Creato da Yvaine0 il 07/04/2009

Eva. °w°

« Non esisto realmente. Sono solo il personaggio di una fantasia di un' adolescente un po' stramba ».

EVA.

Allora, prima di tutto le presentazioni.
Sono Eva, l'assistente immaginaria dell' ex padrona di questo blog, gentilmente cedutomi non volendo cancellarlo.
Sono nata qualche mese da una delle sue fanfic che pubblicherà nel tempo, o forse non pubblicherà mai.
Sono uno spoiler ambulante, uscito dalla sua prima storia originale.
Figlia di due personaggi secondari, protagonista del sequel.
Questo sarà l'unico luogo in cui avrò totale libertà, quindi fate attenzione alla vostra salute mentale!
Oh, dimenticavo. Io esisto solo nella mente di Yvaine0 e della persona reale che vi si cela dietro.
Ciò non toglie che io esista.
Io sono una persona.
Io ho un carattere.
Io ho dei sentimenti.
Io sono nata.
Io vivrò la mia storia.
Io scomparirò.
In me vive parte di mia madre e della mia creatrice.
Io, come tutti i personaggi delle storie, esisto veramente.  

Ho delle passioni: il canto e la musica in generale, i miei fratelli, il mio amico Ambri, gli anime.
Conosco Death Note e Host Club.
Sto guardando Full Metal Alchemist, Soul Eater ( finora il mio preferito ), DNAngel, Lucky Star.

Ho finito, gente.
Un bacio,
E. 

 

 

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Post n°15 pubblicato il 25 Aprile 2009 da Yvaine0

