Erano le 15.55. Ero sdraiata sul letto a faccia in giù. No, non dormivo, non ero stanaa dopo una settimana di sonno. Stavo soffocando le mie imprecazioni contro la pioggia che cadeva a dirotto e contro mio fratello, con il cuscino. Cinque minuti dopo avrei dovuto essere a scuola a iniziare le decorazioni per quel cavolo di ballo, invece mio fratello mi aveva rovesciato la pasta sui pantaloni, sugli ultimi pantaloni puliti. Cretino, Matthew! Cretino, bimbo idiota! Uff.
- Yv, ti muovi? Quil e Embry ti stanno aspettando! - urlò ill bimbo in questione dal piano di sotto.
- Che palle! - urlai di rimando. Ok, non c'era altra scelta, dovevo mettermi la minigonna che mi aveva regalato Alice. La infilai, cercando di non farmi venire dei complessi, e scesi con lo zaino in spalla.
Quil fischiò vedendomi arrivare, Embry mi fissava, Matt rideva.
- Ma cosa ti sei messa addosso?! - ansimò tra le risate.
- Volatilizzati se vuoi essere vivo per la cena! - lo minacciai. Ovviamente non si mosse e gli rovesciai in testa la brocca dell' acqua. Sorrisi soddisfatta ed uscimmo.
- Stai bene, Sun. - disse Embry.
- Se è una domanda, no, non sto bene, sono incazzata! -
- E' un affermazione! - mi corresse.
- Cambiamo discorso?! - sbottai. Mi vergognavo come un cane (ironia della sorte), e odiavo le gonne! A che cavoo serivano? A far veder le gambe?! Esistevano i pantaloni corti. Senza contare che non avevano tasche, e dove mettevi il cellulare e le matite? (Sì, beh lo so, ero l'unica a girare con una matita da disegno in tasca..)Inutili ecco cos'erano.
- Ma come mai hai messo.. - iniziò Quil
- Perchè ho preso su quattro paia di jeans, quelli che ho usato in spiaggia, quelli che sono esplosi, quelli che mi ha masticato Giops e quelli di stamattina, su cui Matthew ha rovesciato la pasta! Senza contare che mio padre non vuole fare la lavatrice perchè dice che è roba da donne, e io non sono capace. Devo solo ringraziare il cielo che Alice mi abbia regalato questa cosa.. -
- Ah. - rispose Quil, tarttenendo a stento le risate, mentre Embry rideva sotto i baffi.
- Dai ridete, tutta la mia vita è una barzelletta, me ne rendo conto anche io. - concessi loro, sarcastica.
Mi presero alla lettera e iniziarono a sbellicarsi.
- Non intendevo sul serio... Che cavolo di tempo. Devo prendere l'ombrello? -
- Noi andiamo di corsa, te no? -
Correre? Ma per chi mi avevano presa? Per Seth?
- No, grazie, io arrivo con calma - -.-'
E cominicarono a correre. Arrivai con una quindicina di minuti di ritardo.
- Tu! - mi puntò subito Ross, furiosa - Ora ti butto fuori dal comitato! Non puoi arrivare in ritardo! -
- Ah, ok! - esclamai raggiante. Non chiedevo altro.
- No, Ross! - intervenne EMbry - Non puoi! -
- Se la cacci, non avrai una band, carina! - concordò Paul.
- Eh?! Ma siete fuori!? A me va bene, non posso chiedere di meglio! Dateci un taglio! - protestai.
- E poi, devi vederla al lavoro, Bionda! Noi abbiamo visto i suoi lavori sta mattina, sembra che si muovano! Non essere testarda, falla provare almeno. - mi ignorò Quil.
In giro per l' aula di teatro c'erano circa cinque ragazze e un paio di ragazzi. Uno era Jackson Bright, un cretino in pieno. Era un nuovo membro del branco, Seth aveva detto, quel pomeriggio, che si era trasformato durante la mia dormitona.
- Hey, Italia, tu stai con Black, vero? - chiese il cretino in questione.
- Eh?! Cosa?? No, no! - mi affrettai a rispondere.
Ross sospirò sollevata e mi concesse una possibilità.
Presi della vernice nera e iniziai a verniciare i pannelli di legno. Avevo pensato che se tanto la stanza sarebbe stata buia, avrei potuto sfruttare degli sfondi neri e disegnarci sopra dei lupi e dei vampiri in bianco.
I ragazzi che suonavano erano una forza. Non cantavano canzoni loro, perchè non ne scrivevano, ma canzoni di artisti famosi. Avevano deciso che dopo le letture delle leggende, la musica tradizionale della riserva avrebbe lasciato il posto a loro tre: i WildWolf. Nome a dir poco azzeccato. xD
Suonavano già da un po', quando cambiarono genere e iniziarono una canzone che conoscevo. La canticchiavo piano, così che nessuno potesse sentirmi, o almeno gli umani non potevano.
- Sun, canta più forte! -
Sbarrai gli occhi. - Quil, ma te sei fuori! -
Per tutta risposta, iniziò a cantare anche lui assieme a Paul, continuando a picchiettare con le bacchette sulla batteria. Alla fine cedetti, tanto che c'era di male? Non mi avrebbero mica obbligato a cantare davanti a tutta la scuola, eravamo solo tre o quattro... Quando annuii, ripartirono da capo.
-I come home
In the morning light
My mother says
When you gonna live
Your life right
Oh mother dear
We're not
The fortunate ones
And girls
They wanna have fun
Oh girls
Just wanna have fun - alla fine della prima strofa smisi, perchè non mi piaceva lo sguardo di Quil. Lo sguardo da idea geniale. Quando capii ciò che aveva in mente misi le mani avanti.
