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“Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf

Post n°88 pubblicato il 02 Marzo 2006 da Mrs.Ramsay
 
Foto di Mrs.Ramsay

“Non sarei mai riuscita a raggiungere una conclusione. Non sarei mai stata in grado di adempiere quello che è, ne sono certa, il dovere primo di un conferenziere – consegnarvi, dopo un’ora di parole, un nocciolo di verità pura da serbare ripiegato tra le pagine del vostro quaderno d’appunti o da custodire per sempre sulla mensola del caminetto”.

Questo libro è la versione completa del discorso che Virginia ha tenuto in una conferenza in America sulla donna e la letteratura.
L’argomento è ampio, e Virginia pone l’attenzione su una questione: le donne hanno iniziato a fare letteratura solo quando hanno potuto avere uno stipendio loro e una stanza tutta per sé, che concedesse loro uno spazio, dell’intimità e del tempo da dedicare a se stesse.
Sono queste le premesse senza le quali una donna non può dedicarsi alla letteratura e alla poesia. E per rendere meglio l’idea Virginia immagina una sorella di Shakespeare, chissà, forse anche lei amante della poesia, forse anche lei passionale e profonda come il fratello, forse anche più brava di lui, ma non lo sapremo mai. Perché una donna che deve lavorare e occuparsi della casa e della famiglia, senza un attimo di libertà, non può scrivere poesia.

“Realtà e tolleranza svanirono, e sopravvenne il più grande sollievo che ci sia, e cioè la libertà di pensare alle cose per ciò che esse sono”.

 
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