Non ricordo quando mi addormentai. So solo che mi svegliai che ero ancora tra le braccia di Seth. Eravamo davanti alla porta spalancata dei Cullen. Ci aspettavano. Ma a noi mancava ancora qualche metro. Cercando con lo sguardo Mike, sbadigliai. Ora ero decisamente calma. Dovevano aver rallentato da un bel po', se avevo fatto tempo a dormire. Forse Giops si era stufato di essere portato in braccio ameno quanto me. Ora sapevo che a mente fredda sarei riuscita a ragionare. Avevo ancora la testa appoggiata alla spalla di Seth. Sbadigliai ancora.
- Seth. - sbadigliai un'altra volta. - ora posso anche scendere, grazie. - suggerii con la voce di una persona che sta ANCORA dormendo.
- Ah, ma buongiorno! - mi sorrise Mike. Ricambiai il sorriso con una linguaccia. Jacob lo fuminò. Realizzai solo in quel momento che cosa c'era di strano nella sua presenza. Non tanto la velocità o la forza che aveva dimostratp, nemmeno tanto che stesse girando per strada da solo alle tre di notte. Ma eravamo in America. Lui viveva in Italia! Seth si fermò e mi lasciò scendere, ma non si mosse da accanto a me come se temesse che sarei crollata da un momento all'altro.
- Secondo Alice è proprio quello che accadrà! - arrivò la voce di Edward da dentro.
- Esatto: Tra tre, due, uno. - esclamò Alice arrivando sulla soglia, sorridente come sempre. Mi lasciai cadere per farla felice. Almeno ne avrebbe azzeccata una quella sera, pensai con un filo di amarezza. Edward non dirgli quello che ho appena pensato! Lo pregai subito dopo averlo pensato.
Tranquilla, sono un tipo discreto, io. Mi rassicurò lui.
Seth mi aveva acchiappato appena prima che finissi col sedere a terra.
- Ma che fai?! - sospirò retoricamente. Le do una soddisfazione. Risposi mentalmente. Il sorriso di nuovo sulle labbra. Anche Seth sorrise.
- Yvaine Michela Sun Elena Taylor! Ma come sei conciata! ORa ti sistemo per le feste!- esclamò la vampire. Ecco. LEI era la mia migliore amica in assoluto. Tuttavia sbuffai. Non avrei voluto essere agghindata da lei nemmeno se fossi stata per morire. Il che poteva essere.
- Sun, loro sono i Cullen? - chiese Mike.
- No. Loro sono Topolino e i suoi amici, Micheal! - ribattei sarcastica. Lui rise. Anche io, Seth e Jacob ridemmo. Risaltò tra le nostre la risata cristallina di Alice. Jasper si fiondò al fianco di Alice con aria minacciosa. Aveva fiutato uno sconosciuto. E per di più un vampiro. Entrammo, dopo aver salutato tutti mi sedetti per terra, di fianco alla porta, dove Seth era in piedi appoggiato al muro. Giops si accoccolò al mio fianco con la testa sulla mia gamba. Lo accarezzavo. Era il mio piccolo psicologo quel cucciolone. Accarezzarlo mi portava via ogni preocupazione.
- Uno spuntino! - ridacchiò Emmett, indicando il cane.
- Emm, il signor Taylor ci ha avvertito di non toccare il cane, secondo lui una volta il parassita, ehm.. Thomas l'ha quasi morso e Yv ne ha combinata una delle sue! - lo avvisò Seth. Io scoppiai a ridere al ricordo.
- Gli ho staccatola testa!! - ridevo come una matta. Jacob si unì presto alle mie risate. Mentre ridevo ricordavo la scena. Anche Edward vedendola nella mia testa, scoppiò a ridere, sembrava non riuscisse più a fermarsi. - Erano ormai due mesi che non mangiava quel cogl.. quello stupido - mi corressi notando Nessie che asoltava divertita - e ha cercato di addentare Giops, e io mi sono arrabbiata da morire, glielo allontanai appena in tempo, fu mio padre a suggerire la punizione scherzando, ma io cominciai a tirare e puff! La testa è saltata via. Mia madre era scandalizzata, giuro che pianse per lo spavento! Poi la testa è ritornata a posto. E... - mi fermai, e mi incupii. Era stato in quel momento che aveva deciso di uccidermi. Mi misi una mano sul polpaccio. Era lì che mi aveva morso. Mia madre mi aveva succhiato via il veleno, e lui aveva deciso di scappare. Avevo smesso di ridere, pure Edward seguendo il corso dei miei pensieri era tornato serio. Seth assunse un' aria furiosa, ma controllata. D'altra parte e la stessa che avevo io quando mi raccontava che Paul, Quil, Embry o Jacob lo prendevano in giro. Sospirai.
- Che succese dopo? - chiese Michael. Edward sembrò rendersi conto allora della sua presenza. Lo squadrava, forse incuriosito dai suoi pensieri.
- Decise che aveva troppa fame per trattenersi, ma aveva capito di non poter toccare Giops, quindi.. - alzai la gamba dei calzoni di cotone per mostrare la cicatrice. -quindi non si trattenne. - spiegai tranquilla. Alice sgranò gli occhi. Edward li chiuse. Bella si portò meccanicamente la mano sulla SUA cicatrice nel braccio. Rose, Emmett, Emse, Carisle e Renesmee trattennero il fiato. Jasper rimase impassibile a fissarmi, a studiarmi. A Mike andò di traverso la saliva e iniziò a tossire per non strozzarsi. Seth mi abbracciò. Jacob iniziò a tremare, lo notai solo perchè la sedia su cui si era seduto all'inizio del racconto ora vibrava. Nessuno parlava e io continuavo a sbuffare ricordando ciò che era successo. Non mi piaceva la compassione. Ero una persona troppo orgogliosa.
Finalmente un suono. Era Paul che tossicchiava sulla porta, con Mary di fianco, per farci notare lasua presenza.
- Mary! - esclamai anzalndomi ad abbracciarla. Lei iniziò a piangere. Si doveva essere trattenuta fino a quel momento. Seth le poggiò una man sulla spalla. Meredith dopo averlo guardato un attimo, abbracciò lui e mi lasciò. Seth prima sbarrò gli occhi, vedendola stretta a sè, poi arrossendo ricambiò l'abbraccio. Sorrisi.
- HAi sentito Sam? Matthew l'ha raggiunto? - chiese Jacob a Paul. Lui annuì.
- Sta arrivando. Da solo, vuole decidere con voi un piano per trovarla. E vuole conoscere il ragazzino. - riferì, prima rivolto a JAcob, poi ai Cullen e finì lanciando un'occhiataccia a Michael.
- Mike, ma tu.. cosa.. - provai a chiedergli risedendomi a terra.
- Cosa sono? Non ne ho la più pallida idea. Pensavo che il dottor Cullen potesse aiutarmi. - rispose lui, con un ombra di scetticismo nella voce.
- Freddo. Ti cibi di sangue, ma solo da pochi mesi, prima no. Prima eri anche a temperatura umana. Tua madre era originaria della riserva, tuo padre era un.. uno di noi. - iniziò a leggerlo Edward -Fai addormentare le persone col pensiero?! - sbottò divertito. Lui annuì. A quel punto mi addormentai di nuovo. 