- Quil, non ci pensare nemmeno! - sentenziai.
- E dai, Sun! Che ti costa? - protestò.
- Mi costa, mi costa! -
- Di cosa state parlando? - intervenne Ross.
- Conto sulla tua sanità mentale, Ross. - mi limitai a rispondere.
Jackson spiegò - Quil vuole farla cantare al ballo. -
- Ma siamo matti! Avevate detto che avrei cantato io! - protestò Rossane.
- Appunto! E poi io non voglio! - le diedi appoggio, una volta tanto.
- Esatto, nessuno delle due è d' accordo, quindi non si fa! - concluse Ross.
Embry mise su una faccia da cane bastonato che usava per intenerire sua madre e Ash.
- Oh, piantala, Embry Call! Non mi fai ne caldo ne freddo! -
Ovviamene fu una causa persa per loro, visto che Ross stava dalla mia parte, anche se per puro egoismo. Quando uscimmo, trovammo Jake e Seth ad aspettarci.
- Sun, stasera che si fa? Non vorrai dormire? - chiese Seth.
- Io niente. - risposi.
[Jacob]
Quil, Embry, Paul, Jackson e Sun uscirono dalla scuola. Seth stava ciarlando a proposito di Meredith. Io nemmeno lo stavo ascoltando. Quando avevo visto Sun uscire da scuola, con una minigonna di Jeans mi era quasi venuto un infarto, più si avvicinava più dovevo combattere l'istinto di saltarle addosso. Inoltre non mi piaceva per niente come la guardava Jackson Bright. Era un idiota quel ragazzo, aveva un anno in meno di me, uno in più di Sune Seth.
Seth le chiese cosa avrebbero potuto fare quella sera, lei aveva detto "niente". Non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso. Jackson aveva uno sguardo malizioso, avrei anche potuto staccargli la testa se solo l'avesse toccata. E l'avrei fatto. No, dovevo stare calmo, non stavamo mica insieme. Seth non aveva voluto raccontarmi cos'era successo quella mattina dopo che lei era scappata dall' officina, diceva che non era successo niente, ma con la faccia di quando mente. La curiosità e la gelosia mi logoravano.
Fu la gomitata di Quil a riportarmi sul pianeta terra.
- Hey, amico. Te la stai mangiando con gli occhi, così la consumi. - disse ad alta voce. Lei come sempre si fece cadere la frangia sugli occhi, per nascondersi e arrossì. Io non fui da meno.
- Ah ah davvero molto simpatico il nostro Quil. Come sono andate le prove, batterista da strapazzo? - cambiai discorso.
- Sun canterà con noi al ballo. - esclamò Paul, orgoglioso.
- Eh?? MA cosa diavolo dici?! Ho detto di no! - sbottò lei furiosa. Addio alla timidezza, così era ancora più bella. - E poi nemmeno Ross vuole, quindi non si fa! -
- Ross la convince JAke, non è un problema! - ribattè Quil con noncuranza.
- Va bene, ma è ME che dovete convincere! E no! No e poi no! Ve lo scordate! Ho già fatto abbastanza con le decorazioni, basta potete sordarvelo, il caso è chiuso. - continuò furiosa.
Sorrisi, era ancora più bella quando si arrabbiava.
- Ehm voi andate ragazzi, io devo parlare con Jake, vi raggiungiamo da Seth. - disse Quil. Quando tutti si furono allontanai chiesi: - Che c'è? -
- Devi darti una svegliata! Non puoi continuare a mangiartela con gli occhi senza nemmeno parlarle! E non so se ti sei accorto che sei passato da "Jacob Black" a "Jake" e non ti insulta più! Ho notato solo io il modo in cui ti guarda e in cui arrossisce ogni volta che la guardi? - esclamò Quil esasperato.
- Sì, solo te! Cosa credi che voglia dire?! Che le piaccio? Ma per favore Quil! Non sono tutti fortunati come te che sono sicuri al 99% che la persona che ami ricambierà! - dissi scocciato. Non doveva illudermi così!
- HEy Jake, ascolta. Io con.. chi sai tu.. sì hai ragione, ne sono sicuro al 99%, ma quando dovrò aspettare per scoprire se dominerà il 99 o l'1%? almeno altri undici anni! Tu hai la possibilità di scoprirlo subito, amico. Prova, rischia. Se ti rifiuta ti metterai il cuore in pace e avrai la certezza che non potete stare assieme, e se non ti rifiuta.. non è forse ciò che vuoi? - ribattè. Quil era il mio migliore amico, e si vedeva in questi momenti.
- Sembra facile, Quil.. - mormorai.
- Jake, non sei più lo stesso dopo Bella. Ti sei persino messo con Ross a febbraio, non è da te! E ora ti trovo così insicuro. Non sei più il nostro amico JAke, quellco che per mesi è stato il nostro Alfa. Ce ne siamo accorti tutti, se non ci credi te ne accorgerai la prima volta che il branco si riunirà. Devi tornare ad essere il Jacob Black deciso e allegro di sempre, e magari con una ragazza! Intesi? - concuse cominciando a camminare. Mi aveva convinto. Ora avrei rischiato il tutto per tutto. Iniziai a correre e sorpassai Quil ridendo, sapevo che avrebbe cercato di superarmi. Raggiunti gli altri mi diede una gomitata per spronarmi. Deglutii. Forza Jake, pensai.
Presi Sun per mano senza smettere di camminare e senza guardarla. Solo così il mio cuore andava a mille.