La colazione preparataci da Esme era ottima, e calmò i bollenti spiriti. Mike sembrava sempre un po' arrabbiato mentre mi guardava. Anche se ormai ero calma, la cosa mi infastidiva parecchio.
- Mike! Che c'è?! - sbottai ad un tratto. Lui mi fissò interrogativo, ma una nota di rancore era rimasta nei suoi occhi.
- Niente. - mugunò.
- Micheal, sul serio, che hai? - chiesi, anche abbastanza preoccupata.
- Niente, niente, niente. -
- Sei sempre stato un testone. - ribattei, fingendo di essermi arresa. Ci avrei riprovato. Anche se temevo che, con una buona probabilità, me ne sarei scordata. Mi alzai dal divano e mi sedetti sul bracciolo della poltrona di Mary.
- Non hai paura? - mi chiese lei.
- Di cosa? Dei vampiri? Dei licantropi? Dei maniaci? Della combinazione più tragica che possa esistere, cioè il vampiro maniaco, che ha rapito Ash? Del fatto che non so dove siano mio fratello, il mio migliore amico e il mio cane? O semplicemente della reazione che avrà Embry quand saprà ciò che è successo per colpa mia? - borbottai.
- Di tutto questo. - rispose lei semplicemente.
- Oh beh, dei vampiri no, di Embry sì, dei licantropi.. - lanciai un occhiataccia a Jacob che si stiracchiava massaggiandosi la pancia dopo la scorpacciata - Beh no direi di no! Dei licantropi non ho paura! Solo di Embry! E sinceramente nemmeno tanto di Thomas.. perchè se solo mi capita sotto tiro.. - mi morsi il labbro per non continuare. Mi stavo agitanto troppo.
- Sono un idiota. - conclusi. Mary mi strinse in un abbraccio:
- Non è colpa uta, Yv. Sai che non è così! Cosa avresti fatto tu? -
Quel "tu" accompagnato ad un'occhiatina a Michael era eloquente. Non incolpava me dell'accaduto, ma lui. Jacob annuì, capendo la stessa cosa. Alice mi rivolse un'occhiata rassegnata, non trovava nemmeno lei un modo per smentirlo. Anche Mike capì e subito abbassò la testa. Dire che la sua espressione era da cane bastonato sarebbe stato un eufemismo. Sembrava uno che aveva appena ucciso un suo genitore, nell' atto di difenderlo.
- Ma cosa..?! No! Voi siete impazziti, perchè date la colpa a Mike! Non farebbe del male a nessuno! Non di proposito, no! Mi rifiuto di sentire ciò che ho sentito.. io.. tu.. ma che ca.. sgrunt! - mi impappinai nell'atto di difenderlo, come sempre quando ero messa alle strette. Mi alzai e mi avvicinai ad una finestra. Guardavo fuori, ma era solo una scusa per non mostrare le lacrime che di nuovo scendevano.
- Sun. Sai che è così, non puoi scusarmi, è colpa mia, l'hai detto anche tu, questa notte. - la voce di Michael era un sussurro, pieno stracolmo di dolore.
- Ma che cazzata! Tra tutte le stronzate che ho detto da quando sono arrivata qua, voi andate ad ascoltare proprio la più demenziale! - singhiozzai.
La mano di Alice si posò sulla mia spalla. Mi voltai a guardarla negli occhi e l'abbracciai.
- Sciocca di un cocktail di creature che non sei altro. Nessuno sta accusando Mike, è un dato di fatto, che se lui non avesse spento il fuoco non sarebbe successo nulla di tutto questo. Ma non lo incolpiamo di questo! Ok, è successo, buona notte. Ora risolviamo tutto e poi tutti amici come prima. Ceerto che è colpa sua, però.. - sbuffò - a forza di parlare con te, non so più fare un discorso sensato nemmeno io! - disse Alice.
- Eheheh. Sì me lo dicono spesso. - sorrisi a Mike, asciugandomi gli occhi, ricordando tutte le volte che me l'aveva detto lui.
- Vieni qua, stupida! - mi chiamò allargando le braccia, avanzò verso di me. Passai dalle braccia di Alice alle sue. Era più caldo di lei, ma comunque più freddo del normale.
- Tua madre mi ha detto di salutarti, quando sarei arrivato qua. - mi informò. BAlzai indietro raggiante.
- L'hai vista, Mike??? - chiesi su di giri.