Mi svegliai che il sole era già nel cielo, pallido e febbrie come sempre. Ero accoccolata su qualcosa di caldo. O meglio qualcuno, perchè respirava. E russava. Qualcosa mi disse che non si trattava di Seth. Un braccio, che già mi avvolgeva, mi strinse di più, mugugnando qualcosa. Quella voce! Spalancai gli occhi e mi lanciai dalla parte opposta del bianco divano dei Cullen, svegliando Jacob. Sbattè le palpebre un paio di volte, poi mi mise a fuoco. Gli rivolsi l'occhiata peggiore che potessi rivolgere. Sentii Emmett sogghignare diverito al massimo, e riconobbi la risata di Mike.
- Che c'è?! - mi chiese Jacob, stiracchiandosi. Un sorrisino colpevole sulle labbra.
- Niente. - ringhiai. Cercai qualcuno di amico nella stanza. Emmett rideva ancora, Mike mi ossevava con un aria strana,vagamente arrabbiata. Alice scuoteva la testa, evidentemente sapeva che non avrei gradito lo scherzetto. Tornai su Michael.
- Rocchi! E' tutta colpa tua, vero?! Ero sveglissima  prima che dicessi "sì so far addormentare le persone" - dissi, leggermente rabbiosa.
- Oh, no, non te la prendere con lui, eh! Non sei mai stata troppo sveglia, da quando ti ho conosciuta! - ribattè Jacob. Ringhiai sonoramente. Mary che dormiva su una poltrona si svegliò.
- Sì, colpa mia. Ma dovevo far vedere  Edward di cosa ero capace. - rispose Michael, ignorando la battutaccia. No, sarebbe stata carina se non fossi stata così arrabbiata.
- Dove.. dov'è Seth? E Giops? E ... e tutti? - chiesi.
- Sono tutti nei boschi a cercare tracce del nostro rapitore. Secondo quel che ci ha rivelato Mike, quello che avete sognato tu e Seth, e ciò che Edward ha visto nei tuoi ricordi, Meredith è al sicuro, ma c'è un altro punto da precisare. - mi informò Alice.
- Quale punto? - domandai. Emmett rise.
- Il punto forte! - esclamò.
- Alice? - la intimai.
- Tu, Yv. Tu non dovrai mai essere lasciata sola. Sarebbe troppo rischioso. Dovrai essere sorvegliata 24 ore su 24. - sbuffò Alice. Evidentemento (come me), pensava fosse un'idea stupida. A parte che sapevo difendermi benissimo da sola, e poi Alice avrebbe saputo prima qualunque cosa sarebbe potuta accadere. Quella di quella notte era stata solo una svista, non sarebbe capitata più.
- No, invece! Non ce n'è bisogno! - protestai. Mike mormorò un Ve l'avevo detto, con un tono talmente basso che normalmente non avrei udito.
- Dai, dai continua Alice! - la incoraggiò Emmett, che si stava divertendo come un bambino al luna park. Le rivolsi uno sguardo interrogativo. Cosa poteva esserci di così divertente? Non era già abbastanza ridicolo così?
Lei non rispose. Fu Emmett a concludere.
- Qualcuno ha anche insistito per scegliere le tue guardie del corpo. Eh, beh, a La Push sono giustamente più utili i lupi. Loro potranno tenerti d'occhio senza problemi e senza dare nell' occhio. Ti accompagneranno a scuola, ti faranno compagnia là, ti porteranno a casa, ti terrano d'occhio tutto il giorno e tutta la notte. Non potrai andare da nessuna senza il loro permesso nè tantomeno senza di loro. -
Imprecai così esplicitamente che mi avrebbero sentito tutti anche in una casa di sordi. Emmett scoppiò a ridere. Io protestai, ignorandolo.
- Alice! Ma non è giusto! Proprio per niente! Io sono la vittima non il colpevole! Non dovrei essere io agli arresti domiciliari con.. questi cosi qua a tenermi d'occhio! - sbottai indicando Jacob. Lui alzò un sopracciglio.
- Questa mattina non sembrava ti dispiacesse che ti stessi accanto.. - ribattè divertito. Mike alzò gli occhi al cielo.
- Ecco a proposito! Perchè mi stavi abbracciando, prima?! - quasi gridai, con una smorfia disgustata in volto. Jacob rise.
- Non prendertela con me! Eri tu che avevi freddo! E tuo fratello... -
- Se c'era lui, perchè tra tutti dovevi essere tu la mia coperta?! - lo interruppi.
- Perchè il tuo amichetto ha provato i suoi poteri anche su di me, perchè non gli piaceva ciò che avevo da dire, e poi ha pronunciato il mio nome un po' di volte nel sonno...- contitnuò.
- Stronzate! - sbottai, incredula. Da quando nei miei sogni compariva Jacob Black?
- ... e ho pensate che ti facesse piacere la mia compagnia! - concluse Jacob con un sorriso soddisfatto sulle labbra. La mia rabbia lo divertiva.
- AH! TU PENSI?! - esclmai furiosa.
La risata argentna di Alice squillò allegra, mentre quella di Emmett riempì l'aria. La sua risata era così fragorosa che Mary si coprì le orecchie con le mani. Sentii un rumore strano, provenire dalla cucina. Come un qualcosa di morbido che si stacca su una superificie metallica per ricadere poi in una di porcellana, per tre volte. Poi un liquido versato altrettante volte, e delle posate poggiate su dei piatti. In quel momento un odore di uova invase la sala ed entrò Esme con tre piatti e tre bicchieri su un vassoio. Un piatto pieno il doppio degli altri, quello del nostro lupo simpaticone.
- Su ragazzi, non litigate. - disse Esme gentile. - E tu abbassa la voce zuccone! - rimproverò Emmett.
Ora di colazione. Un piatto e un bicchiere a me, lo stesso a Mary e una caraffa con un vassoio per Jacob. "Maiale" mormorai, mentre questo si sbafava tutto nel tempo in cui io avevo appena iniziato il mio uovo. Si era sporcato tutta la maglietta.
- Lupo. - mi corresse Mary, spalleggiandomi sorridente. Se era fiduciosa lei, perchè non dovevo esserlo io?

 
 
 
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