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PREGHIERA AL SACRO CAPO DI GESÙ

Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza, che guidate tutti i moti del Sacro Cuore, ispirate e dirigete tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni. Come voi avete promesso, siate il Rimedio contro i grandi flagelli del nostro tempo: l'orgoglio intellettuale e l'infedeltà. Per le Vostre Sofferenze, o Gesù, per la vostra Passione dal Getsemani al Calvario, per la Corona di spine che straziò la Vostra Fronte, per il Vostro Sangue Prezioso, per la Vostra Croce, per l'amore e il dolore della Vostra Madre, fate trionfare il Vostro Desiderio per la Gloria di Dio, la salvezza delle anime e la gioia del vostro Sacro Cuore. Amen.

Gesù ha riservato varie promesse per chi proclama e diffonde la devozione al Sacro Capo di Gesù, con grazie e benedizioni abbondanti... Vedere

http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/devozionealsacrocapodigesù.htm

 

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VANGELO DEL GIORNO, CON COMMENTO, IN LINGUA INGLESE. 

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L'Eucarestia, Corpo di Cristo

O Gesù, che ti fai alimento spirituale per noi nel Sacramento dell'Eucarestia, nutri le nostre anime e fa' che possiamo essere sempre migliori, giorno dopo giorno, nelle vie di Dio. Amen.

 

 

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe

San Giuseppe, mi consacro a te per essere per sempre tuo imitatore, tuo amabile figlio. Prendi possesso di me, fa’ del mio corpo e della mia anima ciò che faresti del tuo corpo e della tua anima, per la gloria di Gesù. Pure lui si è affidato a te così pienamente da lasciarsi portare là dove tu credevi opportuno, da stabilire te per suo padre e obbedirti come il più docile figlio. Sacro Cuore di Gesù, grazie di averci dato Giuseppe per padre e di averci donato tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Fa che ti restituisca amore per amore; te lo chiedo per intercessione e in nome di san Giuseppe. Amen.

 

BENEDIZIONE DI PADRE PIO

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 20
 

 

Amare il proprio prossimo

Post n°1739 pubblicato il 15 Dicembre 2018 da francesconapoli_fn

 

Il buon samaritano

Dal Vangelo secondo Luca 10,25-37: (In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento: (Cari lettori, quest'oggi ho voluto prendere in considerazione un racconto dell'evangelista Luca, precisamente il capitolo 10 dal verso 25 al verso 37. Gesù ancora una volta viene messo alla prova sulla sua conoscenza delle Sacre Scritture, era saputo che egli non godeva di buona reputazione tra i sacerdoti e i dottori della Legge: uno di loro vuol sapere che cosa si deve fare per ottenere la vita eterna. Gesù, rispondendo con convinzione, afferma che bisogna rispettare i due comandamenti principali della Legge, cioè amare Dio con tutto il cuore, l'anima e la mente, e amare il prossimo come se stessi. Ma il dottore della Legge vuol sapere chi sarebbe il suo prossimo. Così Gesù cita la parabola dell'uomo percosso e derubato, dove un sacerdote e un levita passano oltre, non prestando soccorso, mentre un samaritano si ferma, gli cura le ferite e lo porta in un albergo dove egli può riprendersi. Non a caso Gesù usa la figura del samaritano, perché sarebbe tra i tre che sono passati, proprio quello che avrebbe dovuto avere meno interesse a fermarsi: infatti non c'era buona amicizia tra i giudei e i samaritani. Invece Gesù ancora una volta usa la logica dell'amore che sovrasta ogni contaminazione umana e ci fa capire che è così che bisogna agire, con amore incondizionato, verso i fratelli che incontriamo lungo il nostro cammino per così ereditare la vita eterna).

 
 
 

Gesù è sempre con noi

Post n°1738 pubblicato il 10 Dicembre 2018 da francesconapoli_fn

 

Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»). Parola del Signore.

