- Dacci un taglio, Seth! - sbottai. Ma come si fa se il mio migliore amico mi smaschera così, chi mi può dar corda? Lo rimproverai, mentre mi allontanavo. Tutto il mondo avrebbe potuto tranquillamente udire la sua risata. Alzai gli occhi cielo lasciandomi scappare un sorriso. Come si fa ad avercela con Seth? Ridacchiai anche io.
- Che c'è di divertente? - chiese Jacob riprendendo i pacchi che gli avevo portato via.
- Mi chiedevo se fosse possibile arrabbiarsi con Seth. E tu perchè mi segui? Non mi perderò per Forks, sarebbe un impresa impossibile anche per me. - risposi.
- Vuoi che me ne vada? - chiese beffardo.
- No, no! - mi affrettai a rispondere. Mi aspettavo una risata che non arrivò. Jake continuò a guardare avanti silenziosamente pensieroso. Io lo osservavo. Come poteva un essere non-vampiro essere così bello?
- Hay, sei Jacob? - chiese una voce maschile che proveniva da un cortile. Ci fermammo.
- Sì, tu sei l'amico di Bella, giusto? - si accertò Jake.
- Sì, Mike Newton. - il biondo mi porse la mano - Piacere. -
- Sun. - mi presentai.
- Yvaine - mi corresse Jacob. Alzai gli occhi al cielo sbuffando.
- Hai bisogno, Mike Newton? - chiese brusco.
- In un certo senso.. abbiamo bisogno di personale al negozio perchè mia mamma si è stufata di lavorarci e Bella non è più tornata a lavorare.. Conoscete qualcuno che cerca lavoro? -
- No. - tagliò corto Jake, riavviandosi.
- Sì, mia madre - risposi senza muovermi. Jacob si voltò ad aspettarmi alzando gli occhi al cielo.
- Ah! Sul serio? Sicura? - fece Mike Newton tutto eccitato.
- Beh, sicura sicura no. Ma chiederò, si farà sentire. - gli assicurai.
- Puoi farti sentire anche tu se vuoi... se ci sono io per te c'è sempre posto.. -
- Certo, certo. Andiamo Sun! - intervenne Jacob, trascinandomi via per un braccio. Io scoppiai a ridere. Si era arrabbiato sul serio.
- Meglio di no, grazie comunque Mike. - risposi.
Affrettai il passo per non rimanere indietro e il braccio di Jake avvolse la mia vita. Il mio cuore cominciò a correre troppo veloce. Rischiavo un infarto così. Ma a che prezzo... ♥w♥
- Strano, la tua temperatura corporea non è salita. - commentò stringendomi.
- Sì, ma ehm... cioè... così.. insomma... così mi fai caldo, Jake. - lo informai a malincuore, ma stavo già inziando a sudare. Lui arrossì violentemente.
- Ops, ah si scusa! - ridacchiò nervoso.
Arrivammo all' officina. Grazie al cielo dentro c'erano Alice e Mike, così non mi sarei dovuta preoccupare di arrossire o di incantarmi a guardare Jacob. In teoria.
- Yv, hai preso il pane? - chiese mio padre. Il pane. Certo che l'avevo preso. Arrossii ricordando cos'era successo fuori dal negozio del fornaio. Mi voltai verso il muro fingendo di cercare qualcosa nello zaino, per non mostrare le guance arrossate.
- Ehm, sì certo, la roba ce l'ha Jake. - tagliai corto.
Quil emerse da sotto l' auto di prima e inziiò a dare di gomito a Jacob: -Jake, eh? -
Ma che avevano tutti oggi?! Per fortuna Jacob intervenne:
- Perchè come mi chiamo, adesso? Fred per caso? - Ben detto.
Anche Embry incominciò a ridere: - Jaaakeeee, Jake Jake!! -
- Che c'è?? - chiese Jacob, iniziando a ridere anche lui.
- Hey, Sun! Le buste ce la ha JakeJakeJake? - fece Quil, che ormai si spanciava dal ridere. Furono le ultime parole che ascoltai poi uscii sbattendo la porta senza nemmeno rispondere. - Idiota - ringhiai una volta fuori.
- Che ho fatto? - chiese un alto, moro, con dei lineamente familiari.
- Eh? No, non dicevo a te, scusa. - risposi andandomene. Lui però mi seguì. Ma che palle sta gente di Forks, si appioppavano tutti alle nuove arrivate? Prima Bella, poi io. che scatole. Brontolai.
- Tu sei Yvaine? - chiese gentile. Lo guardai confusa. Mi ricordava qualcuno, ma non ricordavo chi.
- Sì, ehm, Oddio, mi sembra di conoscerti, ma proprio non ricordo.. -
- Oh, ma tu non mi conosci. Mia sorella mi odia - ridacchiò - e non parla di me alle sue amiche. Sono Pitt, il fratello di Aislinn. - spiegò.
