Stavo parlando con Seth riguardo ai piani per la sera. Jacob mi affiancò e mi prese per mano. Il mio cuore perse un colpo e sentii il sangue salirmi alle guance. La voce di Seth era sparita dall mie orecchie. Tutto ciò che sentivo era il calore della mano di Jacob. Le mie orecchie coglievano solo il battitto accellerato e martellante del mio cuore. Strinsi la mia mano attorno alla sua. Lo sentii sospirare.
- Jake, non vale. Così monopolizzi l' attenzione, stavo parlando io. - protestò Seth ridendo.
- Oh ma stai zitto, moccioso. - ribattè Jake continuando a fissarmi con uno sguardo indecifrabile, che mi faceva sciogliere. Abbassai lo sguardo. Se avesso continuato a guardarlo sarei svenuta.
A quel punto purtroppo eravamo già arrivati dai Clearwater.
- Wow, Yv, come siamo belline oggi! Finalmente fai vedere al mondo che sei una ragazza! - mi salutò Sue.
- Oh. Tranquilla, quando tornerà mia madre tornerò ad essere la solita. - sorrisi imbarazzata.
- Peccato... - mormorarono JAcob e Jackson. Ma peccato che cosa?! Sbuffai.
- Già, peccato! - esclamò Sue.
- E dai mamma... - la richiamò Seth.
- Hai messo a posto la stanza, Seth? - domandò la severa signora Clearwater.
- Ehm.. - indugiò il figlio. Povero Seth xD
- Sì, ehm Sue, vengo io qusta sera ad aiutarlo.. - mi ofrii.
- Sei una cara ragazza, Yv! Peccato che non siano tutte come te le ragazze di La Push! - disse Sue, e se ne andò in giardino mormorando.
Poco dopo uscii, mi aveva chiamato Edward per andare a far compagnia a Nessie, e avevo accettato. Alla sera, con Seth e Leah, misi a posto la loro stanza, chiaccherando e scherzando allegramente fino a mezzanotte passata.
- Giovedì sera ci sarà una riunione del "consiglio della tribù", ci saremo tutti, dovrà venire anche Matt. PEr te, lui e Jackson sarà la prima volta che ascolterete i racconti sapendo di esserne protagonisti, vedrai che spasso! - mi informò Leah mentre uscivo.
- Certo. Seth, domani mattina alle nove alla spiaggia, vieni vero? - chiesi per cambiare discorso. Mi avevano sempre annoiato le leggende Quileute.
- Sì.. ci vediamo là? - Annuii e dopo aver dato la buonanotte a tutti tornai a casa. Matt e papà dormivano già, ma io non ero stanca, così tornai a leggere.
Erano le otto quando Matt scese le scale di corsa, zaino in spalla, petto nudo e uno dei costumi che andavno di moda, quelli a pantalone.
- Che stai facendo, scusa? - gli chiesi appoggiando il libro.
- Tra mezz' ora alla spiaggia, no? -
- Anche tu?? -
- Sì, ci sarà tutto il branco, e anche Mike verrà. -
Rimasi spiazzata. - Oh, ok. -
Andai in camera. Il fatto di dover andare in spiaggia andava a mio favore anche senza jeans. Misi un costume e sopra una canotta gialla e una minigonna di stoffa verde chiaro, da mare. Sembravo spongebob. xD Misi un costume di ricambio nello zaino, senza preoccuparmi di togliere il set da disegno ( io, matite e fogli eravamo inseparabili ), e aggiunsi il portafoglio e qualcosa da mangiare che concervavo in un cassetto della scrivania. Dopotutto in una casa di licantropi la dispenza era sempre vuota e dovevo prendere le mie precauzioni. xD
Papà era già andato in officina da un' oretta ed era già stato informato di dove avremo trascorso la giornata. Grazie a Dio, quel giorno il tempo aveva deciso di essere sereno e caldo. La spiaggia sarebbe stata superaffolata. PRendemmo su anche Giops, il poverino aveva diritto ad un po' di svago. Per strada io camminavo mentre Matt mi superara e tornava a raggiungermi in continuazione su uno skateboard.
