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Trascrizione Elaborazione 6

Post n°27 pubblicato il 22 Gennaio 2008 da ambrogiomusica
Foto di ambrogiomusica

Qualche nota su trascrizioni d’autore
Il compositore ha molte orecchie, la trascrizione non diventa più solo di un originale ma di un’idea. Igor Stravinsky, come Eric Satie o Kurt Weill, si è interessato alla musica non colta della sue epoca, nel suo Tango per gruppo strumentale, trascrizione di un originale per pianoforte, egli lavora all’idea stessa di tango.In Noces è interessante il percorso creativo che arriva ad una purezza di carattere strumentale coi quattro pianoforti, passando attraverso varie tappe.
Il Lamento dall’Arianna di Claudio Monteverdi esiste nella versione per voce e continuo, in madrigale a cinque voci –con un procedimento caro alla musica contemporanea e cioè il materiale viene proliferato, la parola “lasciatemi” viene ripetuta non solo in senso ascendente e il “morire” diventa più sottolineato- e nella versione a voce sola come travestimento spirituale nel mottetto Il pianto della Madonna.
Le Notations di Boulez, una serie di dodici brevi brani pianistici con influssi che vanno da Debussy a Messiaen a Stravinsky, sono state riprese e ampliate per orchestra. Non è una trascrizione, è l’idea che è stata trascritta, infatti anche le durate sono diverse.
Luciano Berio, quando riorchestra, quando trascrive, si propone di entrare dentro il processo per non avere nostalgia dello strumento originale. Nella versione per orchestra della Seconda sonata per clarinetto di Johannes Brahms, l’orchestra ha assimilato il discorso musicale e non evoca la presenza del pianoforte di cui non si sente la mancanza. A Berio interessa la trascrizione quando implica analisi della cosa che si trascrive: i Chemins sono analisi delle Sequenze da cui derivano, ogni lavoro musicale che si rispetti contiene un contenuto concettuale. Quando si ha a che fare con uno strumento solo forse il contenitore è un po’ stretto, mentre le ambizioni concettuali vanno oltre il contenitore. Quindi lo Chemin rende esplicito ciò che era implicito nella Sequenza.
Berio rende quindi chiara la polifonia nascosta, ma anche i processi armonici e i rapporti temporali: il gruppo strumentale anticipa quello che la Sequenza dirà in maniera esplicita, in queste trascrizioni il discorso diviene un processo più che un evento a sè, il rapporto tra il gruppo strumentale e il solista è molto stretto, organico. Bisogna creare una sintesi, arrivare al nucleo, all’ essenzialità delle cose.
In Rendering da Franz Schubert, oltre alla strumentazione dei frammenti schubertiani, Berio crea un tessuto connettivo negli spazi vuoti diverso da Schubert ma abitato in un certo senso da lui (oltre che nel 2°tempo da Mahler). Berio fa in modo che non ci sia equivoco nel suggerire una forma di stile classico, una simmetria che Schubert non seguiva avendo un’apertura incredibile, volendo rompere con le architetture di tipo beethoveniano che lui aveva ereditato.

nella foto un' opera di janequin

 
 
 
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