Commento a cura di Padre Ermes Ronchi, sacerdote: (Dogma della Trinità, ovvero quando il racconto di Dio diventa il racconto dell'uomo. La dottrina di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo non racchiude un freddo distillato di pensieri, ma tutta una sapienza del vivere, colma di indicazioni esistenziali che illuminano la mia vita. Infatti Adamo è creato più ancora che ad immagine di Dio, a somiglianza della Trinità, a immagine di un legame d'amore, di un Dio che non è solitudine. Dove vivere, per Dio e per l'uomo, è essere in comunione. In principio, la relazione; in principio, il legame. Per questa memoria festosa della Trinità il Vangelo non offre formule, ma riferisce di un appuntamento, di un monte scalato con il batticuore, perché la fede prima di tutto è desiderio d'incontro: andarono sul monte che Gesù aveva loro fissato. Alcuni, però, dubitavano. Ci riconosciamo tutti quanti in questa comunità che crede e dubita al tempo stesso. Eppure il dubbio e la poca fede dei discepoli non fermano né scoraggiano il Signore. Anzi fanno nascere una reazione bellissima, invece di rimproverarli, Gesù si fa ancora più vicino: avvicinatosi a loro disse... Ancora non è stanco di parlare, di farsi vicino, delicatamente e senza imporsi, e salvando perfino la loro libertà di dubitare. Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Potere è parola che in bocca a Gesù cambia di segno: non il potere del mondo, che evoca violenza e sopruso, ma la forza di un Dio che può soltanto ciò che l'amore può. Andate e battezzate nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito. Andate: Dio si è appena fatto trovare e già t'invita ad andare oltre, per "battezzare", che significa "immergere" il mondo nel mare di Dio. I nomi che Gesù sceglie per dire Dio, sono nomi di famiglia, di affetto: Padre e Figlio, nomi che abbracciano, che si abbracciano. Spirito è nome che dice respiro, dice che ogni vita prende a respirare quando si sa accolta, presa in carico, abbracciata. Dio non è in se stesso solitudine, l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore: essenza della Trinità. Insegnate loro ad osservare tutto ciò che vi ho insegnato. Il tutto che Gesù ha insegnato è che la nostra vita è immersa in un mare d'amore. Ai suoi raccomanda: insegnate ad amare. Ed è detto tutto. Io sarò con voi tutti i giorni. Fino alla fine del mondo. Senza condizioni. Su queste parole si chiude il Vangelo di Matteo e si apre, si fonda la nostra vita. Tutti i giorni, fino al consumarsi del tempo, dentro gli abbandoni e le solitudini, quando ti sfiora l'ala severa della morte e quando ti pare di volare, Lui sarà con te, sempre. E senza porre mai condizioni).

 
 
 

La Parabola della vigna

Post n°1737 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da francesconapoli_fn

Dal Vangelo secondo Marco: (In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini: (Il buon Dio compie un atto di grande fiducia quando ci affida qualcosa di particolarmente prezioso per lui e di grandissima utilità per noi. I vignaioli della parabola odierna rappresentano innanzitutto una categoria di privilegiati, a cui il Signore ha affidato non una bella vigna, curata con la migliore solerzia, ma lo stesso suo popolo, amato e prediletto. Gesù sta evidentemente parlando dei capi religiosi del suo tempo e proietta la sua visione nella storia passata e futura. Vuole quindi coinvolgere tutti coloro, che scelti per essere guide sicure, hanno il privilegio e il compito di essere per tutti di fulgido esempio e di insegnare con la forza della parola di Dio e con l'esempio di una vita integra. L'infedeltà a tale compito è evidentemente di una particolare gravità: non solo si viene meno ad un mandato personale, frutto di una privilegio e di una predilezione, ma si coinvolge negli stessi errori molti altri, che anziché essere indotti al bene e alla verità, vengono trascinati nel male e nell'errore. Vengono disattesi perfino i frequenti richiami divini, anzi, l'apparente lontananza del Signore, accresce, non l'impegno e lo zelo, ma la più spavalda rilassatezza. Si giunge fino a far tacere le voci di coloro che in nome di Dio, lanciano i loro doverosi e pressanti richiami. Gesù così apostrofa la città santa in preda alla corruzione: "Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". Non c'è condanna peggiore del nascondimento di Dio dalla nostra vita. Non c'è amarezza più grande per chi è in grado di comprenderlo, che dover costatare la perdita di un amore gratuito per una colpa contro quello stesso amore. Dio è costretto a dare al altri il compito e la missione che noi non abbiamo saputo adempiere: è il peggiore fallimento della vita. Noi ministri per primi, ogni fedele, si sente coinvolto in questa storia dove amore ed infedeltà s'intrecciano, dove la predilezione divina può diventare per l'umana perversione, motivo di ribellione, dove i beni di Dio li trafughiamo a nostro uso e consumo personale, dimenticandone la vera finalità. La reazione degli scribi e dei farisei è ancora assurda e perversa, la nostra sia una umile e fervente invocazione alla misericordia divina).

