- Cosa?! - esclamamma io e JAcob, scioccati.
- Yv, credo che il tuo sangue Quileute, ti leghi al branco.. e vedendo i tuoi poteri, normalmente, credo che tu sia collegata a loro mentalmente. - ci spiegò Edward.
- E' possibile? - si informò JAcob, rivolto a Carlisle che era appena entrato.
- Sì. Dovrei fare degli esami però...-
- Non dovrete usare degli aghi vero?! - pigolai. LA testa batteva ancora, ma di meno.
- No, no. Sarà un esame del DNA per vedere se sei più simile a un umano, ad un vampiro o ad un lupo. - continuò il dottore.
- MA non avevate detto che sia i mezzi vampiri che i licantropi hanno 25 cromosomi? - disse Jacob.
- Beh, sì, ma non è detto che anche lei ne abbia 25. E già che ci siamo, Michael, vorrei farli nche a te, cosìcche potrò aiutarti a trovare il giusto stile di vita per te. - concluse.
- Quindi? Che dobbiamo fare? - chiese Mike annuendo.
- Ah! Te lo dico io! Quindi... - JAcob allungò una mano e mi strappò un capello.
- Ahi! HEy!? - protestai.
- ..capello tuo e suo! - finì la frase.
- Grazie, JAcob! Già che avevo mal di testa! - lo rimbeccai.
- Ma cosa vuoi che sia, per un capello .. - ridacchiò lui.
- Non mi provocare, chiwawa gigante! - lo ammonii. Quando lui stava per ribattere, Mike e MAry si avvicinarono tappando la bocca ripettivamente a JAcob e a me.
- Ora, basta! - sentenziò Mary, che non aveva ancora osato parlare ad alta voce. Doveva essere strano per lei essere in una casa piena di vampiri, essendo stata educata a stare lontano il più possibile da loro. Non era una Quileute, ma comunque era cresciuta insieme ad Ash, erano migliori amiche dall'asilo, e ei era vissuta con sua nonna, che era originaria della riserva.
- Sissignora! - biascicammo noi sotto le loro mani. Risuonò la risata allegra di Alice.
- Yvaine! ORa vieni con me che ti do qualcosa da metterti: sei ancora in pigiama, sei una vergogna per tutte le donne di questo mondo! - mi rimproverò la vampirella.
- Che ore sono, scusa? - mi informai.
- Le undici e tre quarti. - rispose Esme dalla cucina.
- Ecco! E' l'alba Alice! E poi è domenica, la domenica si sta in pigiama fino a sera.. - protestai. Lei mi caricò di peso e mi prese in braccio. - No, Alice! Dai ti prego Aliiiiceeee!!! Nooo! Alice Cullen! Non ti azzardare, mettimi giù! E dai Alice ti scongiuroooooo!! - mi lamentai. Seth e eah entrarono, stavano già ridendo, sentendo i miei urli. Alice andava pian pianino, forse pensando a come torturarmi.
- AlicE! Non mi avrai mai viva! - sbottai incrociando le braccia e smettndo di scalciare. A questo punto tutti scoppiarono a ridere. Anche Sam e Jasper che stavano entrando in quel momento. L'ultimo a valcare la soglia fu Metthew che disse:
- Sei proprio una bambina! - Io lo fulminai mentre Alice saliva le scale.
- Scusa Emm! - esclamai, poi lanciai il vampiro contro mio fratello facendoli volare fuori. L'ultima cosa che dissi mentre gli altri ridevano fu "PRoprio una bimba, moccioso!"
Tornammo di sotto dopo una mezz'ora, avevo convinto Alice che mi sarebbero bastati un paio di Jeans, e una maglietta NORMALE! E stranamente lei accettò. In sala c'erano rimasti solo i licantropi con Mary, Mike e Edward. C'era un silenzio religioso, probabilmente si aspettavano che Alice mi avesse conciato chissà come. Inevec avevo un paio di jeans sbiaditi e una maglietta bianca un po' larga: niente di diverso da ciò che mettevo di solito.
