Le parole di ZairaT

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Confessione

Post n°85 pubblicato il 30 Settembre 2007 da ZairaT

In fondo scriverò per chiarirmi le idee.

Forse analizzare la situazione a mente non basta. Forse ho bisogno di vedere i miei pensieri bianco su nero.

Tutto è cominciato per gioco, beh, diciamolo: per sesso.

Io gli piacevo, lui mi piaceva... perchè no?

E dal sesso, evidentemente, siamo passati oltre. 2 anni fa. E per un anno, inutile dirlo: idillio. E' di lui che ho sempre scritto, è a lui, che ho sempre pensato. Per un anno. Mai ufficializzato niente, timore del giudizio ( codardia ), timore delle differenze tra noi, e tante altre stupide ragioni. Ma anche tante gioie, scoprire un mondo diverso dal mio, sentirmi fisicamente di un uomo e sentire che quell'uomo era mio. Incredibilmente effimero, eppure presente.

E dopo un anno, la domanda da parte sua: vogliamo diventare qualcosa di più?

Neanche il tempo di una risposta, evidentemente, aveva già deciso lui.

E dopo pochi mesi, troppo pochi, lui " si fidanza". Dopo pochissimi mesi, lui, va a convivere. Con una donna, di 32 anni, come lui,  carina, totalmente diversa da me, una brava ragazza con il difetto di non conoscerlo, con il difetto, di dire, evidentemente, sempre e solo sì.

Ma come biasimarla? Lui, all'inizio, ti acceca. Ti monopolizza.

Incasso questo colpo, inutile contare le lacrime... Analizzo più e più volte la storia, in toto, ed evidentemente arrivo alla conclusione più ovvia, che lui non era per me. 

Non avevo frainteso nulla, eravamo davvero qualcosa, per un anno lo siamo stati.

All'inizio dell'estate, più o meno guarita, lo gurdavo passare e pensavo di lui al passato, pensavo a lui come un'area ex, un'area ora occupata da una probabile futura moglie. Avevo messo la parola fine ai miei pensieri nei sui confronti, ed i miei sentimenti erano davvero sulla buona strada, certo, non mi era indifferente, ma avevo smesso di fantasticare, e di sperare.

Un giorno di fine agosto io non so quale forza maggiore lo abbia condotto nel mio letto, alle 3 di pomeriggio, un giorno in cui lui non lavorava, i miei erano fuori, e la sua fidanzata lontana 40 km sul posto di lavoro. Una coincidenza di eventi che neanche col migliore degli astrologi l'avrei potuta prevedere.

Un giorno di fine agosto, in cui ci siamo solo baciati, noi, che rimanere vestiti, era davvero un'impresa.

Un giorno di fine agosto, in cui lui mi ha detto che può stare con chiunque, tanto, lo sa come andremo a finire noi due.

Un uomo che non mi ha dato spiegazioni, che davvero, è incredibilmente instabile nei sentimenti, ma forse, solo quando non ne prova, perchè io la differenza, tra lui innamorato e lui non, l'ho avvertita... Un uomo di merda. Un presuntuoso bastardo, consapevole di esserlo.

Un giorno di fine agosto in cui mi sono sentita una merda, pensando a quella donna, che lo chiama amore. Mentre lui mi diceva che gli ero mancata, in un anno intero, che non poteva resistere un giorno in più senza sfiorarmi o sentire il mio odore. Che sì, la sua fidanzata gli piace, ma non è l'unica.

Ricomincia a scrivermi, a farsi trovare, farsi vedere...

Due giorni fa, per un'altra coincidenza astrale troppo complicata da spiegare, ci troviamo da soli, e con una passione che non credevo di poter sentire, provare, dare, rivevere, di nuovo, ci siamo baciati. Tanto, e magnificamente intimi.

E mentre lo baciavo, mi sentivo libera dal fardello dell'amore ormai morto. Consapevole della sua donna ufficiale, delle sue amanti.

E alla fine, ci siamo ritrovati nudi, e rivestirci, come al solito, è stata un'impresa.

Fisicamente ad incastro. Perfetta l'intesa. Liberamente insieme.

"Amore", amore mi chiama, io lo guardo, attonita. Mai, in un anno mi ci aveva chiamato. Altri nomi stupidi, o il mio nome storpiato in mille modi, ma amore, mai.

Spero per la mia salute mentale che gli sia scappato non so per quale motivo inutile.

Altrimenti impazzisco.

Un secondo dopo ero contenta, perchè eravamo tornati all'inizio, al sesso, al fantastico sesso, solo a quello.

E la serata è finita come la prima volta, 2 anni fa, ridendo e scherzando.

E poi stanotte ho pensato che non ci siamo neanche dati un semplice bacio, poi.

E' stato davvero solo sesso.

E io non voglio di più, insomma, non è per me. Ma poi, lo sento, non sono più innamorata di lui. Ma prima lo ero. Lo eravamo.

Sarà per questo che ora, tornare al punto di partenza, insomma, dopo una notte insieme, non un bacio, non un messaggio, ( e non che io voglia ricominciare ) mi sembra così squallido?

Squallido.

Razionalmente mi sta bene, la storia di sesso. Sesso fantastico, ridiamo, scherziamo, spettegoliamo... Non abbiamo molto in comune, e ogni tanto le differenze le sentivo anche io, nel pieno dell'amore, prospettive di vita diverse: insomma, l'ideale per una storia di sesso e basta.

Eppure, ci ripenso, e mi sembra squallido. Mi sento squallida. Dopo quello che siamo stati... Ora siamo... squallidi. Mi viene il vomito.

Vuol dire, allora, che bisogna mettere il punto definitivo, una volta che la storia diventa squallida?

 
 
 
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