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Trascrizione Elaborazione 8

Post n°29 pubblicato il 25 Gennaio 2008 da ambrogiomusica
Foto di ambrogiomusica

Altre forme di trascrizione
Per noi la trascrizione rappresenta un felice incontro tra vicino e lontano, tra un presente che guarda al passato e un passato che arriva al presente. Per cui non ci occupiamo delle trascrizioni troppo libere, ma di quelle dove l’ autore ha lasciato un segno del suo pensiero. Interessante notare come il diverso connotato di questi temi sia risolto nell’elaborazione con risultati fonici a volta sorprendenti come le musiche trascritte per strumenti senza un grande repertorio. Bach traspose per liuto alcune Partite per violino che trovano antecedenti nelle intavolature rinascimentali. Escludendo poche importanti opere di riduzione pianistica come i Gurre Lieder di Arnold Schönberg trascritti da Alban Berg insieme ai suoi Altenberg Lieder, lo spartito canto e piano risulta un semplice adattamento a modi e semplificazioni della tavolozza orchestrale. Notevole invece quando si opera il contrario cioè si passa dal lied per canto e piano alla sua versione per orchestra come nel caso di Alban Berg, Luigi Dallapiccola, Goffredo Petrassi, Luciano Berio orchestratori di propri o altrui lavori.
La banda, non avendo per molto tempo un suo repertorio, anche perché non esisteva un repertorio sinfonico adattabile, ha tratto la sua forza dalla musica lirica. In ogni più remota piazza d’Italia si è potuta ascoltare la voce di Violetta suonata dal flicornino anziché cantata dal soprano del momento. Esistono ancora oggi le cosìdette bande da giro che tutte le sere suonavano fantasie liriche. Grazie ad Alessandro Vessella, direttore della banda di Roma, fu introdotto il repertorio sinfonico più tipico delle bande militari che di quelle da giro ossia civili. Vicine alla sonorità delle bande sono le orchestrazioni di Duke Ellington o quella della Rapsodia in blue di Gershwin ad opera di Ferd Grofé. Un velo pietoso si stenda sulle versioni leggere delle musiche classiche che ne stravolgono la durata e il ritmo originale. Ma chi l’ha detto che un pubblico non abituato al classico non possa sopportare più di tre minuti di musica se non accompagnata da una ritmica povera ed incessante? Qui non troviamo arte ma superficialità di chi confeziona il prodotto e problemi di cassetta.

 
 
 
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