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un graditissimo regalo di Martina

-by

 

Premio 10 e lode

ringrazio con tanto affetto per il premio

con la seguente motivazione assegnatomi da

 donne e.... 

Al blog "TANTO PER ESSERCI"  di una persona speciale.

http://blog.libero.it/ashla/

 

PREMIO Award Brillante

donatomi dalla cara amica Silvana

del blog : SGATTAIOLANDO

 
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Messaggi di Giugno 2020

la versione del virologo

Post n°1175 pubblicato il 25 Giugno 2020 da acer.250

La definizione appare assolutamente riduttiva e insufficiente dopo il Coronavirus. I nuovi “coronavirologi” fanno anche (soprattutto) altro: sono star televisive, editoralisti di quotidiani, twittatori seriali, ospiti fissi dei TG e dei cosiddetti programmi di approfondimento (che fatti da remoto sono ancora più tristi, con il conduttore da solo nello studio deserto e tutti i partecipanti a casa loro, con l’immancabile libreria Billy sullo sfondo e un maglione sformato addosso).

Per mesi TG e giornali hanno parlato esclusivamente della pandemia (comprensibilmente, se vogliamo, dato che stavamo tutti a casa e non succedeva niente), e prima o poi l’intervento di un virologo non si negava a nessuno. Tanto che a un certo punto, nelle chiacchiere da bar (virtuale), Roberto Burioni e Ilaria Capua avevano soppiantato Cristiano Ronaldo e il marito avatar di Pamela Prati.

Specchio dei tempi, si dirà, ed è vero. Ma qualche domanda sorge spontanea. Primo: ma quanti sono i virologi? Lo immaginavo un mestiere di nicchia, riservato a pochi, sobri e appartati studiosi, poco inclini all’esposizione mediatica e tutti casa e laboratorio.

Ho scoperto invece che sono tanti e che non disdegnano l’esposizione mediatica. Poi, vabbè, un’associazione di consumatori ha addirittura presentato un esposto alla Corte dei Conti per sapere quanto guadagnano per le loro apparizioni. Al netto della demagogia e della disperata ricerca di visibilità sottesa a queste sparate, non c’è dubbio che il fenomeno dei virologi in TV (e anche dei loro colleghi ma non troppo, infettivologi ed epidemiologhi) ha raggiunto punte che non avremmo mai sospettato solo qualche mese fa.

Ma soprattutto: come mai questi signori non sono mai d’accordo tra loro, e a volte neanche con loro stessi? Ricordate quando c’era chi diceva “Che vuoi che sia, è una banale influenza” e chi invece dipingeva scenari apocalittici dove saremmo morti tutti in un breve arco di tempo? O i battibecchi sull’utilità della mascherina? È fondamentale indossarla, anzi non serve a niente, desta solo allarme; protegge te ma non gli altri, no anzi protegge gli altri ma tu sei alla mercé del virus, no anzi non protegge nessuno e fa solo guadagnare gli speculatori (quest’ultima affermazione non si è rivelata del tutto campata in aria); poi alla fine abbiamo risolto all’italiana: si può uscire di casa solo con mascherina al seguito, ma poi non c’è bisogno di indossarla: si porta scesa sul mento, col naso di fuori, alle ventitré o anche pendente da un orecchio (se glielo fai osservare, ti rispondono “Ahó, non lo vedi che sto a telefona’?”).

Altri argomenti dibattuti dai nostri esperti: il virus muore con il caldo, infatti all’Equatore i casi sono pochi; no, il virus fa finta, si imbosca, col caldo va in villeggiatura, e poi subdolamente ritorna, pure abbronzato. Però forse col tempo diventa meno violento; no, è sempre uguale, siamo noi che abbiamo imparato a conviverci (Si accomodi signor virus, se non mi fa ammalare può trattenersi quanto vuole, le offro qualcosa?). C’è chi preannuncia (a volte minaccia, con sadico compiacimento, o almeno così sembra) una recrudescenza in autunno e chi dice che ormai ne siamo usciti. Chi tranquillizza e chi semina il terrore. Chi  dice che il fantomatico indice Rt (che ha sostituito il cugino R0, passato presto di moda) se sta sotto a uno (uno che?) non dà preoccupazione, però se c’è un focolaio non è detto, e poi questo indice da un giorno all’altro passa da 2 (siamo fritti!) a 0,5 (tana libera tutti), e non si capisce come caspita si fanno queste misurazioni.

