Cromophobia, il colore covato, l'ascolto rilassato
Post n°27 pubblicato il 20 Maggio 2008 da ms.spoah
12 maggio 2008. Riscontrata una debole eco dell'effetto farfalla nelle Puglie: a NY - MoMA - si chiude la mostra Cromophobia; a Bari le pareti chez ms.vattelapesca si animano bruscamente con nuove tinte. New York: Museum of Modern Art. Bari: Mo Mi Arrangio se aprendo quella porta il colore mi scaraventa giù: un flash, un pugno cromatico, uno sberleffo ad annichilire l'audacia schiacciata da un antico, sussiegoso genitore normativo. Chiave nella toppa: Ratatac-tac. Non cigola, ma è come se cigolasse...Alt. Intermezzo, pubblicità! La vicina di casa mi saluta sorridente e mi blocca sull'uscio: "Non accendere subito la luce!" h?...ma lei che ne sa...??? "Il gas! C'è stata una perdita di gas: una delle tubature della strada qui di fronte...Non senti la puzza?" Oh, ecco. "No, qui sento solo odore di pittura..." Apro. entro. rimango lì. guardo. penso. La mente entra in sospensione. ... Si sgretolano i vecchi schemi, si staccano come intonaco dal muro e non ha più importanza la dimensione del futuro, immaginarla e prefigurarsela. Forse ho superato una linea di demarcazione, facendo ingresso in una fase della vita (la mia, almeno) in cui non ci sono più mete prestabilite da perseguire. Scuola dell'obbligo: trapassata. Diploma? fatto. Titolo accademico pure e che sia un ibrido o meno, adesso poco mi importa. Lavoro trovato. Trasferimento sui generis, ma ottenuto. Serie n di traslochi ormai compiuti. Ho piantato la mia bandierina piccola piccola a casa. Sono sola e sono immersa nel colore. Starà a me decidere che farne; ricordarmi ogni giorno che i miei occhi si aprono e vedono; le gambe mi funzionano: camminano e pedalano. Non ci sono più tappe: solo vivere e stare a guardare, senza sapere cosa. A tu per tu con la sola curiosità, che ha il mio stesso volto solo più rilassato e vispo. Il corpo. Non imporre posizioni al corpo. Lo ascolto e arrivo fin dove posso: il punto in cui fermarmi è quello in cui avverto una sensazione di disagio. Non so quale sia la componente di sfida e quale invece quella di rischio nell'affidarsi alla sensibilità per mitigare le influenze della memoria... la bambina storica, le volontà egoiche. La mente che si concentra su un utilizzo solo creativo e positivo, evitando la sudditanza da sé stessa. (...) Cosa c'entri tutto ciò con il colore delle pareti di casa, oh, non me lo si chieda. Un nesso ci sarà e se non c'è, fa lo stesso. Io penso così. Scrivo così. Il mio stile è a volte "magmatico". Il mio pensare disconnesso. E all'odore di pittura mi sono assuefatta: meglio della coccoina e più conturbante del vinavil. Il che spiegherebbe tutto. Ad uno sguardo miope e poco accorto.
Quando la bolla di tempo in sospensione ha fatto splash, ho ricordato la copertina di Post, Army of me ne è l'incipit e le note si sono ricongiunte al colore.
Due notti fa l'orango era nei mei sogni... Coincidenza. Pura.
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