 
 
 

Preghiera per chiedere una grazia a San Giuseppe Moscati

Post n°1736 pubblicato il 30 Novembre 2018 da francesconapoli_fn

San Giuseppe Moscati

Amabilissimo Gesù, che ti degnasti venire sulla terra per curare la salute spirituale e corporale degli uomini e fosti tanto largo di grazie per San Giuseppe Moscati, facendolo un medico secondo il tuo Cuore, insigne nella sua arte e zelante nell'amore apostolico, e santificandolo nella tua imitazione con l'esercizio di questa duplice, amorevole carità verso il prossimo, ardentemente ti prego di voler glorificare in terra, il tuo servo nella gloria dei santi, concedendomi la grazia.... che ti chiedo, se è per la tua maggior gloria e per il bene delle anime nostre. Così sia.

Pater, Ave, Gloria

 
 
 

La "famiglia" di Gesù

Post n°1735 pubblicato il 26 Novembre 2018 da francesconapoli_fn

 

Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini: (Oggi leggiamo un brano evangelico che ci sembra piuttosto duro, soprattutto verso la Madre di Gesù. Per la nostra mentalità che vede solo negli onori terreni la riconoscenza dei meriti, sembra infatti che Gesù rinneghi, in qualche modo, le qualità di Maria. Gesù, però non disprezza i suoi legami di sangue ma anzi ne dà una valenza ancora maggiore. Non tradisce sua madre e Gesù stesso la vuole accanto a sé fino al momento supremo della sua morte in Croce. La sua missione è però quella di instaurare una nuova famiglia i cui legami non sono di sangue; in Lui diventiamo tutti fratelli e Figli di Dio. E' un nuovo rapporto che ci chiede Gesù. La figliolanza divina al quale ci chiama non è diritto di natura ma può essere conquistata solo con il nostro impegno personale nel seguire la sua volontà. Maria, con il suo «si» completo e totale si è già aggregata tra i discepoli di Gesù e con la sua vita ci dà un esempio luminoso di dedizione. Con lei possiamo diventare anche noi veri discepoli di Gesù e quindi partecipare a questa nuova famiglia di adozione).

 
 
 
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INFO


Un blog di: francesconapoli_fn
Data di creazione: 01/06/2010
 

Gesù

Sacro Cuore di Gesù purificaci da ogni macchia di peccato e donaci salute e salvezza.

Amen.

 

San Michele

San Michele Arcangelo, donaci la forza per tenere lontano le insidie del maligno. Ricaccia negli inferi gli spiriti malvagi e custodisci con la tua potenza i figli di Dio. Amen.

 

 

Sant'Antonio

O Sant'Antonio, che hai preferito abbandonare la dottrina per vivere nella semplicità, sul tuo esempio, aiutaci a vivere come umili cristiani pieni di sante virtù, la cui grande ricchezza sta nell'essere con Cristo, Salvatore del mondo. Amen.

 

San Pio

O San Pio da Pietrelcina, intercedi per noi presso Gesù affinché ci siano concesse le grazie materiali e spirituali necessarie per ottenere la salvezza eterna di ognuno di noi, cosicché possiamo rendere gloria a Dio come Lui vuole, con cuore, anima e mente. Amen.

 

 

 

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