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Acqua: come comportarsi

Post n°120 pubblicato il 02 Marzo 2011 da biancoblu78
Foto di biancoblu78

Il problema dell'arsenico nell'acqua è una conseguenza dell'eccessivo sfruttamento della falda acquifera, procurato dal forsennato aumento della popolazione.
L'acqua infatti viene prelevata sempre più in profondità, dove è maggiore la concentrazione di metalli pesanti, naturalmente presenti nelle zone di origine vulcanica.
Questo in passato non avveniva perché la natura riusciva a ripristinare le riserve attraverso le piogge, oggi ai Castelli, per soddisfare quasi 400.000 abitanti, stiamo prosciugando la nostra provvista d'acqua. È come quando arriviamo in fondo alla botte e troviamo la feccia.

Il direttore del reparto di prevenzione della ASL Rm H, Agostino Messineo ha fornito alcune indicazioni pratiche che proviamo a sintetizzare.
No a tisane, caffè, the, camomilla, zuppe o brodini, minestroni e pappe per bambini. Bandite tutte quelle pietanze dove l'acqua è l'elemento principale.
Ad oggi le norme prevedono un limite di 10 microgrammi per litro, superato il quale l'acqua è considerata non potabile. In effetti non esiste una differenza sostanziale tra un'acqua con 9 microgrammi di arsenico e una con 11.
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità l'arsenico in concentrazione superiore ai 50 microgrammi può nuocere alla salute. Come per qualsiasi veleno la differenza è data dalla dose, per questo ai bambini bisogna evitare anche l'acqua con 10 microgrammi.

La soluzione che si sta attuando per riportare i livelli di arsenico entro i limiti, è quella di collegare l'acquedotto di Pavona con uno che porta l'acqua a Roma. In pratica verrà diluita l'acqua dei pozzi per diminuire la concentrazione di metalli pesanti. Il sindaco ci ha detto che i lavori termineranno entro tre mesi.
E poi è improrogabile l'opzione crescita zero per porre un freno a tutti gli effetti negativi del sovraffollamento. Ormai tutti hanno capito che costruire ancora palazzi significa avere un peggioramento della qualità della vita.
Sono importanti anche le nostre scelte: dal chiudere l'acqua quando ci si spazzola i denti, all'introduzione di sistemi di irrigazione a goccia, piuttosto che la riscoperta di coltivazioni autoctone che non necessitano di quantità esagerate d'acqua.

 
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