Creato da alex.canu il 28/01/2012

alessandro canu

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FRAGILE: Lo zio Neno

Post n°97 pubblicato il 29 Agosto 2012 da alex.canu

 

 

 

   Neno non è un mio amico, lo è stato una volta. In senso stretto sarebbe una persona di cui dovrei fidarmi poco. Si è rivelato in talune occasioni, subdolo e vile, dalla doppia, inquietante, personalità. È vecchio, mi ha spesso ripetuto mia moglie, lo devi scusare, cerca di non averci molto a che fare e ignoralo quando puoi. Sembra facile, ma lo zio Neno, ti arpiona con la scusa di discutere del parcheggio condominiale e ti distrugge con argomenti di cui tu non sospettavi neppure l'esistenza. L'ultimo, in ordine di tempo, verteva sulla discriminazione, operata arbitrariamente dalla Natura, fra quelli che hanno i capelli e quelli che per conservarseli in testa, sono costretti a pratiche invereconde. Con estenuanti e capziose variazioni su questo tema mi ha tenuto tutto un pomeriggio intero. Io mi ero rivolto a lui per discutere, ed eventualmente risolvere, il problema di come conferire i sacchetti dell'umido, secondo le nuove disposizioni dell’amministrazione comunale e lui stimando poco il mio quesito ha esordito, ma che umido e umido, vuoi sapere qual'è il mio vero problema adesso? Quale, gli ho risposto io sospettoso, la rovinosa e imprevedibile caduta dei capelli, ecco cos’è! Li porti avanti o li tiri indietro per tappare i buchi, ma il vuoto c’è e si vede e allora non ti rimane che il riporto. Il riporto!? ma Neno i sacchetti di plastica per l’umido costano cari, se noi riciclassimo le sporte della spesa in materiale quasi interamente ecocompatibile, per non parlare del risparmio e dell’ambiente... Vedi, il “Riporto” è l'ultima parola che rimane ad un uomo, oltre quello esiste l'oblio, il non ritorno. Altro che “dove conferire l'umido!”. Nessuna colpa, per lieve che sia, ti viene più perdonata. I comici e gli intrattenitori costruiscono interi monologhi satirici sbeffeggiando ora questo ora quel personaggio pubblico che copre la sua vergognosa testa pelata col riporto. È la foglia di fico dei pelati sul cranio. Questi poveri disgraziati curano la corona di capelli grigi attorno alle orecchie, come alcuni appassionati di fiori trattengono il respiro davanti ad una varietà rara di orchidea, per non impensierirne la crescita col vapore acqueo in eccesso del loro fiato che farebbe morire il loro delicato esperimento floreale. Far crescere un riporto non è facile, quando i capelli si diradano tenti di coprire la piazzetta che si forma portando i capelli dalla nuca in avanti, ma poi un giorno il tuo parrucchiere di fiducia (?) ti mostra, con un opportuno gioco di specchi, l'enormità del vuoto che si è già formato dietro, a tua insaputa, rendendo del tutto inutile, se non vano, il tentativo di coprire la vergognosa calvizie che ti assale. Ecco allora l’estremo, disperato rimedio, l’innaturale e esagerato allungamento dei capelli appena sopra le orecchie, fino a dieci, quindici centimetri, occorrono anni per questo. Man mano che crescono il riporto appena sopra la fronte viene saldato alla cute da lacche che incollano i capelli dandogli però l’aspetto di una velatura lanuginosa. Ma, Neno, mormoro ormai sopraffatto, i cassonetti dell'umido che il comune ha sistemato davanti al nostro condominio, mandano un cattivo odore ormai. Non vengono a svuotarli ogni giorno, come avevano promesso e non tutti nel nostro palazzo mettono bucce e scarti di cibo nelle buste biodegradabili e... Ma quello sarebbe il meno, dice, qui la situazione è ormai sfuggita al controllo, (si da dei colpi con l’indice sulla fronte spaziosa), è da un po' di anni ormai che non mi guardo più allo specchio, mi vergogno di me stesso, capisci come. Ogni uomo col riporto ascolta il meteo con apprensione, il vento è il suo primo nemico. Nessuna lacca resiste ai colpi della tramontana, o di una maestralata fatta bene, in quel caso il riporto vola via come lenzuola bianche stese ad asciugare all'aria. Allora è come se un gigantesco cartello pubblicitario si accendesse sopra la testa strillando, È CALVO!!! Il riporto non sostituisce i capelli perduti. Infatti si vede benissimo che il riporto non sono capelli. Non è un falso, come la parrucca o il toupet. Il riporto mostra chiaramente che la persona è calva, pare che implori, “abbiate pietà dei miei pochi capelli, fate finta che li abbia”… Il “riportato” vive nel costante timore delle manifestazioni della natura: la pioggia lo riduce a un pulcino bagnato, il sole rivela ancor meglio la sua mascheratura, ma soprattutto è terrorizzato dal colpo di vento, che senza preavviso scoperchia il riporto sventolando la misera tendina come una bandiera. La voce di mia moglie dalla finestra al terzo piano mi avvisa che è già ora di cena. 

