Creato da francesconapoli_fn il 01/06/2010
Religione
 

 

Commento al Vangelo di oggi, Domenica 22 Aprile 2018

Post n°1722 pubblicato il 22 Aprile 2018 da francesconapoli_fn
 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura di Don Lello Ponticelli, sacerdote.

 
 
 

I due precetti più importanti

Post n°1721 pubblicato il 24 Marzo 2018 da francesconapoli_fn

 

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Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura del Movimento Apostolico: (Dio è carità. Se poi andiamo a cercare di definire con una sola parola cosa è esattamente la carità, è allora che ci perdiamo. Diciamo che la carità è la sostanza stessa di Dio, la sua divina essenza, la legge del suo esistere e del suo operare. Queste cose che diciamo sono tutte vere, però sono assai distanti dalla nostra comprensione immediata. Traducono il vero significato di carità, ma non in modo adeguato, istantaneo, corrispondente alla mentalità dell'uomo che ha sempre bisogno di un linguaggio concreto, immediato, di facile comprensione, di pronta applicazione. Se vogliamo tradurre concretamente la carità in un linguaggio accessibile a tutti vi è una sola parola che riesce ad esprimerla in modo insuperabile: la carità è dono. Dono di che cosa? Essa è dono di se stessi, di tutto se stessi. Dono della natura, dono della persona, dono dei suoi atti, doni dei suoi pensieri, dono delle sue realizzazioni, dono delle sue cose, dono di ogni suo frutto, dono dell'intera vita, dono del proprio sangue, dono ella propria carne, dono di ciò che l'uomo è nella sua essenza più piena. Dio ama donando tutto se stesso: nella sua onnipotenza, nella sua grazia, nella sua intelligenza, nella sua misericordia, nella sua bontà, nella sua verità, nella sua stessa essenza divina. Dio ama donando il Figlio suo Diletto e lo Spirito Santo e in loro e per loro donando tutta la sua vita. In questa logica del dono i Comandamenti sono ciò che mai ci dobbiamo prendere dagli altri, né da Dio né dai fratelli. Se lo facessimo, se spogliassimo gli altri di ciò che è loro, noi non ameremmo. Togliamo ciò che è loro. Compiamo un atto contrario all'amore. L'amore è donare e noi invece prendiamo ciò che non ci appartiene. Ci impossessiamo di ciò che non è nostro. Nelle Beatitudini invece diamo agli altri tutto ciò che è nostro. Lo diamo a Dio e ai fratelli, lo diamo a Dio perché ne faccia un dono ai nostri fratelli. Le Beatitudini sono la forma perfetta dell'amore perché in essi il dono è perfetto, totale, globale, senza alcuna riserva. È un dono in tutto simile a quello di Cristo Gesù, il quale si è lasciato spogliare anche delle sue vesti, perché il dono di sé fosse perfetto, completo, pieno. Con Gesù niente più dovrà essere donato. Lui ha dato veramente tutto al Padre per la conversione, la giustificazione l'elevazione spirituale e morale di tutti gli uomini. Possiamo così tradurre il duplice comandamento: "Darai tutto te stesso a Dio. Ti darai però con tutto il tuo cuore, con tutta la tu anima e con tutta la tua mente". Nulla che è tuo potrà dirsi tuo. Tutto ciò che è tuo è di Dio. È di Dio perché tu glielo hai donato. Non solo è di Dio, è anche del prossimo, perché con il tuo prossimo tu devi sempre vivere in unità, in comunione, in solidarietà, in simbiosi. Tutto ciò che è tuo non lo puoi tenere gelosamente per te. Ne devi fare dono ai tuoi fratelli più bisognosi di te. Li deve amare come tu ami te stesso, senza alcuna distinzione, o differenza, o distanza da prendere. È questa la Legge divina: donarsi interamente perché l'altro viva. Donarsi perché l'altro possa trovare pace, speranza, perdono, consolazione, misericordia, ogni vita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, insegnateci la legge della carità e dell'amore. Convincete i nostri cuori che amare è dare, è donarsi).

 
 
 

Commento al Vangelo di oggi, Domenica 18 Marzo 2018

Post n°1720 pubblicato il 18 Marzo 2018 da francesconapoli_fn
 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura di Don Lello Ponticelli, sacerdote.

 
 
 

Commento al Vangelo di oggi, Domenica 11 Marzo 2018

Post n°1719 pubblicato il 11 Marzo 2018 da francesconapoli_fn
 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura di Don Lello Ponticelli, sacerdote.

 
 
 

La parabola delle nozze del principe (Vangelo e commento)

Post n°1718 pubblicato il 27 Febbraio 2018 da francesconapoli_fn

 

Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura del Movimento Apostolico: (Nel regno di Dio si entra per invito e per giusta risposta, per osservanza delle regole date perché vengano messe in pratica da chiunque risponde all'invito ed entra in esso. Due sono le grandi tentazioni dell'uomo. La prima è quella di pensarsi nella verità, nella giustizia, nella purezza della propria umanità rifiutando l'invito e rimanendo fuori del regno di Dio. La seconda è invece quella di accogliere l'invito, ma senza rispettare le regole di ingaggio, di appartenenza, le regole che sono proprie del regno del quale noi siamo stati resi partecipi per purissima carità del Signore Dio nostro. La verità della nostra natura umana è da Dio, dalla sua volontà, dalla sua divina essenza. Se l'uomo si stacca da Dio, diviene meno uomo, addirittura giungere a non essere neanche uomo, tanto malvagio diviene il suo aspetto e cattivo il suo cuore. Lontano da Dio la stessa natura si corrompe, si perverte, superando gli stessi limiti del male, soffocando ogni verità di se stessa nell'ingiustizia. Lo spirito, l'intelligenza, la mente si oscura al tal punto da considerare Dio le cose. Lui che è stato creato per essere il signore delle cose, lontano da Dio diviene schiavo di esse, ma schiavo delle peggiori schiavitù. La sua è vera schiavitù letale, di morte, di vera peste distruttrice. Dio nella sua infinita misericordia va alla ricerca dell'uomo smarrito, confuso, disperso, disperato, assetata, affamato, inquieto, senza pace, isolato, impigliato nei rovi del vizio e del peccato e lo invita ad entrare nel suo regno. Chi accoglie l'invito, una cosa non deve mai dimenticare: nella sala del regno si entra, ma osservando le regole del regno e queste regole sono l'osservanza dei Comandamenti e delle Beatitudini. Sono l'allontanamento dal peccato, dal vizio, dalla stoltezza, dall'idolatria, dall'empietà, da tutte le opere della carne che sono la negazione della redenzione e della salvezza. Oggi quasi più nessuno crede che la salvezza è condizionata, perché tutto il Vangelo è la condizione per entrare, rimanere, vivere da veri figli del regno di Dio. Oggi si è abolita la condizione e si vuole essere cristiani senza Vangelo, discepoli di Gesù senza Parola, figli del Padre senza Comandamenti, tempio dello Spirito Santo senza alcuna santità, Chiesa di Dio, ma fuori di ogni comunione, unità, lontano da ogni impegno a realizzare la missione stessa della Chiesa che è la propria santificazione. Vergine Maria, Madre della Redenzione, aiutaci a comprendere che la condizione è la via per essere del Regno di Dio. Angeli e Santi del Cielo fate che ci convertiamo e crediamo veramente che è il Vangelo vissuto la condizione per essere Regno di Dio).

 
 
 
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IL VANGELO A CURA DI DON LELLO PONTICELLI

Don Lello Ponticelli

Nella sezione "tag", qui sotto, potete accedere facilmente ai più recenti commenti al Vangelo domenicale di Don Lello Ponticelli, sacerdote della Diocesi di Napoli. Basta cliccare sulle tag contenenti le date. Buona visione.

 

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Preghiera al Sacro Capo di Gesù

Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza, che guidate tutti i moti del Sacro Cuore, ispirate e dirigete tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni. Come voi avete promesso, siate il Rimedio contro i grandi flagelli del nostro tempo: l'orgoglio intellettuale e l'infedeltà. Per le Vostre Sofferenze, o Gesù, per la vostra Passione dal Getsemani al Calvario, per la Corona di spine che straziò la Vostra Fronte, per il Vostro Sangue Prezioso, per la Vostra Croce, per l'amore e il dolore della Vostra Madre, fate trionfare il Vostro Desiderio per la Gloria di Dio, la salvezza delle anime e la gioia del vostro Sacro Cuore. Amen.

 

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VANGELO DEL GIORNO, CON COMMENTO, IN LINGUA INGLESE. 

"CLICCA QUI"

 

 

Dell'Aurora tu sorgi più bella - Canto a Maria

 

L'Eucarestia, Corpo di Cristo

O Gesù, che ti fai alimento spirituale per noi nel Sacramento dell'Eucarestia, nutri le nostre anime e fa' che possiamo essere sempre migliori, giorno dopo giorno, nelle vie di Dio. Amen.

 

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe

San Giuseppe, mi consacro a te per essere per sempre tuo imitatore, tuo amabile figlio. Prendi possesso di me, fa’ del mio corpo e della mia anima ciò che faresti del tuo corpo e della tua anima, per la gloria di Gesù. Pure lui si è affidato a te così pienamente da lasciarsi portare là dove tu credevi opportuno, da stabilire te per suo padre e obbedirti come il più docile figlio. Sacro Cuore di Gesù, grazie di averci dato Giuseppe per padre e di averci donato tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Fa che ti restituisca amore per amore; te lo chiedo per intercessione e in nome di san Giuseppe. Amen.

 

BENEDIZIONE DI PADRE PIO

 

VIENI SPIRITO - FORZA DALL'ALTO (CANTO)

 
Citazioni nei Blog Amici: 19
 

Gesù

Sacro Cuore di Gesù purificaci da ogni macchia di peccato e donaci salute e salvezza.

Amen.

 

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo, donaci la forza per tenere lontano le insidie del maligno. Ricaccia negli inferi gli spiriti malvagi e custodisci con la tua potenza i figli di Dio. Amen.

 

 

Sant'Antonio di Padova

O Sant'Antonio, che hai preferito abbandonare la dottrina per vivere nella semplicità, sul tuo esempio, aiutaci a vivere come umili cristiani pieni di sante virtù, la cui grande ricchezza sta nell'essere con Cristo, Salvatore del mondo. Amen.

 

Padre Pio

O San Pio da Pietrelcina, intercedi per noi presso Gesù affinché ci siano concesse le grazie materiali e spirituali necessarie per ottenere la salvezza eterna di ognuno di noi, cosicché possiamo rendere gloria a Dio come Lui vuole, con cuore, anima e mente. Amen.

 

ADORO TE - CANTO

 

INVOCHIAMO LA TUA PRESENZA - CANTO RNS

 

noicattolici

 

 

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