Creato da giglio.alfredo il 31/03/2013
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« COMMENTO A DUE LIRICHE D...Messaggio #3 »

COMMENTO A DUE LIRICHE DI MONIA BALDACCI BALSAMELLO

Post n°2 pubblicato il 31 Marzo 2013 da giglio.alfredo

 

 

 

COMMENTO  A  DUE  LIRICHE

di Monia Baldacci Balsamello

 

Ho conosciuto Monia Baldacci Balsamello, attraverso la lettura della sua efficace presentazione alla silloge di poesie “Ai riflessi di una luna d’opale” di Graziella Cappelli. Ho capito che doveva avere amore per la poesia e così, sicuro di non sbagliare, sono riuscito a trovare due liriche, scritte da lei, che mi hanno colpito per la loro originalità, ma anche per la soavità dei versi, per la loro musicalità, ed ancora per la dinamicità, che la Poetessa imprime allo svolgersi dell’evento, che pare aprirsi davanti ai suoi occhi: dinamismo  che lei trasferisce dinanzi al lettore stupito, in pochi tratti, che denotano un susseguirsi di azioni, che regalano emozioni vere a chi legge, azionando tutta la potenza della fantasia, mentre scava nei meandri dell’animo umano.

 

 

UNISONO

 

Due Corpi, dice la Poetessa, nel buio velato,  che la vista umana non può squarciare completamente, nel buio che sembra incollato alla collina, s’intravedono, mimetizzati dall’ oscurità della notte. L’amore costringe, com’è naturale, i due corpi ad abbracciarsi, a stringersi fra loro tenacemente, mentre, freneticamente, l’uno spinge dentro l’altra, nei momenti in cui si consuma il congiungimento dei due innamorati, aspettando l’atteso godimento.

Una breve attesa,… poi, si scatena la passione, la libidine vera,  che sembra produrre una continua lotta, nel turbinio dei sensi ardenti ed esacerbati, che si stempera in un effluvio di calde sensazioni: lotta nascosta ad occhi indiscreti, celati al mondo, nel buio della notte, fino a sentire le grida languide dell’orgasmo d’amore, che giunge all’unisono: un godimento simultaneo, che produce appagamento dei sensi ed una sorta di felicità, che è gioia dell’anima.

L’arrendevolezza dei due corpi all’ebbrezza d’amore, è definita felicemente dalla Poetessa, scarlatta, rossa intensa, colore della più accesa passione, mentre l’affannoso respiro nell’acme dell’amplesso, produce un velo di vapore, che appanna i vetri dell’auto, ferma ai piedi della collina. La lirica termina, così com’era iniziata, con le parole Due Corpi, come a voler ricordare che solo dall’unione di due corpi innamorati, nasce un orgasmo “unisono” , che è poi il titolo della poesia stessa.

 

 

 

 

 

TI  PIACE ?

 

In questa seconda poesia Monia B. Balsamello descrive in modo molto sintetico, con versi serrati, senza respiro, la drammaticità di uno stupro, subito da una donna, durante una sera d’estate. I versi ben ritmati e ricchi di assonanze, tale che la lirica sembra scritta in rima, contribuiscono a dare alla composizione,  un’armonia particolare che mitiga il sentimento di sdegno, che accompagna l’azione vile della sopraffazione e della violenza sessuale.

Dice appunto la Poetessa che, mentre la sera giungeva tardiva  in estate, d’un tratto, quasi all’improvviso, un uomo, trovandola sola ed indifesa, perché probabilmente in un luogo isolato, l’aggredì, stringendola a se con decisione. La Poetessa si immedesima nella parte della vittima, come se fosse lei a subire tale violenza e parla della cosa in prima persona. L’uomo, continua Monia B. Balsamello,  avvertendo prossima la resa di lei alle sue voglie,  aumentò la forza della sua presa, del suo abbraccio proditorio, per piegarla  alla sua volontà di possesso.

Finalmente la vinse, ebbe ragione delle sue deboli forze, e le fu sopra per cogliere, con  violenza belluina, quel fiore delicato, lasciando su di lei il suo odore di maschio in calore, mentre in lei si accese acuto il dolore: un dolore forse fisico, per la probabile deflorazione, ma certamente un dolore psicologico, per essere stata calpestata nei suoi diritti di integrità, nel suo volere di indipendenza.

