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Venticinque dischi per il 2011 (3)
Post n°184 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da syd_curtis
E' probabile che questo disco a metà tra EP e album (37 minuti scarsi, la durata) non valga In Rainbows, né tantomeno i capolavori immortali usciti a cavallo del secolo, ma resta in ogni caso un lavoro adorabile, in particolare nella prima parte, di più stretta osservanza elettronica. C'è un gioiellino di ritmo in Feral (consiglio assolutamente la visione del bel video non ufficiale linkato a piè pagina) e dopo Lotus Flower si apre una parentesi quasi chill-wave con intermezzi acustici e beat esangui nello sfondo, che non sarà una novità assoluta, ma si fa ascoltare con grandissimo piacere. Avercene band come i Radiohead, tutt'altro che imbolsiti a dispetto del luminoso e danaroso passato, lo dimostrino -non bastasse quest'ultimo lavoro- le varie collaborazioni di Thom Yorke con musicisti poco noti ma di grande valore, una su tutte la recente nel disco dei Modeselektor.
21.
C'è talmente tanta bellezza e stramberia in questo Metals che pare difficile ascoltarlo senza trovarsi a ringraziare Feist a ogni svolta, capriola, ribaltamento di angolo prospettico e senso. Dalla piacioneria zombie di Graveyard al country-folk di Cicadas and Gulls, dove Joni Mitchell e Cat Power si danno la manina e ubriache tornano verso il bancone del bar, fino al blues dolcissimo, spettrale e dal finale sorprendentemente anthemico di Comfort Me, alle piaghe percussive di A Commotion. Verrebbe da citare tutto quanto, difficile scegliere. Troppa bellezza. Grande album, "perfect for a dinner party, a drive along Pacific Coast Highway, or a good, healthy cry" (Los Angeles Times).
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