Avrò fatto lo stesso percoso almeno un centinaio di volte, sfidando la sorte in un incrocio in cui il conto delle rotonde diventava impresa ardua da compiere sotto il sole.
Sono sopravvissuta.
Ho calpestato l'erba un po' selvaggia delle aiuole dell'ospedale senza infrangere alcuna legge scritta, ché divieti non ve n'erano. Avevo fretta, l'erba mi ha accolto, nessuna negativa conseguenza. Solo il piacere verde morbido. Ed in tre settimane mi è cresciuta sotto i piedi: ogni giorno un po' di più. Ieri mi arrivava alle caviglie.
Una benda in meno, 1 millimetro in più. Una crosticina in meno. Ancora un millimetro in più.
Tutto il resto altalenante. Se trattieni il respiro. Sennò ti sembra di essere sulle montagne russe.
Il senso delle cose - quello insondabile e lo hai sempre saputo - si perde. Rido. E' uno sberleffo: sappiamo tutti che non è possibile congelarlo, incorniciarlo e fissarlo al muro o disegnarlo su un aquilone e lasciare che voli alto. Prima o poi ci piomba in testa.
Le fobie sono lì in fila, si fanno avanti "Scegli me, scegli me!". E questo è parte del caos. Parte della calma è sapere che no, non s'ha da fare: l'unica è astenersi dal cercare un perchè che incaselli il tutto in un nuovo tranquillizzante ordine.
Di sereno, però, c'è il cielo.
Nella sua determinatezza a restar lì, sempre e comunque. Terso come non mai. Di un azzurro sfacciato a darmi risposte a domande che non ho mai posto.
Prendi la tristezza,
strizzala
e stendila al sole.
Andrà tutto bene.
Andrà tutto bene?
Andrà tutto bene.
Tutto?
Non lo so...
Però tu prendi la tristezza,
strizzala
e stendila al sole.
L'ho stesa al sole.
Inviato da: cassetta2
il 15/08/2023 alle 13:06
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:19
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:17
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:13
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:12