 Dopo che con l’atto bestiale, ebbe saziato i suoi bassi istinti, l’uomo si alzò, staccandosi da quel corpo, che aveva calpestato con forza e, nel momento in cui stava per andar via, sentì il pianto sommesso di lei, prostrata e chiusa nel suo dolore. Così, senza nemmeno degnarla di uno sguardo ed incurante delle condizioni pietose della povera ragazza, ancora stanco, forse per avere speso tutte le sue energie, per portare a termine il suo progetto criminale, le disse, con sprezzo ed aria di sufficienza: Mi dovresti far capire se è veramente un’ offesa, il mio atto, teso a farti godere, e a regalarti un orgasmo piacevole, durante un amplesso d’amore ? Come a dire, in fondo, volevo solo farti godere e come se questo fosse un chiaro diritto dell’uomo, cacciatore prima, e padrone successivamente.

La descrizione di un’azione così indegna ed incivile, viene portata, in tutta la sua esecrabilità, all’analisi del lettore, in pochi tratti brevi ed essenziali, con piacevoli assonanze, che i versi sembrano scritti, mi piace ripeterlo, quasi in rima, come: tardiva, estiva, giunse, strinse, vinse, difesa, resa, presa, odore, dolore, andare, guardare, e così via. Ciò nonostante,  la sofferenza interiore si avverte in tutta la sua drammaticità, tanto che possiamo dire che la poesia di Monia Balsamello sia scaturita da un pathos, da uno struggimento interiore, che ce la fa ascrivere fra le liriche più alte ed autentiche.

                                                      Alfredo  Giglio

 

 
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Commenti al Post:
simocarbo77
simocarbo77 il 02/07/13 alle 16:21 via WEB
Questa Monia Ŕ solamente una che si Ŕ creduta tanto artista per poi finire nella merda della ibiskos editrice, una casa che pubblica a pagamento spillando fiori di mila euro anche a ragazzetti... Nella disonestÓ della casa, ovviamente partecipa anche lei, poi se vanno avanti Ŕ solo merito di personaggi come Cappelli che hanno soldi e soldi per finanziarle... Queste zitelle! Informati meglio e capirai che gli artisti sono altri, e che Monia dovrebbe fare solamente l'avvocato e lasciare spazio a chi artista lo Ŕ veramente. CIAO! Simona
(Rispondi)
 
giglio.alfredo
giglio.alfredo il 29/07/13 alle 07:07 via WEB
Ciao Simona, non ho il piacere di conoscerti, ma ne avrei desiderio...non conosco nemmeno Monia della quale ho commentato solo due poesie. Ti ammiro per il tuo coraggio e per la tua schiettezza e vorrei sapere se tu sei un artista o meno....Io sono su Facebook e mi auguro di avere tue notizie. Un caro saluto con tanta stima Alfredo Giglio
(Rispondi)
MoniaBalsamello
MoniaBalsamello il 20/02/17 alle 11:38 via WEB
Grazie, Alfredo, per avermi segnalato tramite Facebook questo tuo blog. Scopro oggi dopo anni i tuoi commenti e ti ringrazio davvero di cuore ;) Ho notato anche il commento dell'Autrice, che conosco e conosciamo per aver mandato a suo tempo un dattiloscritto in casa editrice. MI spiace vedere tanta aciditÓ. Vedo che mi apostrofa e mi etichetta e prendo atto. Ma a quanto leggo, ahimŔ, sa poco di me :) Sentenzia su ci˛ che non conosce (dove e con chi lavoro, con chi collaboro etc) e questo, nella vita, Ŕ sempre pericoloso, si rischia di venir fraintesi e di mostrarsi assai piccolini :) Chi sono, come lavoro e cosa faccio lo dimostro ogni giorno coi fatti e non a parole :) A te, Alfredo, grazie di cuore :) All'Autrice dico quel che ripeto da tempo: un commento definisce chi lo fa, non chi lo riceve :)
(Rispondi)
MoniaBalsamello
MoniaBalsamello il 20/02/17 alle 12:22 via WEB
Ah, solo per inciso :) Scrivere "Merda della ibiskos editrice, una casa che pubblica a pagamento spillando fiori di mila euro anche a ragazzetti... DisonestÓ della casa... se vanno avanti Ŕ solo merito di personaggi come Cappelli che hanno soldi e soldi per finanziarle... Queste zitelle!" denota, oltre all'aciditÓ, una serie di questioni che vanno dalla scorrettezza all'offesa, dalla mancanza di rispetto alla calunnia etc. Quindi, carissima, ci rifletta meglio su la prossima volta, prima di digitare qualcosa che, anche oggettivamente, ha implicazioni di altro tipo. Si chiama intelligenza.
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