Creato da: VINCYSHEVA il 23/02/2005
Palermo-Como: Ciao a tutti, mi chiamo Vincenzo e abito a Como da circa 4 anni. Questo blog, l'ho aperto un pò per gioco e un pò perchè mi affascina tanto il mondo di internet. Ho fatto anche altri blog e dei siti web, ma cerco sempre di imparare perchè mi piacerebbe fare qualcosa di più serio. Ciao a tutti!!!

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Post N° 373

Post n°373 pubblicato il 13 Aprile 2007 da VINCYSHEVA
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Sorpresa a Camerlata per l'annuncio della chiusura. Ieri l'assemblea dei dipendenti del cinema

 

Esselunga: deve ospitare un multisala. E assicura che il supermercato resterà

 

 

«Europlex ci ha fatto sapere che chiuderà a Como poiché l'attività non ha raggiunto le aspettative economiche». Anche Esselunga, inquilina dell'immobile che oggi - ma solo fino al 19 aprile - ospita il multisala di Camerlata, è al corrente della notizia. Lo conferma un manager del gruppo, Marzo Zambelli, direttore degli affari generali di Esselunga. Che rassicura i cittadini spiegando che il supermercato non seguirà le sorti del cinema. «Esselunga manterrà la presenza a Camerlata». Sulla destinazione degli spazi oggi occupati dall'Europlex, invece, Zambelli rimane abbottonato. «L'edificio - ricorda - è destinato a ospitare un multisala». È quindi lecito ipotizzare che società concorrenti di Europlex abbiano già contattato o contatteranno i proprietari dell'immobile, ossia la Cedi, per contrattare la possibilità di entrare negli spazi liberati dalla catena belga.
Esselunga, Cedi ed Europlex sono legate da una vicenda tecnica che prosegue dall'ottobre 2005. La società Cedi è di fatto riconducibile al brand Esselunga. Il funzionamento del multisala era legato alla realizzazione - nei piani sottostanti, dove ora c'è il supermercato - di un centro commerciale, ipotesi però bocciata dalla conferenza dei servizi. Zambelli, pur non parlando di nuovi contatti per l'attuale area dell'Europlex, ribadisce comunque come quegli spazi siano destinati a ospitare un multisala.
Al di là delle diatribe urbanistiche e della scarsa affluenza di spettatori che avrebbe portato l'Europlex a issare bandiera bianca sul multisala di Como, c'è anche un quartiere - Camerlata - che pagherà lo scotto della chiusura. Si spegne, almeno per ora, un'attività e «Tutti risentiranno di questa chiusura - afferma convinto Carlo Ghirri, presidente della circoscrizione - Era una struttura che completava l'intrattenimento serale. In pochi passi c'è un ristorante, una birreria e c'era un cinema. Assistere a questa crisi spiace, perché si tratta di una società pur grossa che investe dei soldi e poi è costretta a chiudere».
L'ASSEMBLEA
Molti dipendenti del multisala hanno saputo mercoledì dell'imminente chiusura. Alcuni, addirittura, lo hanno appreso ieri leggendo il Corriere di Como.
E così, sempre ieri, il rappresentante della Cgil Filcams Giovanni Fagone ha tenuto un'assemblea con i dipendenti. «Si tratta di 16 dipendenti a tempo indeterminato, sei a tempo pieno e una decina in part time - ha precisato il sindacalista - Poi esistono altri dipendenti a tempo determinato. Un brutto colpo per i lavoratori dell'Europlex per due motivi: innanzitutto, per la loro categoria non esiste indennità di mobilità. Poi, la comunicazione della chiusura è stata intempestiva». Una doccia gelata, per la forza lavoro dell'Europlex, che probabilmente mai si sarebbe aspettata una chiusura così improvvisa. In realtà la notizia ha sorpreso anche i sindacati. «Proprio il mese scorso - prosegue Fagone - in un incontro l'azienda ci aveva dato rassicurazioni sugli investimenti per la struttura di Como».
Sui motivi che hanno spinto i vertici di Europlex a spegnere i proiettori di Como, il sindacalista spiega che «nella lettera per la procedura di mobilità che abbiamo ricevuto si parlava di affluenza scarsa di spettatori, e in sostanza si diceva (in riferimento alle vicende urbanistiche, ndr) che se ci fosse stato un centro commerciale probabilmente il multisala non avrebbe chiuso, poiché sarebbero arrivati più clienti». Ora, il sindacato chiede all'azienda «se esista la possibilità di evitare la chiusura, qualora le autorizzazioni per il centro commerciale cambiassero, gli eventuali tempi tecnici di fuoriuscita del personale e l'onere di accollarsi il ricollocamento dei lavoratori».
Lavoratori che, ieri sera, uscivano dall'assemblea con pochissima voglia di parlare, e negli occhi la prospettiva di perdere un impiego fisso.

 
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