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Venticinque dischi per il 2011 (5)

Post n°186 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da syd_curtis
 

 

 

 

16.

Joan as police woman
The deep field

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Joan Wasser, alias Joan as Police Woman, è quasi coetanea della Ndegeocello e come lei vanta un curriculum di tutto rispetto e classe da vendere. Provate a ascoltare la performance acustica che ha regalato l'anno scorso a quelli di Patchanka, e poi sappiatemi dire. The deep field non ha ricevuto consensi unanimi, e me ne dolgo. Per il sottoscritto resta un album di valore, il suo migliore e più ispirato, bagnato nella tradizione soul-pop, su cui riesce a incidere nonostante la voce non sembri da performer di quel genere. E' un soul sacrificale, su cui s'inerpica un miagolio da giuggiola. Il brodo è tutto per l'ascoltatore, la decodifica di pezzi come Human Condition (con Joseph Arthur a mimare Barry White) una goduria: viene voglia di spararselo in circolo almeno tre volte al giorno. C'è traccia di funk nervoso in Nervous, pezzo d'apertura, come pure in Magic (occhio al video, uno dei più deliziosamente tamarri che ricordi), una delle canzoni più eccitanti del 2011. Si noti la classe dell'elettrica che gratta nel fondo di pezzi come The Action Man e Run For Love; in quest'ultima traccia, altro coretto classico che fa soul erotico e sensuale. Imprescindibile.


Il video

 

17.

Mshell Ndegeocello
Weather

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo imparato nel corso degli anni (e sono quasi venti da quel Plantation Lullabies, suo primo album) che difficilmente Mshell Ndegeocello si ripete e anche in questo caso la regola è salva. Weather è affatto diverso dal disco precedente, il bellissimo Devil's Halo, ricco e agitato mix di generi, rock, soul, funk, dub e altro ancora. Weather è un album che predilige i toni smorzati e intimi, la ballata languida, con pochi episodi movimentati (Dirty World su tutti, che ha in apertura un giro di basso fantastico) e il resto adagiato su morbidissimi cuscini, dalla canzone che dà il titolo al disco sino a Oysters, da Feeling for the wall sino a Chelsea Hotel, la più morbida di tutte. Le qualità artistiche di Ndegeocello sono tali per cui le basta un campionario minimalista, quel po' di ritmica, l'accenno di un pianoforte, l'elettrica pizzicata e una spruzzatina acustica, per avvincere l'ascoltatore. Weather è vellutato come un Brunello Cerbaiola del 1990.


Il video

 
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