|
|
|
Tag Cloud
Ultimi commenti
Area personale
Menu
![]()
Questo blog è pubblicato con licenza Creative Commons: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.
| « Futuro o morte | Ci sposiamo! » |
Federica, li rottamiamo?
Abbiamo incontrato la coordinatrice del circolo PD di Albano centro, Federica Nobilio, per parlare del ruolo dei giovani nella società italiana. Federica ha 39 anni e si è interessata di politica sin dall'adolescenza, per poi iscriversi all'ex partito comunista, seguendone tutte le metamorfosi fino alle prime responsabilità dirigenziali degli ultimi anni nel Partito Democratico. Si è trasferita ad Albano nel 2000 e da allora partecipa all'attività politica cittadina con passione e spirito critico, facendo anche un'esperienza come consigliere della circoscrizione Albano centro nella precedente legislatura, quando era all'opposizione.
Giovane e mamma, elementi che accrescono il tuo interesse per il futuro e la voglia di contribuire alle decisioni che lo riguardano. Cosa ne pensi del ruolo dei giovani in politica?
L'esperienza serve per non ripetere gli errori del passato, ma penso si debba guardare sempre in avanti e solo i giovani sono in grado di farlo. Avere dei figli significa preoccuparsi per il futuro e sentirsi responsabili per le conseguenze delle proprie azioni.
Ritengo che la politica sia composta da aspetti diversi e i più importanti sono le scelte quotidiane. Il modo con cui ci poniamo nei confronti del prossimo, il tipo di educazione che diamo ai nostri figli, usare la macchina o preferire andare a piedi, costituiscono tutte azioni politiche. Quindi per me è un controsenso pensare che la politica possa non far parte della vita di una persona.
I giovani che affermano di non interessarsi di politica, per me, vivono una vita a metà, senza essere consapevoli di quanto accade e del loro ruolo nella società.
L'attività politica non è solo quella all'interno dei partiti, ma anche attraverso le associazioni o i movimenti, specie per i giovanissimi a cui piace essere indipendenti e fuori dalle categorie tradizionali dei partiti. Fare politica significa essere interessati a cosa succede nel mondo e preoccuparsi delle cose che ci riguardano.
Per questo sono convinta che tutti i giovani siano interessati, solo che alcuni ancora non lo sanno. Il problema è come la politica viene presentata: non come impegno per la comunità e partecipazione, ma come "gioco di palazzo" e interessi personali nell'azione pubblica.
La comunicazione degli ultimi 20 anni da parte delle televisioni e giornali di Berlusconi ha proposto una concezione di politica come attività riservata a pochi, svolta da chi non ha bisogno di lavorare perché ricco di famiglia o perché occupa quella poltrona da tempo. Vogliono che si parli di gossip e di cronaca nera, piuttosto che di lavoro per i giovani e futuro dei nostri figli.
La generazione dei cinquantenni non ha saputo contrapporsi a questa cultura del disimpegno, forse perché delusi dalla loro esperienza politica degli anni '70.
I ragazzi di oggi hanno una grandissima sensibilità nei confronti di temi come l'ambiente o l'innovazione, ma non sanno che questa è politica e spesso il loro senso di insoddisfazione è dovuto proprio a quel surplus di energia che non riescono a esprimere per cambiare il mondo.
I movimenti che sono nati negli ultimi anni testimoniano la voglia dei giovani di esserci, ma secondo me devono imparare a dialogare per allargare la base delle loro rivendicazioni, perché essere soli contro tutti non porta nessun risultato. Serve che anche i partiti facciano un passo indietro e lascino spazio a energie fresche.
La società è in continua evoluzione e a volte i problemi necessitano di soluzioni semplici, ma tecnologicamente avanzate che solo le nuove generazioni conoscono. Innovazione e sviluppo: non pensi che l'età possa fare la differenza?
Mi piace il concetto di "soluzioni semplici". Spesso chi fa politica, anche a sinistra, snobba le soluzioni semplici perché banali o per rispondere a interessi diversi.
I grandi intellettuali e scienziati hanno la capacità di trasformare un problema complesso in qualcosa di semplice e comprensibile a tutti. Secondo me anche un bravo politico dovrebbe avere questa capacità.
Mai come in questa epoca la tecnologia è dominio delle nuove generazioni. Abbiamo avuto dei cambiamenti talmente veloci che già la generazione precedente alla mia non ha gli strumenti per stargli dietro e per questo si parla di digital divide.
La tecnologia in se non è la risposta ai problemi, ma sicuramente un mezzo incredibile per moltiplicare le opportunità per chi la sa utilizzare.
Naturalmente non basta essere giovani, ma se ci sono l'entusiasmo, le idee e la preparazione, possono fare la differenza.
In Italia più che altrove i meccanismi di ricambio generazionale non funzionano e sono poco meritocratici. Secondo te dipende più dai vecchi attaccati alla poltrona o dai giovani poco aggressivi, che si rassegnano al ruolo di subalterni, frustrando entusiasmo e capacità?
La cosa che mette più disagio non è vederli fare 5 o 6 stage non retribuiti, o i ricercatori a vita, ma il fatto, scusa il termine, che non si "incazzano" mai e non reagiscano tutti insieme.
