Poco dopo la Volvo di fermò davanti a casa mia.
- Grazie, Bella. Ci vediamo presto! -
- Figurati! Ciao! - mi salutò.
Entrai in casa, Seth era seduto sul divano che giocava alla Playstation. Era tamlente preso dal gioco che non mi notò nemmeno. Mi arrampicai sullo schienale dell'altro divano.
- Quando si dice, fai come se fossi a casa tua...! - esclamai mentre facevo volare il suo joystick tra le mie mani e gli facevo svolazzare davanti l'altro.
- Yv! Giornata movimentata oggi, vero? -
- C'è bisogno che ti risponda, Seth? -
Lui ridacchiò scuotendo la testa. Eravamo troppo come gemelli. Non avevamo bisogno di parlare, con uno sguardo ci capivamo al volo, anche senza telepatia. Riavviai la Play spingendo il telecomando sul tasto reset.
- Pronto per essere distrutto, di nuovo? - lo sfidai.
- Ahah. Vuoi dire per distruggerti! -
- Vedremo.. -
Giocammo per un'oretta mentre lui mi raccontava la sua giornata di scuola.
- E dopo che ti abbiamo investito, Jake non ha smesso un attimo di parlare di come si sia divertito a prendersi gioco di te, e di come farà nei prossimi giorni a farti arrabbiare.. - raccontò ridacchiando.
- A farmi arrabbiare è bravissimo! E' a guidare che è un idiota! - ribattei.
- Ti piace, eh? -
Gli lanciai un'occhiata sarcastica al massimo. Lui capì la gaff e si mise a ridere, poi toccò a me dirgli di ciò che era successo. Seth era sempre entusiasta, e il suo carattere solare mi influenzava sempre. Era più di un amico per me, un fratello. Con lui era facile essere me stessa e ridere e scherzare. Con Seth mi sentivo a casa, ovunque fossi. Leah pensava che ci fosse qualcosa tra noi, ma non era così. Io gli volevo bene, e tanto, e lui ne voleva a me, ma eravamo come due gemelli, inseparabili e identici, ma senza questioni sentimentali. Alle cinque, Seth andò a prendere i libri e iniziammo a studiare. Beh, io. Lui scopiazzava più o meno ogni esercizio. Se fosse stato qualcun'altro mi sarei arrabbiata, ma era di Seth che si trattava, eravamo migliori amici da quando eravamo nati. Estate dopo estate la onstra amicizia si era rafforzata fino a rendere insignificante le distanze che ci avevano sempre separati.
Erano ormai le sette quando sentimmo la porta aprirsi e mio fratello entrare correndo e ridaccchiando. Mio padre lo seguì poco dopo. Noi ci eravamo già preparati dei panini e stavamo mangiando. Mio fratello andò subito a prendere il joystick della play in mano, senza nemmeno salutarmi. SImultaneamente io e Seth guardammo mio padre, interrogativamente.
- Beh? Che volete voi due? - chiese sorridente. NEmmeno avessro semplicemente passato una giornata padre e figlio suun lago a pescare.
- BEh, che volete?! - Lo imitai, esasperata.
- Signor Taylor.. insomma.. che è successo a MAtt? - chiese Seth.
- Oh, quello. S'è trasformato!- sorrise.
E di che altro parlavamo, secondo lui?! Chiesi a Seth.
E dai. Pensa che soddisfazione. Un figlio nel branco! Ribattè lui divertito.
Sospirai rassegnata. Tutti pazzi per i lupi, eh?
Seth rise.
- Se avete finito di complottare, voi due.. - mormorò mio padre.
- Se ci vuoi dire che è successo!? - risposi.
- MIIIIIIIIIIIII SONOOOOOOOOOOO TRASFORMATOOOOOOOOOO !!!!!!!! - urlò Matt, lasciando il joystick e iniziando a correre per casa ad una velocità impressionante. Seth e mio padre scoppiarono a ridere. Io sospirai divertita.
- Ora almeno se ti schianti contro un muro ti farai più male, visto che corri così veloce! Anche se guarirai più in fretta. Almeno niente più pronto soccorso..-
Ridemmo tutti. Sue e Leah ci raggiunsero poco dopo, per festeggiare il nuovo membro del branco. Leah l'aveva visto il lupo di mio fratello e me lo mostrò mentalmente.
Eccolo è così. ME lo mostrò.
Wow. E' bello. Risposi. Era marrone con un'orecchio nero.
SEmbra un dalmata! Ridacchiò Seth.
Bhe.. tu sembri una zebra sbiadita, Seth. Lo punzecchiò la sorella. Seth era un lupo sabbia, che iù che altro tirava al bianco, e aveva delle sfumature più scure, striature che assomigliavano lontanamente alle strisce di una zebra, ma nella mente di Leah erano identiche. Ridemmo come matte.
E dai, Lee-Lee. Povero Setthino! Lo difesi.
Oh beh. E' la verità.
Quando se ne andarono, mio padre parlò a Matt di come controllare la rabbia. Io ne approfittai per sgattaiolare in camera mia a dormire. Il giorno successivo era sabato.