- Beh? Che c'è? - domandai.
- Deve volerti proprio un bene disperato per aver accettato di farti mettere quegli abiti! - ridacchiò Edward.
- Stai dicendo che sono esagerata??? - sbottò Alice. Edward rise in risposta e lei gli fece una linguaccia.
- Yv, davvero ci sentivi, prima? - chiese Leah.
- Sì! E a proposito, Sam! Cosa doveva fare il mio cane?! - ribattei io.
- No, era una proposta indecento, lo so. Erano tutti i loro pensieri incasinati che mi hanno confuso! - si giustificò. Sospirai. Raccontarono che avevano trovato le tracce di Thomas, e che serviva loro un'esca per riprendere Ash.
- Ovvio! E io a che servo altrimenti! - mi offrii.
- Ma sei fuori!? - sbottò Jacob.
- No, non sono fuori. Chi altri potrebbe fare da esca, scusa? E' me che cerca! - mi giustificai.
- MA tu sei quella da difendere. - continuò.
- Ma non perchè l'abbia chiesto io! -
- Yv, Jake ha ragione. - confermò Seth.
- Oh, ma non è giusto. Siete tutti coalizzati, eh. - protestai incrociando le braccia.
Insomma avevano deciso che io e Mike dovevamo restare a casa, mentre il branco sarebbe andato all'attacco. A quanto pareva si era rifugiato tra i monti intorno a Forks.
- Non rimarrà lì per molto.. - mugugnai.
- Sei una guastafeste! Perchè devi sempre rovinare tutto coi tuoi commenti! - obbiettò Matt.
- E' un dato di fatto! Di sicuro si è accorto che l'avete trovato! Anche se non ha un esercito e uno stratega che lavorano per lui, alle cose basilari ci sta attento! Mi dispiace ammetterlo ma non è così idiota! -
- Rompiballe! - mi rimbeccò Matthew. Io digrignai i denti, in cerca di qualcosa da tirargli. Decisi per un cuscino. E misi in moto la telecinesi per lanciarglielo. Ma non si mosse. Matt rise.
- Che giochetto è questo?! - sbottai.
- Hai visto cosa so fare io? Ti blocco tutti i poteri sorellina! -
- EH???!! - Domanda retorica, avevo capito benissimo. Immaginavo potesse accadere una catastrofe simile prima o poi.
- Gnè gnè e ora cosa fai? - mi punzecchiò lui. Gli lanciai un cuscino con le mani, e mentre rideva lo presi in faccia.
- Qualcosa mi invento, vedi? Non ho bisogno di trucchetti con te! -
- BASTA! - esclamò Seth, tappando la bocca a MAtt.
- Ihih. Oggi faccio arrabbiare tutti. - ridacchiai divertita. Ecco il mio piano! Ben vengano i lupi come guardie de corpo, ma avrei fatto di tutto per esasperarli. Avrei fatto la brava a parole e coi poteri (forse), ma li avrei esasperati. Non erano forse obbligati a seguirmi ovunque? Muhaha!
Edward rise. Cavolo è vero, lui mi sente. Shh! Pensai. Lui annuì.
- Forza ragazzina, ti porto a casa. E' ora di inziare la libertà vigilata. - mi informò Jacob alzandosi in piedi. Trattenni le risate per un pelo. Era ora di mettere in pratica il mio piano.
- Sì, ok. Ah, ma quando attaccherete? - chiesi avvicinandomi alla porta senza protestare. Vidi il sospetto impossessarsi dell'espressione di Seth. Di nuovo dovetti mordermi e labbra per trattenere le risate.
- Domenica prossima, alla mattina, credo. Terremo a mente che tu sentirai tutti i nostri pensieri, magari se avremo bisogno dei rinforzi potrai farci d portvoce. - disse Sam. L'esasperazione si imposessò di me.
- Yuppih.. - mormorai fingendo entusiasmo, in modo ridicolo. Jacob scosse la testa e mi accompagnò a casa.