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“Il treno era in orario” di Heinrich Böll

Post n°71 pubblicato il 19 Febbraio 2006 da Mrs.Ramsay
 
Foto di Mrs.Ramsay

Germania, 1944. Andreas è richiamato alle armi.
Un treno lo aspetta, e fin dall’inizio lui sa da quel viaggio non tornerà mai.

“Tutt’insieme, ci vorrà ancora non meno di un anno, prima della fine del 1944 la guerra non terminerà. Tutto quest’apparato si regge su troppa obbedienza, troppa viltà, troppo valore. Il termine dunque è tra un secondo e un anno. Quanti secondi ha un anno? Morirò presto, ancora, in tempo di guerra. Non vedrò più la pace. Niente pace. Non ci sarà più nulla, per me: niente musica… niente fiori… niente poesia…più nessuna gioia umana; presto morirò…”

L’idea di dover morire lo tormenta per tutto il tempo, ma non ne fa parola con i suoi compagni. Lo confessa solo ad Olina, una prostituta che lo capirà e cercherà di salvarlo dal suo destino. Ci riuscirà?

“Il gabinetto è l’unico posto dove si sta veramente soli”.

 
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