"Rasati la testa Neno!", gli urlo in un accesso di stizza che non riesco a controllare e, prima che lui si riabbia dalla sorpresa, rincaro la mia teoria a proposito dei pelati codardi e gli grido a due centimetri dal naso, "il Riporto è una forma di insicurezza, una tecnica goffa utilizzata per nascondere la calvizie. Di fronte alla provocazione della Natura il rasato a zero risponde con un atto risolutivo, quasi di disprezzo: "Mi fai cadere i capelli? e io mi rado a zero! Meglio niente capelli che pochi", afferma, gettando alle ortiche lozioni, fiale e frizioni. La rasatura a zero è segno di virilità, perché è nel cliché virile lo sprezzo dei maquillage e delle mascherature. La rasatura a zero corrisponde a un'immagine di natura viva, una naturalità codificata, formalizzata, estetizzata. La stessa visione per cui Tarzan vive nella jungla con un gonnellino di pelle di leopardo e una ragazza di New York naufragata su un atollo se ne va in giro in tanga e scalza, con i capelli sempre puliti, come se fosse da subito in grado di resistere al sole, alle asperità del suolo e alle carenze igieniche". Vedo il pover'uomo sgranare gli occhi e ammutolire, ma che dici, che c'entra Tarzan, le scimmie, Jane col perizoma? Già, caro zietto, che c'entra la tua calvizie di merda col problema dello smaltimento dell'umido? I bricchi del tetrapak, dove li dobbiamo mettere? E dei bicchieri di plastica che ne facciamo? Me lo sai dire cosa ci devo fare coi contenitori di cartone delle pizze da asporto? E tutto quel cellophane che non sappiamo dove mettere, che ci sta affogando lentamente... Beh, quello noi lo conferiamo... Bofonchia qualcosa, ma evidentemente il problema cellophane non se l'era mai posto e, così su due piedi, gli deve apparire irrisolvibile. Il toupet..., gli sibilo sprezzante, ...no, il Riporto, mi corregge lui.

Lascio lo zio Neno col suo problema e salgo lentamente le scale, apro la porta e sento il comprensivo rimprovero di lei che mi dice, potevi trovare una scusa e andartene. Ti pare facile a te, le rispondo. Vatti a lavare le mani che fra un po' si cena, mi dice. Io vado in bagno e mentre mi sciacquo e passo il sapone fra le dita, osservo la mia faccia allo specchio, istintivamente abbasso il capo e osservo da sotto in su la mia nuca, cacchio! mi pare di vedere uno sfoltimento dei capelli o è solo l'effetto delle nuove lampadine a basso consumo energetico scelte da mia moglie di recente?

 

 

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Commenti al Post:
diletta.castelli
diletta.castelli il 08/10/16 alle 11:05 via WEB
post veramente molto carino. Complimenti da kepago
 
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