Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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L' Impressionismo, la " Celebrazione dell' attimo fuggente"

Post n°35 pubblicato il 22 Novembre 2011 da nye.oldham

L' Impressionismo, che come movimento delle arti figurative si affermò nella seconda metà del XIX secolo, promuoveva la ricerca del vero e la sua rappresentazione per mezzo di "impressioni" sintetiche. L'appellativo di " impressionista" venne attribuito ad un dipinto di Monet  intitolato " Impression, soleil levant" del 1874. L' Impressionismo si sviluppò secondo schemi peculiari , senza la codificazione di  un " Manifesto" e senza teorie ma per aggregazione spontanea. Fu subito una tendenza molto diversa dai movimenti artistici del passato ed anche in seguito nessun altro movimento gli avrebbe somigliato. I suoi esponenti erano giovani artisti desiderosi di contrastare l'accademismo imperante ma per lo più provenienti essi stessi da quella borghesia imprenditoriale e aperta al progresso tecnico-scientifico ancorchè  di cultura modesta e conservatrice. L'insofferenza per la pittura ufficiale li portava a riunirsi periodicamente e ad emulare i loro convincimenti. E ogni venerdì, e talora anche tutti i giorni, il Cafè Guerbois al numero 11 della Grande Rue des Batignolles di Parigi  ospitava questi giovani artisti. Scriveva Monet , uno dei più celebri del movimento: " Niente poteva essere più interessante di quelle lunghissime riunioni e di quei contrasti di opinione....essi tenevano vivo il nostro spirito e ci davano una carica di entusiasmo che ci sosteneva per settimane finchè non davamo espressione alle idee maturate là". Ed il fine costante da perseguire era quello di ricercare e rappresentare l'impressione pura che ogni stimolo esterno suscita nell'artista. Abolizione, quindi, della prospettiva perchè ciò che è rappresentato nella realtà, invece, si estende oltre i limiti fisici del dipinto. Molto limitate sono le linee di contorno degli oggetti. Ma aspetto peculiare, del movimento, è la tecnica d'uso del colore. Scompaiono i contrasti accesi. Prevalgono le giustapposizioni dei colori puri, non miscelati preventivamente sulla tavolozza, e stesi con tocchi veloci e virgolati. Il nero ed il bianco, considerati "non colori" sono rigorosamente accantonati. Inoltre ogni oggetto, più o meno scuro, in relazione alla luce che riceve, muta continuamente il suo aspetto e l'artista deve riuscire a cogliere le differenti sensazioni e tradurle sulla tela. Per esempio Monet, dal 1899 fino agli ultimi istanti della sua vita, ritrasse centinaia di volte e a tutte le ore del giorno e con infinite sfumature di luci e colori le ninfee del su amatissimo e straordinario giardino di Giverny. La luce, quindi è l'elemento determinante per gli impressionisti che amano dipingere "en plain air". Vengono preferiti i boschetti di Parigi, le sue strade affollate, i panorami lungo la Senna e i locali pubblici come i Caffè, i Teatri ed i Cabaret ma non gli " ateliers". La realtà deve essere rappresentata nella sua costante evoluzione ed in tutta la sua variegata vitalità. L'acqua, che è sempre in movimento e riflette la luce con infinite sfumature e tonalità cromatiche , è uno dei temi preferiti dagli impressionisti che hanno beneficiato e tratto insegnamento dalle scoperte e dagli studi  della scienza e della tecnica. Inoltre,  i colori ad olio facili da trasportare hanno favorito la pratica della pittura " en plain air". Per gli Impressionisti conta la tecnica e la personalissima emozione di un autore più che il soggetto stesso: il come più che il che cosa viene rappresentato. L' Impressionismo è la  celebrazione "dell'attimo fuggente" che istante dopo istante realizza il divenire stesso dell'esistenza. 

 
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