- Ah. Che figura. Ecco perchè credevo di conoscerti, tua sorella di somiglia molto. Ti odia, dici? Ash non mi sembra un tipo che odia la gente. - ribattei.
- Sì, beh.. è perchè sono scappato di casa quando i nostri genitori sono morti e sono tornato da qualche mese appena, e lei non l'ha mandata giù. -
- Hmhm. Ok. - dissi. Non mi piaceva che mi seguisse. Oltre alla somiglianza con Ash aveva un che di familiare che mi faceva venir voglia di arrabbiarmi. Ma non era un vampiro. Quindi? Boh. Allungai il passo, volevo andarmene, da sola. Lui rimaneva lì di fianco a me. Cominiciavo a spazientirmi. Dopo mezz'ora che giravamo in silenzio mi stufai del tutto. Presi il telefono e chiamai Seth.
- Pronto? -
- Ciao Seth. Dove sei? -
- Sun! E' successo qualcosa? -
- No, Seth, ma figurari. Mi sono arrabbiata con i signorini "JakeJake" come al solito.. -
- Dove sei, Sun? Sei sola? - chiese un pelo ansioso.
- Seth, stai calmo, sto bene. Sono.. aehm. Nei pressi della scuola superiore di Forks. -
- Bene, noi siamo nella sottospecie di ristorante che c'è qui, saranno cinquecento metri a sud della scuola, seguendo la strada, ti vengo incontro. Con chi sei? -
- Ok. Con.. il fratello di Ash. -
- Merda, arrivo subito. - riattaccò. Perchè "merda"?
- Chi era? - mi chiese Pitt.
- Seth, perchè? - domandai confusa.
- Perchè non devi parlare di me con la gente! Non mi piace per niente che si parli, soprattutto questi provincialotti qua! - sbottò alzando la voce. Non era il caso di reagire così, avevo solo chiesto "perchè" .
- Senti calmati spilungone! Ti ho solo chiesto perchè volevi sapere con chi parlavo! Che per la cronaca non sono fatti tuoi! - ribattei solo appena alterata. Non ero dell' umore giusto per arrabbiarmi, o almeno credevo.
- Sono fatti miei! Non voglio che si sappia con chi giro! -
- Tranquillo, a questo si rimedia subito.. non girerò con te per molto, tempo cinque minuti e me ne andrò! Anzi me ne vado subito. - tagliai corto. Cominciai a camminare più veloce verso la scuola.
- NO, fermati ragazzina! TI HO DETTO FERMATI. -
Ora mi stava facendo arrabbiare: ma cosa voleva questo?
- Altrimenti? - lo provocai senza voltarmi.
- Ma vaff*****o! - urlò prima di volatilizzarsi. Mi trattenni dal tornare indietro a dirgliene quattro. Continuai da sola lungo la strada, superata la scuola superiore di Forks, vidi Seth correre verso di me, lontano. Quando vide che ero sola rallentò fino a fermarsi ad aspettarmi. Quando lo raggiunsi mi abbracciò.
- Non farlo più, Sun.-
- Ok, Seth. Ma per curiosità: cosa? - chiesi sempre più confusa. Mentre ci avvicinavamo al ristorante mi raccontò la storia di Pitt e Ash. La parte della morte dei genitori la conoscevo già, ma Seth aggiunse che dopo qualche settimana Pitt aveva cominciato a comportarsi in modo strano, aveva solo nove anni, e si perse nel bosco per quasi un mese. Nessuno lo trovò, fu lui a ritornare da solo. Da quel giorno sembrava un bambino diverso, parlava sempre da solo e non giocava con gli altri, e aveva paura di tutti quelli che la piccola Ash definiva "persone speciali. Quelle creature come noi e i vampiri.
- E quando ha iniziato a girare con gente di Forks piuttosto malfamata, quache anno fa, nonna Elena l'ha segregato in casa, pronta a lasciarlo uscire se avesse cambiato compagnia. In tutta risposta, a sedici anni Pitt una notte scappò di casa. E' tornato da qualche mese, e Ash non vuole che si parli di lui. Lo odia. Dice che l' ha picchiata molte volte ultimamente. E' molto violento da quand'è tornato e si arrabbia quando la gente parla di lui. Se fosse per me e Embry sarebbe già morto, non girarci assieme, Sun. - concluse Seth.
- Non lo stavo facevdo nemmeno ora, era lui che mi seguiva. - mi giustificai. Quando stava per obbiettare lo fermai: - Alt! LA PICCHIAVA? Picchiava Ash? -
- Sì, negli ultimi mesi veniva spesso a scuola con dei lividi, ora però credo che lei si rivolti, o addirittura che sia intervenuto Embry.. -
- Dio, Seth! Non è possibile. - Un senso di orrore mi opprimeva lo stomaco. Fortunatamente ora potevamo cabiare discorso, eravamo arrivati al ristorante.
- Lo so, a me fa venire una sensazione strana allo stomaco questa storia.. - ammise.
- Pure a me, dai andiamo che ho fame!- lo spronai.