Arrivati in spiaggai, come avevo previsto, c'era un sacco di gente. First Beatch brillava dei colori dei costumi e dei vestiti dai colori allegri di abitanti locali e turisti. C'erano pure Ross e le sue amiche, Jackson con i suoi due o tre amici sbruffoni e Mike Newton con altra gente di Forks. Perlappunto furono Jckson e company ad accogliermi.
- Hey Barbie mora! - questo era Jackson. Volevo fingere di non averlo sentito e proseguire, ma mi si parò davanti.
- Ciao - risposi.
- Se non sbaglio avevi detto che non stavi con Black - mi rimproverò lui.
- Infatti è come ho detto! - ribattei.
- Vieni con noi a fare un bagno? - chiese Jackson.
- No, grazie, ora cerco Ash, Mary e Seth, magari più tardi, eh? -
- Stronza.. - grugnì lui. Stavo per arrabbiarmi, ma una voce calda quasi come la mano che mi si posò sulla spalla intervennero.
- Jackson non rompere, va bene? Ha detto di no, non insistere. - Jacob prese le mie parti. Jackson iniziò a tremare e Matt sbarrò gli occhi allarmato. Si sarebbe trasformato lì in mezzo se non si fosse calmato.
- No, hey JAckson che fai?! Calmati! Ok, ok ora arrivo, va bene? Tempo di appoggiare la mia roba e vengo con voi! - acconsentii. Giops gli stava ringhiando e continuò anche quando il ragazzo ebeb smesso di vibrare come la corda di un violino. Mi allontanai da lì stizzita. Ma cosa mi toccava fare per mantenere quel cavolo di un segreto. Mi toccava andare a nuotare con gli scimmioni, prospettiva per niente invitante, soprattuto se messa a confronto col rstare lì con Jacob..
- Non sei obbligata, non andarci. - disse appunto Jake.
- Ormai ho detto di si.. - sbuffai.
Jacob scrollò la testa e si fermò, prendendomi per un braccio e fermando anche me, con due dita sotto il mio mento mi costrinse a guardarlo negli occhi e si chinò verso di me. In quel momento pregai con tutta me stessa che mi baciasse, e vedendo la luce che avevano i suoi occhi, anche lui. Ivece si limitò a parlare.
- Non devi fare niente che tu non voglia. Non lo permetterò, capito? - sussurrò.
Non so come trovai la forza di vollontà necessaria a parlare. - Ormai gli ho detto.. -
- Non ha importanza! Se non vuoi non lo farai, non voglio che tu soffra per nessuna ragione, so che è un esagerazione in questo contesto, ma per me vale questa è come una qualcunque altra situazione. L' importante è che tu non soffra.. -
- Grazie.. allora non ci andrò - sussurrai.
Jake chiuse gli occhi e sospirò, poi si allontanò e mi prese per mano.
I ragazzi e le ragazze si erano appostati ai piedi del grande scoglio e mentre ci avvicinavamo notai già Paul, Quil e Collin sulla cime pronti a tuffarsi.
- Wo-hooo! Guarda chi arriva, Ash! - ridacchiò Mary, seduta vicino a Seth, il quale ci osservava raggiante.
- Sun, ciao! Jake.. - ci salutà lei. Lasciai cadere lo zaino vicino al suo.
- Jakeeee! - fu il saluto di Embry che si trasformo in un grido quando Leah gli fece lo sgambetto facendolo cadere a faccia in giù sul castello di sabbia di Claire.
- Ahahah, ora dovrai rifarglielo, Embry! - ridacchiai. La piccola Claire mi corse incontro e mi abbracciò. Lasciai la mano di Jake per ricambiare l' abbraccio. - Ciao, piccolina. - le sorrisi.
- Sunnyyyyyyyy! - mi chiamò un' altra voce di bimba molto familiare.
- Nessie? Nessie, piccola, che ci fai qua? - ora le bambine ad abbracciarmi erano due. Una con scuri capelli neri e pelle scura, l'altra con boccoli biondi e la pelle chiara.