Sorrise. - Sì, prima di partire.. è stato venerdì sera. Ha detto che stava bene, e che probabilmente tutto si sarebbe risolto, presto. E che quando tutto sarà tornato normale, verrà a vivere con voi. - Tutto cosa? Mah. Sospirai al settimo cielo. La mia mamma. Quanto mi mancava. Tornai a sedermi vicino (realtivamente) a JAcob. Ora più tranquilla.
- Il vecchio diavolo sa come calmarti.. - mugugnò Jacob.
- Dio! Quant'è carino! Se non fosse per Seth.. - era un sussurro di MAry. La guardai stupita.
- MA ti sembrano cose da dire ad alta voce? NEmmeno fossi Rossane! - la rimproverai.
- Ma.. cosa?! - domandò sbarando gli occhi. Le rivolsi un'occhiata eloquente. LEi capì, arrossendo.
- Guarda che non l'ho detto ad alta voce! -
- Ma come no?! Se ho sentito io! - ribattei.
- Io, personalmente, no. - ci informò Michael.
- Meglio! - rise fragorosamente Emmett. Lui sì che aveva sentito, ovviamente.
- Come hai fatto a non sentire? L'ha detto forte! - protestai.
- Hey, figlia dei fiori, non l'ha detto forte! E' ovvio che il tuo amichetto non l'abbia sentito! NEmmeno tu avresti dovuto! Era troppo piano! - mi infromò JAcob. Rimasi spiazzata un attimo.
- Bah.. io l'ho sentito.. - mi rassegnai.
- Sì, è il suo odore. Edward, che facciamo mandiamo avanti il cane? - disse una voce.
- MA io direi di no! - sbottai in risposta a quella. Tutti mi fissavano come se fossi impazzita. In effetti nessuno di loro stava parlando. - Dai avanti! ORa ditemi che mi sono sognata Sam che voleva mandare il mio cane tra le grinfie di Thomas, forza?! - sospirai.
- Direi di sì! - ridacchiò Jacob. - Hey, aspetta! HAi detto Sam?? -
Annuii. Mi accorsi che oltre a Sam c'erano altre voci, ma erano tutte nella mia testa, e parlavno quasi tutte contemporaneamente.
Se Edward vuole mandare il cane è quello che faremo! Era Jared.
Ma se lo fate, Yv vi farà fuori! No direi che è escluso! Seth.
E comunque è assolutamente inutile, Sam! LEah protestava.
A casa?? Ve ne tornate a casa?! Sbottò la voce di Paul.
Riconoscerebbe Giops! Lo sa che Yv farebbe di tutto per salvarlo!Ancora Seth.
MEglio il cane che Ash, però! Embry era arrabbiato. No, era furioso.
Hey fratello calmati! Anche noi siamo preoccupati per Ash! Questo era Quil.
EDWARD DICE DI RITIRARSI, RAGAZZI, TORNIAMO INDIETRO, CONTINUIAMO DOMANI! LORO SONO GIA' QUASI A CASA CULLEN! CI VEDIAMO DA LORO. Li informò Sam.
- Qualcuno li faccia smettere per favore! Mi fanno scoppiare la testa! - esclamai, mettendomi le mani sulle orecchie. Fu allora che entrò Edward con aria molto sorpresa. Tutte le voci dei lupi continuavano a parlare, a discutere, a mostrare immagini, e mio fratello cantava mentalmente.
- Tutto ok? - mi chiese Jacob.
- No che non è tutto ok! Perchè non stanno zitti! Non è possibile una caciara così! NEmmeno ieri in spiaggia facevano un casino simile! - mi lamentai tenendo la testa tra le mani, posata sulle ginocchia. Sembravo Alice quando aveva delle visioni confuse che le facevano venire l'emicrania.
- Il che è plausibile. - Edward confermò i miei pensieri.
- Cosa? Ma li senti anche tu? - chiesi. LA testa mi pulsava incredibilmente. Fortunatamente alcune voci stavano sparendo, erano rimasti solo Sam, Brady, Embry e mio fratello che ancora cantava. Il suo comportamento infastidiva anche gli altri tre, non solo me.
- Sì, io li sento sempre. Carlisle! - lo chiamò Edward. - Credo che Yvaine sia .. beh collegata col branco. - JAcob sbarrò gli occhi a quell'informazione.
- Cosa?! - sbottammo entrambi.