La mattina dopo andai a suonare il campanello da Seth, e andai a scuola a piedi con lui e Leah. All'entrata ci corse in contro Mary. Una ragazza simpatica, eravamo diventate subito amiche, con Seth non parlava molto, però. Quando lei ci salutò con la mano, eravamo ancora a metà cortile. Vidi che Seth arrossì.
Cos'è quel rossore sulle guance, Seth??
Cosa?! MA figurati.. scosse la testa.
Dai, è carina! Lo incoraggiai.
Ehm.. c'è .. ehm.. Quil che mi chiama.. ci vediamo in classe. Si inventò.
Certo, come no, Seth. Ti tengo il posto. Scossi la testa mentre lui si allontanava e Mary mi correva in contro.
- Dove va, Clearwater? - mi chiese, confusa.
- Oh. Lo chiamava.. Quil. - risposi, ancora con il mio sorriso malizioso sulle labbra. In quel momento Quil ci passò affianco, e Seth stava camminando dalla parte opposta, verso un gruppo di ragazzi della nostra classe. Entrambe alzammo un sopracciglio e scoppiammo a ridere.
- Dai entriamo. - disse. Annuii e la seguii fino al corridoio degli armadietti del terzo piano. Il suo armadietto era ad un paio d armadietti di distanza dal mio. Mentre cercavo di mettere la combinazione nella chiusura per richiudere l'armdietto, passò il mio amico-gemello.
- Seth! - lo salutai indicando con un gesto del capo Mary, che ci dava le spalle.
- Yv! Vado a prendere i libri ci vediamo in classe. - Allungò il passo arrossendo. Io ridacchiai.
- Allora.. tu e Seth, eh.. - mi disse MAry. Io mi misi a ridere.
- No, no! Ma cosa dici! Siamo amici, da tantissimo tempo! Da piccoli abbiamo fatto uno di quei patti di sangue.. ho ancora la cicatrice! - ridendo le mostrai il segno della vecchia ferita che avevo sul palmo della mano. -Da allora siamo inseparabili! Sua sorella che ci dev'essere stato un errore, che la vera sorella di Seth sono io e non lei!-
- Non hai ancora visto nessuno di interessante? - mi chiese.
- Mhmm, no! Nessuno ancora. - risposi.
- Mmmh - annuì lei. Poi la sua attenzione fu attirata da qualcuno alle mie spalle. Sentii uno strano calore arrivare da dietro di me.
- Hey chi si vede.. - disse una voce calda e roca. Troppo familiare per i miei gusti, e troppo vicina al mio collo. Mi voltai di scatto e dovetti indietreggiare per non sbattere la fronte nel meto di JAcob Black.
- Che vuoi?! - sbottai.
- Ti ho solo salutato! - si giustificò.
- E io ti ho chiesto che vuoi! - ringhiai. Riuscii a trattenere un rignhio vero, e così mi uscì la sua imitazione umana. Bassa e roca. Comunque d'effetto. Tuttavia il suo volto rimase vicino al mio.
- Niente. Sono venuto sù per andare nell'aula di biologia, e ti ho vista qui. Beh qualcosa che vorrei c'è.. - rispose, finalmente spostandosi e appoggiando la schiena agli armadietti, e mani in tasca.
- Cosa.Vuoi. - ripetei.
- Il tuo numero. ME o dai, vero? - sorrise. Serrai i denti. Sbattei lo sportello dell'armadietto riuscendo finalmente a chiuderlo.
- Vattene, Jacob Black. - dissi lentamente. In quel momento arrivarono Quil ed Embry.
- Hey Yv. - salutò Quil.
- Ciao, ragazzi. -
- Jake, andiamo?LA vecchia questa volta si arrabbia. - lo chiamò Embry.
- Un attimo, arrivo, voi andate! - ribattè.
- No! Puoi andartene! Io non ho più niente da dire! - lo incitai.
- Ti ricordi quel che ha detto Sam ieri? - mi chiese. Certo che ricordavo, ricordavo ogni parola. In quel momento arrivò Seth che salutò i ragazzi con un cenno del capo. Suonò la campanella.
- Oh, sì che ricordo! - risposi.
- Ripetilo: che ha detto? - mi spronò con un sorriso impertinente sulle labbra.
Io sorrisi trionfante. - Ha detto: "JAcob, smetti di fare il buffone!" -
Seth, MAry, Quil ed Embry scoppiarono a ridere. E prima che JAcob potesse dire altro, io li salutaii.
- Ciao ragazzi! -
Poi con Seth e Mary, andai in classe.