- Bella mi ha obbligato a far da baby sitter, ma vedendo come vanno le cose, toccherà a te! - rise Mike che stava parlando con Jared fino a poco prima.
Gli feci una linguaccia: - Mi farà compagnia Quil, non preoccuparti! - ridacchiai. In quel momento ci raggiunse Matt con Giop, e il cane decise che era il momento buono per farmi vedere che mi voleva tanto bene, infatti Matthew lasciò il guinzaglio e Giop si tuffò addosso a me in mezzo alle bambine facendoci cadere tutte e tre lunghe e stese per terra.
- Gio ... oooooooooops! - Boom, a terra. xD
Tutti scoppiarono a ridere e io accarezzai il mio cagnolone - E dai Giop, cosa mi combini cucciolone! -
Mi misi a sedere, mentre le bambine andavano a sgridare Embry che aveva distrutto il loro castello. Giops saltellava intorno a noi uggiolando allegro, correva verso la riva, abbaiava e tornava indietro fino a me, mi abbiava piano e poi ripeteva.
- Ho capito, ho capito, adesso andiamo, aspetta un attimo! - gli dissi. Jake mi aiutò ad alzarmi facendomi arrossire.
- Grazie - sussurrai lanciandogli un occhiata fuggente. - Ehm, venite a fare una nuotata? - chiesi.
- Di già? - chiese Mary - ma sei appena arrivata! -
- Ovvio! Sun non è un essere umano, è un pesce! Non so se passa più tempo in acqua il cane o lei! - convenne Mike. Io scoppiai a ridere ricordando quante volte lo avevao trascinato in acqua anche subito dopo pranzo e quante volte era stato colto dai crampi.
- So a cosa stai pensando, Sun! Basta crampi! Ora non mi trascinerai più in acqua, ragazzina! - ribattè ridendo. Alzai un sopracciglio avvicinandomi.
- Ah, no? -
- No, non credo. - mi sfidò.
- Sbagliato! - iniziai a fargli il solletico finchè non caddè a terra tra le risate, le lacrime gli rigavano il viso mentre ansimava ridendo. Tutti risero.
- Uno a zero per Sun! - stabilì Seth.
- Avevi dei dubbi? - domandò Jake con aria orgogliosa, sorridendo.
- Ma figurati! La conosco come le mie tasche, non scommetterai mai contro di lei! - scoppiò a ridere Seth seguito a ruota da Matt e Mike.
- Dai, sul serio, chi viene a fare il bagno? Non dovrò andarci sul serio con Jackson! - chiesi fingendomi imbronciata.
- Sì, visto che avevi accettato. - esclamò Jackson alle mie spalle. Sbuffai.
- Sì, ma non ti ho detto che sarei venuta da sola. - obbiettai.
- Ma che palle! - brontolò lui.
- Ma non stressare Jackson! Se non vuole, non vuole! Smetti di rompere! - intervenne Jacob.
- E tu sei l' avvocato del diavolo, Black? - rise il primo, seguito dai due scimmione.
- E se fosse? - lo provocò Jake.
Lì guardavo stupita con gli occhi sbarrati, mentre si lanciavano frecciatine.
- Non sono fatti tuoi, Jacob! - sbottò uno degli scimmioni.
- Tu stanne fuori, Testa Vuota! - intervenne Embry che si er alzato in piedi.
- Chiudi il becco, Call! - sbottò il terzo scimmione. Seth fermò Embry prima che potesse partire in quarta attaccandolo. Io ero allibita. Stavo avendo un deja-vu, stavo rivivendo la situazione di quando Mike aveva litigato con Matteo, per difendermi. Poi una manona sudata di Jacksona mi prese per la vita e mi portò vicino a sè. Stavo per ribattere, arrabbiarmi, ma Jacob mi precedette.
- Toglile le mani di dosso, Bright! - esclamò.
- Ma figurati! Adesso non mi puoi dare ordini faccio que cavolo che mi pare, Black! -
Poi la stessa manona, prima che potessi spostarmi, si infilò sotto la mia gonna, fino al mio didietro. Fu un riflesso istantaneo, gli stampai una manata in faccia così forte da farlo barcollare. Grazie a cielo ormai ero un licantroo pure io o mi sarei sicuramente rotta qualche osso.