Perché, cari virologi & co., pur apprezzando il vostro tentativo di rendere partecipe il volgo ignorante della vostra scienza, prendete atto che, se una cosa non è immediatamente comprensibile, delle due l’una: forse la spiegate male voi (non lo escluderei, gli iniziati parlano per gli iniziati: in tutt’altra materia la signora Angela Vattese, che io colpevolmente non conosco ma che pare sia un’autorità nel campo dell’arte, è stata bocciata tre volte al concorso per ordinario di storia dell’arte perché “troppo divulgativa”: cioè perché sa farsi capire, e questo la conventicola degli esperti non può consentirlo); ma può anche darsi  che un dato argomento sia troppo tecnico, possa essere apprezzato solo da chi ha certe conoscenze, e allora è inutile darlo in pasto alla mitica casalinga di Voghera, che poi si preoccupa senza aver capito niente.

(Comunque, siccome mi sono informato, R0 rappresenta l’indice di trasmissibilità media teorica, Rt quello di trasmissibilità in una determinata, specifica situazione; però perché oscilli come un sismografo durante una scossa tellurica resta poco chiaro).   

Resta anche il fatto che gli interventi di questi signori, che dovrebbero tranquillizzare chi li ascolta o comunque raccontare in modo oggettivo come stanno le cose,contribuiscono solo alla confusione. Penso sarebbe molto più onesto ammettere che su questo fenomeno nuovo e imprevisto del coronavirus ancora si sa poco e che tante cose le scopriremo solo vivendo, piuttosto che lanciarsi in ipotesi che fanno a cazzotti l’una con l’altra. Ammettere di non sapere non è una vergogna, del resto lo diceva Socrate, mica Marzullo.

A proposito: "Scopus", un importante database che raccoglie abstract e ricerche a livello scientifico, ha stilato una classifica dei virologi più accreditati a livello mondiale, tenendo conto dei titoli accademici, del numero di pubblicazioni scientifiche e del numero di citazioni dei loro lavori in pubblicazioni di altri. La soglia di “sufficienza” è fissata a 50 punti, l’eccellenza a 100. I primi due della classifica sono  il direttore dell’Istituto malattie infettive di Marsiglia, il professor Didier Raoult (175 punti) e il responsabile della task force della Casa Bianca, l’italo-americano Anthony Fauci, con 174. I nostri logorroici virologi non fanno una figura eccezionale: solo due hanno ottenuto un punteggio superiore a 150, ma quelli mediaticamente più esposti stanno sotto 50. Non so se il criterio adottato sia valido, spesso queste classifiche sono elaborate da maniaci della catalogazione sulla base di criteri teorici che non tengono conto delle innumerevoli possibili variabili, però…

 
 
 

la gara

Post n°1174 pubblicato il 15 Giugno 2020 da acer.250
 

 

Pochi giorni fa i deputati della Lega, il partito che ha sempre destinato meno pensieri, attenzioni, interesse, progetti alla scuola e alla cultura tra quelli in parlamento, hanno inscenato una sbracata protesta nell’aula della Camera, con striscioni e cori da curva contro la ministra Azzolina: pretendendo di “bocciarla” a suon di urla. E dando un nobile esempio dell’uso delle istituzioni, dei suoi luoghi e dei suoi simboli  e del ruolo e dignità dei rappresentanti eletti e  qualunque bambino, bambina, ragazza e ragazzo a cui sia capitato di vedere quella scena, per fortuna non era più tempo di visite scolastiche alla Camera.

Passano tre giorni e, dopo un ulteriore attacco di Matteo Salvini, la ministra Azzolina, già insegnante, ritiene di ricorrere,  per rispondergli  all’infantile trucco dialettico della correzione delle virgole. Solo che sbaglia a correggere le virgole, esibendo un classico della natura del suo partito: la supponenza accanto all’ignoranza (essere supponenti sapendola lunga può essere antipatico; essere ignoranti restando umili può essere normale; ma le due cose insieme sono il M5S).

È un illuminante confronto di due delle maggiori forze politiche del paese, a cui abbiamo consegnato discussione e progetto sul futuro. La terza si è scansata da un pezzo: dimenticando i suoi proclami! la gara ora è “mantenere questo paese nell’ignoranza”.

 

Bella gara.

Un saluto a tutti