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PREGHIERA AL SACRO CAPO DI GESÙ

Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza, che guidate tutti i moti del Sacro Cuore, ispirate e dirigete tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni. Come voi avete promesso, siate il Rimedio contro i grandi flagelli del nostro tempo: l'orgoglio intellettuale e l'infedeltà. Per le Vostre Sofferenze, o Gesù, per la vostra Passione dal Getsemani al Calvario, per la Corona di spine che straziò la Vostra Fronte, per il Vostro Sangue Prezioso, per la Vostra Croce, per l'amore e il dolore della Vostra Madre, fate trionfare il Vostro Desiderio per la Gloria di Dio, la salvezza delle anime e la gioia del vostro Sacro Cuore. Amen.

 

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VANGELO DEL GIORNO, CON COMMENTO, IN LINGUA INGLESE. 

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L'Eucarestia, Corpo di Cristo

O Gesù, che ti fai alimento spirituale per noi nel Sacramento dell'Eucarestia, nutri le nostre anime e fa' che possiamo essere sempre migliori, giorno dopo giorno, nelle vie di Dio. Amen.

 

 

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe

San Giuseppe, mi consacro a te per essere per sempre tuo imitatore, tuo amabile figlio. Prendi possesso di me, fa’ del mio corpo e della mia anima ciò che faresti del tuo corpo e della tua anima, per la gloria di Gesù. Pure lui si è affidato a te così pienamente da lasciarsi portare là dove tu credevi opportuno, da stabilire te per suo padre e obbedirti come il più docile figlio. Sacro Cuore di Gesù, grazie di averci dato Giuseppe per padre e di averci donato tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Fa che ti restituisca amore per amore; te lo chiedo per intercessione e in nome di san Giuseppe. Amen.

 

BENEDIZIONE DI PADRE PIO

 

 
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Le dieci vergini

Post n°1726 pubblicato il 09 Agosto 2018 da francesconapoli_fn

Mt 25,1-13: (In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.").

Commento: (In questo brano del Vangelo Gesù racconta ai suoi discepoli la parabola delle dieci vergini. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. Gesù usa questa parabola per simboleggiare chi nella sua vita si era comportata secondo la volontà di Dio e chi no: di fatti l'olio rappresenta la fede, cioè la cosa che non permette alla lampada dell'anima di spegnersi. Alla fine del racconto si denota che chi si era arricchita della Parola di Dio riesce a sopperire alla mancanza dello sposo, cioè Gesù Cristo, perché si ritrova con abbastanza olio da poter aspettare il ritardo, ma chi non ha fatto tutto ciò, si ritrova esclusa dal banchetto nuziale preparato per loro. 

Siamo dunque chiamati a vegliare, perché non sappiamo né il giorno né l'ora quando il Signore vorrà chiamarci a sé e dobbiamo fare in modo di non trovarci impreparati alla sua venuta. Siamo di fatti chiamati al banchetto nuziale del regno dei cieli, che rappresenta l'amore e la gioia eterna, non come quella del mondo intrisa di tristezze e di lutti, ma un amore salvifico e una gioia piena, dove non v'è più lutto, né lamento, né pianto, perché le cose di prima saranno passate. Facciamo dunque in modo che si realizzi tutto ciò, incominciando già da adesso a comportarci da veri figli di Dio. Amen).


 
 
 

Ogni cristiano deve aspirare alla santificazione

Post n°1725 pubblicato il 31 Luglio 2018 da francesconapoli_fn

Cari lettori, il cristiano "ha l'obbligo di innalzarsi più in alto di tutti" -diceva San Giovanni Crisostomo-, "perché come una madre nutre il proprio figlio col proprio latte, così Cristo lo nutre con il suo Corpo e il suo Sangue". San Giovanni, dunque, vuol farci capire che ognuno deve aspirare alla propria santificazione al fine di ereditare la vita eterna. La Chiesa, al tal proposito, ci ha dato numerosi esempi proprio con i Santi, elevandoli a modelli da seguire, affinché ciascuno di noi, secondo le proprie capacità, possa mettere in pratica le sue buone virtù.

Una delle cose principali per aspirare la santificazione è accettare sempre la volontà di Dio, come ci dice anche San Paolo: "La volontà di Dio è la nostra santificazione". Quando l'anima è giunta a questo stato, cioè l'umiltà di spirito verso Dio, null'altro desidera che stare avvolto nel suo grande amore. Si è raggiunto, allora, il primo dei traguardi nella corsa verso la perfezione.