- NON TOCCARMI! - urlai mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime di rabbia.
- Troia.. - mormorò lui stizzito, massaggiandosi la faccia.
Il tremendo deja-vu si era conculo proprio come non avrei voluto.
- VAFFANCULO! - me ne andai da sola dalla parte opposta della spiaggia, con Giops che uggiolava triste, seguendomi.
- Sun! Che hai, torna qua! - mi chiamò Quil, che era appena uscito dall' acqua e si era perso la scena.
- VIENI QUA, TAYLOR! COSI' NON RISOLVIAMO UN BEL NIENTE! DEVI CHIEDERMI SCUSA, POIPOTRAI ANDARTENE! - continuò Jackson.
Mi bloccai sul posto, mi voltai a guardarlo schifata, poi gli feci il dito e ripartii per la mia strada. Lo sentii inveire contro di me di nuovo, e poi udii un urto sordo. Mi voltai a guardare. JAcob gli aveva rotto il naso con un pugno e adesso Paul e Embry lo tenevano fermo, mentre Seth e Matt cercavano di farlo ragionare. Jackson era caduto a sedere a terra, e si teneva una mano sul naso, mentre i suoi amici osservavano la sccena allarmati. Le lacrime ricominciarono a sgorgare. Dovevo proprio ricordare ciò che era successo? Non volevo, i ricordi facevano troppo male.
Matt richiamò Giops che ritornò da lui, mentre io passai di fianco al negozietto della madre di Embry ed entrai nella foresta, sedendomi a terra, appoggiata ad un tronco, pochi passi dopo. Strinsi le gambe al petto e le avvolsi con le braccia, poi ci tuffai la testa in mezzo e ricominciai di nuovo a piagere, sfongando la mia rabbia.
Dopo nemmeno cinque minuti, Jacob fu lì accanto a me, ad abbracciarmi, senza chiedergli niente lo abbracciai a mia volta e nascosi il volto sulla sua spalla.
- Shh... dai non è niente.. è tutto finito.. - mormorava parole sciocche per tirarmi su. Frasi insensate, perchè non sapeva cosa mi fosse successo in Italia, nè cosa mi avesse fatto scattare così. Ma andava bene così. Anche solo il fatto che lui fosse lì ad abbracciarmi, mi faceva stare meglio. Passò mezz' ora in questo modo. Poi mi convinsi a respirare a fondo ed a calmarmi.
- Grazie.. - mormorai per informarlo che avevo finito di sfogarmi.
- Fogirati, è stato un piacere. Cioè non vederti piangere, ma stare qui... con te.. così.. - sussurrò in risposta.
- Sì, anche per me.. - risposi, arrossendo. - Ma grazie lo stesso - conclusi dandogli un bacio sulla guancia. Arrossì lui questa volta. Sorrisi, asciugandomi gli occhi con la maglietta.
- Sono stata una stupida, ho esagerato, lo so.. - mi rimproverai ad alta voce.
- Ferma, ferma! Non hai esagerato! Non si deve permettere di metterti le mani addosso quel.. quello stronzo! - si infervorì Jacob.
- Ho esagerato. - Non avevo scusanti, avevo esagerato facendo preoccupare tutti. Dovevo farmi perdonare a far finta di niente.
- Gli hai fatto un bel segno, però! - ridacchiò.
- Mai quanto il tuo! - scoppiai a ridere, mentre lui mi avvolgeva tra le sue braccia. Sospirai, appoggiando la testa sulla sua spalla. Restammo così ancora un po', poi decisi che era ora di tornare dagli altri e di far vedere che non era successo niente.
- Dai, andiamo, ora ho voglia sul serio di andare a nuotare, e non me lo impedirà nessuno! - dichiarai alzandomi. Jacob mi sorrise, felice. Mi sarei sciolta in quel momento.