La responsabilità è anche dei nostri genitori, che non sono stati capaci di darci fiducia e consapevolezza dei nostri diritti.
In Italia abbiamo un problema enorme, cioè il precariato, da non confondere con la flessibilità. Perché non esiste nessun tipo di garanzia o limite all'utilizzo di forme contrattuali prive di certezze. Anche i sindacati hanno grandi responsabilità, perché sono rimasti fermi alle categorie del lavoro di 40 anni fa. La massa dei lavoratori non è più costituita dai metalmeccanici, ma dai precari di ogni settore.
La metafora dei precari inventata da Ascanio Celestini rappresenta benissimo la loro realtà, vivono con una bomba a orologeria in tasca e poi ti dicono di stare tranquillo perché non scoppia mica subito, ma dopo tre mesi e stanno per tutto il tempo con questo tic tac nella testa. Quando sta per esplodere arriva il padrone che la disinnesca, ti da una pacca sulla spalla e te ne mette in tasca un'altra.
Queste persone non hanno nessuna tutela, vanno avanti così fino a 30 o 40 anni, magari con una famiglia. E i sindacati? Se questi si incazzano che fine fanno? Chi li difende?
Cosa ne pensi della provocazione di rottamare i vecchi "notabili" oppure quella di restringere il diritto di voto dai 18 ai 65 anni?
La provocazione di Beppe Grillo di togliere il diritto di voto a chi ha più di 60 anni è quasi paragonabile alle leggi razziali. Non importa se molti vecchietti votano Berlusconi, se la maggioranza degli italiani continuerà a votarlo, ne prenderemo atto, ma non esiste che qualcuno possa essere escluso da un diritto fondamentale, conquistato con il sacrificio di moltissime persone. Piuttosto si potrebbe pensare di includere i sedicenni, che sono molto più maturi e informati che in passato.
Soprattutto si devono creare le condizioni per permettere a chi vuole fare figli di farlo con serenità, senza aver paura di cosa li aspetta. Questa è l'unica soluzione per riequilibrare la società e dargli un futuro.
Seguivo già da tempo il sindaco di Firenze, Renzi, e penso sia una figura interessante. Ha ragione a porre la questione per quanto riguarda i notabili legati alle poltrone, ma in questo caso non si tratta solo di vecchi. Il bersaglio deve essere un certo modo di fare politica fatta di intrallazzi e interessi privati. Se i giovani sono portatori di innovazione e di un modo nuovo di rapportarsi con i cittadini, allora sono i soggetti giusti per risolvere i problemi che abbiamo. Penso ci siano ancora grandi vecchi che hanno tanto da trasmetterci.
Nel Partito Democratico di Albano che ruolo hanno i giovani?
Anche ad Albano esiste una sezione giovanile, che si chiama Giovani Democratici. Posso risponderti sia nella veste di giovane, che in quella di dirigente di partito che si confronta con le nuove generazioni.
Ho sempre avuto un atteggiamento inclusivo, perché penso sia importante il contributo di tutti. I giovanissimi sono una risorsa fondamentale, perché hanno una carica vitale, un entusiasmo e anche il tempo per dare all'esperienza politica un contributo importantissimo.
Mi dispiace ricordare che quando dieci anni fa sono arrivata ad Albano e mi sono avvicinata a quelli che allora erano i DS, questo atteggiamento inclusivo non l'ho trovato.
Oggi posso affermare che le cose sono cambiate, tanti giovani frequentano il circolo e sono rappresentati in tutti gli organi del partito, anche a livello direttivo.
Sembra sia la prima volta che i figli staranno peggio dei padri. Averci lasciato un debito abnorme, gravi situazioni di inquinamento e condizioni lavorative peggiori pensi siano motivi sufficienti per invitarli a farsi da parte? Qual'è la strategia migliore per farci spazio?
Non basta rendere disponibile lo spazio, ma serve l'interesse, l'impegno e la preparazione da parte dei giovani.
Faccio un paragone con le quote rosa, sulle quali sono abbastanza critica e le paragono alle riserve indiane. Quando si riservano forzatamente dei posti a una categoria può capitare di avere persone non abbastanza impegnate o interessate. Siamo sicuri che sia questo il cambiamento che vogliamo?
C'è bisogno di un cambiamento culturale, che deve partire dall'educazione nelle scuole, fino ad arrivare alle famiglie. Dobbiamo prima creare le condizioni per permettere una partecipazione consapevole.
Utilizziamo il merito come unico criterio di selezione e sono convinta che tanti giovani verranno fuori, credo serva partecipazione di qualità.
Queste considerazioni non vogliono mettere in secondo piano l'egoismo generazionale che ha portato agli squilibri esistenti tra chi ha diritti e risorse, e chi deve fare i conti ogni giorno con la precarietà.
Non possiamo sperare che la soluzione venga da loro, non hanno gli strumenti e la lungimiranza di chi ha tutta la vita davanti.
|
|


Inviato da: amandaclark82
il 30/12/2016 alle 12:52
Inviato da: sexydamilleeunanotte
il 26/08/2016 alle 11:01
Inviato da: esternoluce
il 29/12/2015 alle 10:42
Inviato da: biancoblu78
il 11/02/2012 alle 10:36
Inviato da: ormalibera
il 29/10/2011 alle 15:01