Agire nel quotidiano è indispensabile. Non dobbiamo rimandare a domani quello che possiamo fare oggi; veniamo giudicati sull'amore e sulle opere: dunque non si può vivere una vita libertina per poi cercare la salvezza nella vecchiaia quando non c'è più nulla da fare nella vita. I peccati appesantiscono il nostro spirito e non è una bella cosa per la nostra anima affrontare un purgatorio dopo la morte quando avremmo potuto fare di meglio nella nostra vita. Dobbiamo già lavorare, da questo momento, per la causa della nostra santificazione: solo così potremo entrare puri e senza macchia nel regno dei cieli.

Allora sia il nostro proposito quello di cambiare vita, abbandonare i vizi e le cattive abitudini, nutrendosi della preghiera e dei Sacramenti. Vinciamo la tentazione della timidezza nell'operare tutto questo, perché spesso si pensa che si venga derisi dagli altri. Invece andare in Chiesa e pregare è un grosso vanto per il cristiano, è il segno di una persona ritornata alla vera vita rispetto ad un altro che vive cose vane e passeggere. Dio dona l'eternità, il mondo sovente dona cose più che temporanee.


 
 
 

Preghiera alla Madonna del Perpetuo Soccorso

Post n°1724 pubblicato il 26 Luglio 2018 da francesconapoli_fn

Madonna del Perpetuo Soccorso

O Madre del Perpetuo Soccorso, molti sono coloro che prostrati dinanzi alla tua santa immagine, chiedono il tuo patrocinio. Tutti ti chiamano Il Soccorso dei Miseri e provano il beneficio della tua protezione. Perciò anch’io ricorro a Te in questa mia tribolazione. Tu vedi, o cara madre, a quanti pericoli sono esposto; Tu vedi i miei innumerevoli bisogni. Afflizione e bisogni mi opprimono; sventura e privazioni mi portano desolazione nella mia casa; sempre e dovunque trovo una croce da portare. O Madre, piena di misericordia, abbi pietà di me e della mia famiglia, ma in modo speciale aiutami adesso, in questa mia necessità. Liberami da ogni male; ma se è volontà di Dio che io continui a soffrire, dammi almeno la grazia di soffrire con pazienza ed amore. Questa grazia io ti domando con tanta fiducia e questo io spero di ottenere da Te perchè sei la Madre del Perpetuo Soccorso. Amen.

 
 
 

Avere fede grande

Post n°1723 pubblicato il 23 Luglio 2018 da francesconapoli_fn

 

Gesù e Bartimeo

MC 10,46-52: (In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico assieme ai suoi discepoli ed a molta folla, un cieco, il figlio di Timeo, Bartimeo, era lungo la strada a mendicare. Egli, al sentire che c'era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e disse: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". Gli altri che lo circondavano, lo sgridavano affinché tacesse, ma egli gridava più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!" Allora Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Allora gli altri dissero a Bartimeo: "Coraggio! Alzati, ti chiama!". Allora, gettato via il mantello, balzò in piedi ed andò verso Gesù. Ed il Signore gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". Il cieco rispose: "Maestro, che io riabbia la vista!". E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". e subito Bartimeo riacquistò la vista ed incominciò a seguire Gesù per la strada.

Commento: (In questo pezzo del Vangelo di Marco si racconta come Gesù guarisce un cieco, Bartimeo, che sedeva lungo la strada a mendicare. Questo brano evangelico può essere visto sotto due aspetti: il primo è che bisogna avere fede grande se si vuole ricevere un particolare beneficio dal Signore. Gesù non ci ascolta a suon di parole, ma la nostra richiesta deve essere accompagnata da una vita conforme alla sua volontà ed alla partecipazione ai sacramenti. La preghiera ci deve essere sempre, ma essa è solo uno dei tanti elementi che necessita la grazia.

Il secondo aspetto con cui può essere visto il brano evangelico, riguarda la cecità di Bartimeo. Essere cieco significa non vedere niente al di fuori di sè. Ma si può essere ciechi anche interiormente. Tale condizione significa non avere fede, non credere ad un essere soprannaturale che ci osserva dall'alto, non credere alla vita eterna e all'immortalità dell'anima. Tali persone che si trovano in questa condizione, sono da compatire in quanto non hanno conosciuto la verità salvifica. Gesù ha detto che chiunque crede, riceve la vita eterna. Allora che fine fanno quelli che non credono? E forse più grave la situazione di un cieco che andrà sicuramente in Paradiso, che uno che non ha fede e corre il pericolo di non risorgere?

Chiediamo allora allo Spirito Santo che doni occhi spirituali a coloro che non credono, li faccia rinascere a creature nuove, cosicché possano conoscere il Dio invisibile, pronto a mostrarsi nelle piccole cose a coloro che sperano in lui).

