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Il governo e il consenso delle caste.

Post n°102 pubblicato il 12 Dicembre 2010 da biancoblu78
 
Foto di biancoblu78

Una parte importante del consenso del governo di mister B, si fonda sulle clientele e il voto di scambio, che possono essere considerate le principali cause dei problemi del Paese.
Il favore in cambio del voto, è la condizione in cui i meritevoli risultano perdenti, in cui si creano privilegi, prosperano le rendite e i politici incapaci mantengono il potere.
Il mercato dei voti in parlamento di questi giorni ne rappresenta un triste esempio.
Se gli italiani fossero questi, avremmo veramente il governo che meritiamo.
Quando si accusa mister B di occuparsi solo dei suoi problemi forse si esagera. Ci sono altre cricche che hanno ottenuto favori a danno della maggioranza degli italiani.
Non esiste casta che non deve ringraziare i governi di mister B, a partire dagli evasori fiscali a cui appartengono diverse categorie.
Ad esempio, ricordate la querelle dei taxi? Il governo Prodi aveva pensato di trovare una soluzione al problema che sono pochi, cari e offrono un servizio peggiore che nel resto d'Europa, attraverso una semplificazione delle procedure di accesso e l'incremento delle licenze, in modo che una maggiore concorrenza facesse diminuire i prezzi, e rendere di conseguenza il servizio alla portata di un numero maggiore di persone. La crescita del mercato avrebbe compensato i prezzi più bassi e aumentato le opportunità di lavoro.
Mister B e soci invece cavalcarono le proteste dei tassisti, che non volevano rinunciare alla rendita prodotta da un mercato protetto, in cambio del loro voto e di un po' di caos nelle città.
Lo stesso vale per la mancata abolizione delle provincie, promessa in campagna elettorale, ma mai attuata per mantenere migliaia di poltrone per altrettanti portatori di voti.
Nelle ultime settimane stanno preparando un regalo per gli avvocati, specie per i più anziani, ai quali non è andata giù l'abolizione delle tariffe minime.

Riforma professione forense.
La proposta di riforma estende l'ambito delle attività riservate agli avvocati a compiti attualmente svolti dalle associazioni e dai legali interni alle imprese, anche se non iscritti all'albo.
Se le nuove disposizioni venissero approvate le imprese dovrebbero rinunciare alle funzioni legali interne e sarebbero costrette a rivolgersi ad avvocati esterni per tutte le attività, e non solo per quelle di difesa in giudizio.
Anche le associazioni non potrebbero continuare a svolgere l'attività di consulenza e assistenza stragiudiziale a beneficio degli associati, determinando un aggravio dei costi, in particolare per le piccole e medie imprese.
Maggiori ostacoli anche per i giovani che volessero intraprendere la professione forense.
Non basterà più il tirocinio e l'esame di Stato, ma verranno introdotti anche i test d'ingresso e scuole forensi a pagamento per 250 ore annue.
Verrà cancellato di fatto il patrocinio legale autonomo che oggi permette all'aspirante avvocato, dopo un anno di tirocinio, di iniziare a lavorare per cause proprie, guadagnando qualcosa.
L'esame di abilitazione verrà reso artificiosamente più difficile, proibendo l'uso dei codici commentati e moltiplicando le materie per gli orali. Visto come si svolgono gli esami dei notai, immaginiamo la ragione di tale scelta...
Si potrà sostenere l'esame massimo 3 volte entro i 50 anni. Si dovrà avere un reddito minimo per dimostrare di esercitare a tempo pieno, tutto per diminuire drasticamente il numero degli avvocati, senza valutarne il merito.

Il risultato saranno parcelle più alte per i cittadini e le imprese che hanno bisogno di tutelare i propri diritti. Forse diminuirà il numero delle controversie, in quanto sempre più persone dovranno rinunciare alla tutela della giustizia, a causa dei tempi lunghi e dei costi sempre più alti.
Con riforme come questa, mister B negli ultimi 10 anni ha fatto perdere all'Italia competitività e ricchezza, e allo stesso tempo ha si è guadagnato il consenso delle caste che lo appoggiano.
Se ne frega che molte imprese straniere rinuncino ad investire in Italia a causa dell'incertezza delle regole, ma questa è una storia che potete approfondire nella recensione del libro "Regole".

 
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