Tornammo in mezzo agli altri e la mattinata trascorse benissimo. Nuotammo quasi un 'ora tutti assieme, poi al pomeriggio giocammo a beatch volley e a beatch soccer, finchè a Seth non venne la meravigliosa idea di fare i tuffi dallo scoglio. Tutti assieme scalammo il sentiero, io e le ragazze incespicando ogni tanto, e poi raggiungemmo la cima. Sam, Matt, Seth e Quil si tuffarono subito.
- Vuoi provare, Sun? - propose Embry.
- Ma sei fuori! Neanche morta! - sentenziai.
- Ash? - chiese alla sua ragazza, perchè ormai era ufficiale.
- Non ci pensare nemmeno! E' già molto che sono venuta quassù! -
Jake si tuffò, seguito da Jared, Brady e Collin. Nel frattempo gli altri erano già risaliti.
Continuarono per un po', mentre noi ragazze chiaccheavamo allegramente con Mike, e stavamo attente che le bambine non si avvicinassero troppo al bordo e che si attenessero a giocare con Giops più lontano possibile dallo strapiombo.
Jacob dopo il primo tuffo si era seduto accanto a me, cingendomi le spalle con un braccio.
- E dai, Sun! Buttati, non puoi farti male! - riprese il discorso Seth, dopo un po'.
- No, Seth, per favore, non insistere. -
Sul volto di JAcob era apparso un sorriso strano.
- Che stai architettando? - domandai sospettosa.
- Niente! - esclamò alzandosie prendendomi in braccio.
- Ma.. ma che..? - ero confusa. Poi lo vidi avvicinarsi al precipizio.
- Jake! No! JAKE, NO! - protestai, nel panico. Ma lui aveva già saltato. LA caduta libera mise in circolo una grande quantità di adrenalina nel mio corpo. Strinsi forte Jacob, nascondendo il volto nell' incavo della sua spalla.
- Trattieni il fiato! - mi disse quasi subito. Io obbedii e poi tutto fu acqua. Mi ritrovai a nuotare verso la superficie, imprecando mentalmente. Quando affiorai tremavo come una foglia per l' adrenalina e lo shok.
- Idiota! Non farlo mai più! - sbottai, aggrappandomi a Jacob che era appena riaffiorato.
- Ti è piaciuto? -
- E' stato orribile! Non ho mai avuto tanta paura! - ammisi.
- A me sì. Soprattutto vedendo come ti stringevi a me. - Avrei voluto ribattere"Si chiama istinto di sopravvivenza, zuccone!" ma aveva ragione. Stare aggrappata a lui, come unica salvezza era stato bellissimo, soprattutto quando le sue braccia mi avevano avvolto in una presa salda, come a promettermi che mi avrebbe protetto ad ogni costo.
Respiravo ancora affannosamente, Jacob, abbracciandomi nuotò verso uno scoglio più basso, e puntò i piedi nella roccia, appoggiandovisi. In quel modo era praticamente sdraiato con me sopra. Il mio cuore batteva forte, e noti che anche il suo lo faceva. Avvicinò il viso al mio, ormai i nostri nasi si sfioravano, io avevo il repiro accellerato, ma non più per l' adrenalina.
- Quindi? Non ne è valsa la pena? - sussurrò. Anche il suo respiro era accellerato.
- Beh... forse.. - mormorai avvicinandomi di più a lui.
- Ok, diamoci un taglio! - si decise, e mi baciò. Strinsi le braccia attorno al suo collo, mentre le sue mi cingevano strette la vita. Le nostre labbra si muovevano insieme, il mio cuore stava per scoppiare, ero troppo felice, e il bacio mi trasmetteva troppo amore per essre contenuto in una sola persona. E poi ...
.. SPLAFF! Quil ci interruppe tuffandosi davvero troppo vicino a noi e schizzandoci. Senza muoversi, Jacob smise di baciarmi finchè Quil non risalì a galla.
- Ah, ma.. voi due.. - mormorò imbarazzato.
- Idiota! - esclamò Jake dandogli un pugno in testa.
Poi tornò a baciarmi come prima e io ricambiai, sciogliendomi contro il suo corpo caldo.