Nel giardino crescevano alberi bellissimi, tra cui l'Albero della vita e l'Albero della conoscenza del bene e dei male; la terra era ricca e fiorente, irrigata dall'acqua di quattro fiumi: Pison, Ghicon, Tigri ed Eufrate. Dio condusse poi davanti ad Adamo tutti gli animali che aveva creato, perché egli non fosse solo, ma Adamo non trovò nessuno che gli fosse simile. Allora Dio fece scendere su di lui il torpore e mentre dormiva gli tolse una costola: con essa fece una donna che vivesse con lui nel giardino. Appena Adamo si svegliò guardò la nuova creatura é disse: - Questa volta essa è carne della mia carne e ossa delle mie ossa. Essa sarà mia compagna e mia sposa. - Da quel giorno Adamo ed Eva vissero insieme amandosi l'un l'altra e curando il bellissimo giardino e ogni cosa che vi si trovava. Ogni giorno, sul far della sera, quando la brezza si alzava, Dio entrava nel giardino a dialogare con Adamo, la più perfetta tra le sue creature, quella a lui più cara: l'intesa tra l'uomo e Dio era perfetta, cosi come quella tra l'uomo e la donna e tra l'uomo e gli animali. Dio aveva messo a disposizione di Adamo ed Eva ogni cosa: terra, acqua, animali che li aiutassero nelle fatiche, alberi belli da guardare e carichi di frutti buoni da mangiare. Solo un divieto pose loro: l'Albero della conoscenza del bene e del male. Potrete mangiare di tutti gli alberi dei giardino, fuorché dell'Albero della conoscenza del bene e del male: se lo farete ne morirete.Già a quel tempo, infatti, esistevano il bene e il male, anche se Adamo ed Eva ancora non lo sapevano. Un giorno un serpente, il più astuto tra gli animali che vivevano nel giardino dell'Eden, si avvicinò ad Eva e le chiese: - è vero che Dio vi ha proibito di mangiare i frutti degli alberi del giardino? Eva, ingenua, rispose: - Possiamo mangiare i frutti di tutti gli alberi, tranne quelli dell'Albero della conoscenza dei bene e del male. Se ne mangiassimo ne moriremmo! il serpente: - Non ne morirete affatto! Dio sa che se voi ne mangiaste diventereste sapienti e potenti come Lui, perciò ve lo ha proibito! Allora Eva guardò l'albero, videlche i suoi frutti parevano buoni da mangiare e pensò che sarebbe stato bello diventare saggi come Dio; così raccolse un frutto e lo assaggiò, poi ne porse un pezzetto ad Adamo e anche egli ne mangiò. EVA CEDE AL PECCATO, FORSE DA QUI NASCONO MOLTE RISPOSTE. PLAY |
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S'ì fosse foco, arderei 'l mondo;
s'ì fosse vento, lo tempesterei;
s'ì fosse acqua; ì' l'annegherei;
s'ì fosse Dio, mandereil'en profondo
s'ì fosse papa, sarè allor giocondo,
che tutt'i cristiani imbrigherei;
s'ì fosse 'mperator, sa che farei?
a tutti mozzerei lo capo a tondo
s'ì fosse morte, andarei da mio padre;
s'ì fosse vita, fuggirei da lui:
similmente faria da mi'madre
s'ì fosse Cecco, come sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre :
e vecchie e laide lassarei altrui.
(De Andre' / Quello che sono)
Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.
Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.
(De Andre' / Cosa ho sudato)

















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