E' strano.
E' strano come sistematicamente accada che trovi quasi per caso traccia del bandolo che sto cercando, più o meno nel momento in cui comincio ad avere un minimo di coscienza su quella che è esattamente la matassa, visto che già individuare quella non è sempre cosa facile.
Stavolta ho trovato questo articolo.
Non vi starò a raccontare quali siano le domande alle quali sto cercando una risposta, tra l'altro non c'è neanche una ricerca affannosa a cui posso ricondurmi per rendere in maniera concitata ed incisiva una riflessione che è invece malinconica ma pacata. Forse pacata perché malinconica? Forse. Tutte questioni abbastanza prive di importanza.
L'articolo è un po' lungo, ma secondo me (e sottolineo secondo me) vale la pena leggerlo.
Io ho capito un paio di cose, personalissime. E cioè.
Cosa significa per me "racconto progettuale"; quali possano essere le implicazioni dell'affermazione (pressocché inconfutabile) che "gli esseri umani e le loro organizzazioni...hanno bisogno di situazioni sotto controllo"; che la possibilità di "arricchire di senso il caos esistente" non è necessariamente una chimera o un'idea folle da utopista new age; che avrei (ho) voglia di continuare a essere una "visionaria" a mio modo e pur con i miei limiti (alcuni dei quali almeno mi auguro - e cercherò di fare in modo - di superare); che mi accontento e ringrazio dio per essere in grado di capire quello che ho letto e di essere consapevole che ognuno comunque può leggerci e inferirci ciò che vuole, ciò che è più vicino alla propria natura.
E poi ho visto che Luca De Biase usa i punti quasi come me. Li appiccica lì così...Sarà mica che si può fare ed io non lo sapevo?
Inviato da: cassetta2
il 15/08/2023 alle 13:06
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:19
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:17
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:13
Inviato da: tafm rl
il 21/09/2013 alle 10:12