 
 
 

I due precetti più importanti

Post n°1721 pubblicato il 24 Marzo 2018 da francesconapoli_fn

 

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Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura del Movimento Apostolico: (Dio è carità. Se poi andiamo a cercare di definire con una sola parola cosa è esattamente la carità, è allora che ci perdiamo. Diciamo che la carità è la sostanza stessa di Dio, la sua divina essenza, la legge del suo esistere e del suo operare. Queste cose che diciamo sono tutte vere, però sono assai distanti dalla nostra comprensione immediata. Traducono il vero significato di carità, ma non in modo adeguato, istantaneo, corrispondente alla mentalità dell'uomo che ha sempre bisogno di un linguaggio concreto, immediato, di facile comprensione, di pronta applicazione. Se vogliamo tradurre concretamente la carità in un linguaggio accessibile a tutti vi è una sola parola che riesce ad esprimerla in modo insuperabile: la carità è dono. Dono di che cosa? Essa è dono di se stessi, di tutto se stessi. Dono della natura, dono della persona, dono dei suoi atti, doni dei suoi pensieri, dono delle sue realizzazioni, dono delle sue cose, dono di ogni suo frutto, dono dell'intera vita, dono del proprio sangue, dono ella propria carne, dono di ciò che l'uomo è nella sua essenza più piena. Dio ama donando tutto se stesso: nella sua onnipotenza, nella sua grazia, nella sua intelligenza, nella sua misericordia, nella sua bontà, nella sua verità, nella sua stessa essenza divina. Dio ama donando il Figlio suo Diletto e lo Spirito Santo e in loro e per loro donando tutta la sua vita. In questa logica del dono i Comandamenti sono ciò che mai ci dobbiamo prendere dagli altri, né da Dio né dai fratelli. Se lo facessimo, se spogliassimo gli altri di ciò che è loro, noi non ameremmo. Togliamo ciò che è loro. Compiamo un atto contrario all'amore. L'amore è donare e noi invece prendiamo ciò che non ci appartiene. Ci impossessiamo di ciò che non è nostro. Nelle Beatitudini invece diamo agli altri tutto ciò che è nostro. Lo diamo a Dio e ai fratelli, lo diamo a Dio perché ne faccia un dono ai nostri fratelli. Le Beatitudini sono la forma perfetta dell'amore perché in essi il dono è perfetto, totale, globale, senza alcuna riserva. È un dono in tutto simile a quello di Cristo Gesù, il quale si è lasciato spogliare anche delle sue vesti, perché il dono di sé fosse perfetto, completo, pieno. Con Gesù niente più dovrà essere donato. Lui ha dato veramente tutto al Padre per la conversione, la giustificazione l'elevazione spirituale e morale di tutti gli uomini. Possiamo così tradurre il duplice comandamento: "Darai tutto te stesso a Dio. Ti darai però con tutto il tuo cuore, con tutta la tu anima e con tutta la tua mente". Nulla che è tuo potrà dirsi tuo. Tutto ciò che è tuo è di Dio. È di Dio perché tu glielo hai donato. Non solo è di Dio, è anche del prossimo, perché con il tuo prossimo tu devi sempre vivere in unità, in comunione, in solidarietà, in simbiosi. Tutto ciò che è tuo non lo puoi tenere gelosamente per te. Ne devi fare dono ai tuoi fratelli più bisognosi di te. Li deve amare come tu ami te stesso, senza alcuna distinzione, o differenza, o distanza da prendere. È questa la Legge divina: donarsi interamente perché l'altro viva. Donarsi perché l'altro possa trovare pace, speranza, perdono, consolazione, misericordia, ogni vita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, insegnateci la legge della carità e dell'amore. Convincete i nostri cuori che amare è dare, è donarsi).

 
 
 
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INFO


Un blog di: francesconapoli_fn
Data di creazione: 01/06/2010
 

Gesù

Sacro Cuore di Gesù purificaci da ogni macchia di peccato e donaci salute e salvezza.

Amen.

 

San Michele

San Michele Arcangelo, donaci la forza per tenere lontano le insidie del maligno. Ricaccia negli inferi gli spiriti malvagi e custodisci con la tua potenza i figli di Dio. Amen.

 

 

Sant'Antonio

O Sant'Antonio, che hai preferito abbandonare la dottrina per vivere nella semplicità, sul tuo esempio, aiutaci a vivere come umili cristiani pieni di sante virtù, la cui grande ricchezza sta nell'essere con Cristo, Salvatore del mondo. Amen.

 

San Pio

O San Pio da Pietrelcina, intercedi per noi presso Gesù affinché ci siano concesse le grazie materiali e spirituali necessarie per ottenere la salvezza eterna di ognuno di noi, cosicché possiamo rendere gloria a Dio come Lui vuole, con cuore, anima e mente. Amen.

 

 

 

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