10:15 Saturday Night

Non è rubando la polvere magica dalle ali di una farfalla che un corpo può librarsi libero nell'aria... Blog che evolve con l'ambizione di far parlare la musica..

 

RESISTERE

 

DROGHE

Affinità e divergenze...
musica,il tremore di un passo tra le note,
melodie carezzevoli e chitarre stridenti.

Pelle sulla pelle,
seta e cotone, trasparenze. Pizzi, tessuti che lambiscono. Guanti. Trucco leggero, matita nera.

Stile, Eleganza, Charme:  nell’Animo ancor prima che nei modi.
Androginia.
Sensualità ancor prima del fascino.
Occhi.
Mani dalle dita sottili.
Il nero, la sua essenza, i suoi significati.
Le superfici assorbenti più di quelle riflettenti.
Il candore ed il rossore. Il blu oltremare, la luce del sole.

Baudelaire e Paradisi Artificiali.
Baricco e la Allende.
Paradisi Reali, Paradisi costruiti o raggiunti.
Coscienza e Incoscienza. Estetica imperfetta .

 

..ALTRE DROGHE..

Correre.
Correre sulla spiaggia, correre di notte.
Correre quando il sole brucia,
Correre sotto la pioggia.

Il profumo nell'aria
prima di una pioggia scrosciante.
L’odore della rugiada sulle foglie
più di quello dell’asfalto bagnato.

Le orme dei gabbiani sulla sabbia.
La sabbia bagnata ai bordi del costume.
I capelli di salsedine.
Le acque cristalline,
i candidi riflessi della Luna
su di un mare
che la notte rende nero come la pece.
Luna candida come i veli delle vestali,
gialla come l'oppio,
rossa come il fuoco sulla sabbia.

La pelle nuda, i morsi sulla schiena.
Tremori e tepori.
brividi liquidi,
divagazioni estatiche: dei sensi e della mente.
Erotismo celato, Malinconia latente.

Il vento che accarezza le gote.
I sospiri. Il respiro.
I profumi delicati. Rose, Magnolie, Girasoli.
I fiori del deserto.

Il corpo, le sue forme.
L’affanno,
il sudore profumo di ore d’Amore.
Il tango argentino.
Le notti stellate di fine estate.

 

 

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Post N° 87

Post n°87 pubblicato il 27 Luglio 2005 da butterflywings

Gocce di limone 

Nera come la  pece ti appare la notte
se protendi lo sguardo lontano da riva, dal mare.
Nel mare.

Lì dove il silenzio ti parla di onde e di sabbia,
lì dove puoi sentir sulla pelle
la voce del mare
avvolgerti in un abbraccio di parole d’Amore.

Dodici anni fa
quell’ uomo severo eppur amorevole
che adoravo chiamare “nonno”
mi portava con sé
per l’ultima volta su di una barca…

Lo ricordo bene,
il calore che sentivo nel cuore
nel vedere allontanarsi la riva.
Circondati dall’acqua,
la pelle arrossata dal sole
e avvizzita dal sale
di spuma che violenta si frangeva sulla chiglia.
Pensavo che lì ci sarei tornato per sempre.
Che era quella l’incarnazione sublime e perfetta
di ogni mio desiderio: 
una barca, una voce, salsedine e pelle,
a due passi
da un lembo "di terra
in cui sembra finire la terra"…

Gocce di limone a lavare l’insopportabile odore
che sotto la pelle ti resta,
dopo una notte ed un giorno di pesca.
Sulla pelle… e poi sotto,
tra le labbra, sulle dita.

Stanotte
la Luna sembrava
non volersi specchiare nell’acqua,
ed io con lei continuavo
a non ricercare me stesso
negli occhi del mare..

Poi lo sguardo distratto si volge,
e d’improvviso con gli occhi ed il cuore
cominci a osservare
ciò che nei mesi ha dipinto la mente…

Butterflywings riapre:
voglia di scrivere
per capirsi, condividere, ascoltare.

Ritorno a me stesso
ora che più sento bisogno di me.
Recupererò il sorriso di questa foto,
e mi prenderò tutto ciò che desidero:
voglio, Sì, voglio.
Determinato,
sicuro
come non ricordo di esser mai stato.

I compromessi, si sa,
spesso aiutano a vivere,
dando vita a parte dei nostri desideri.

Lascio “la parte” a chi,
come il ragazzo che ero in passato,
ritrova comunque un sorriso nell’accontentarsi.

Io adesso HO SETE.
Voglio, desidero.
Ardentemente.
E se non posso avere tutto,
preferisco continuare a cercare
piuttosto che impormi dei piccoli sorsi.

Ho sete, e un’indecente voglia di bere.

Dalla bellezza e dall’amore nessuno si separi
Che la perfetta Natura l’un dell’altra ha pervaso,
Dando a Bellezza amore, come ultimo destino
E ad Amore bellezza come suo vero colore.
[…]
Io ti potrei amare senza prendermi gioco
dell’Amore e di te
e dell’orribile me stesso.
                                       
Fernando Pessoa,  “35 sonetti”.

 
Rispondi al commento:
VASTASA80
VASTASA80 il 03/09/05 alle 17:05 via WEB
...non so quando e se leggerai questo messaggio...sai cosa è successo e non lo ripeto,anke xkè non mi sembra il luogo adatto...voglio semplicemente dirti una cosa...TI VOGLIO BENE...il resto passa...questo no.Bacio
 
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Data di creazione: 27/10/2004
 

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