Gli artisti decadenti espressero la "crisi" del rapporto Arte-Vita con un acceso "estetismo" dove la stessa esistenza doveva essere condotta e costruita come un'opera d'arte: perseguendo, quindi, i canoni estetici della bellezza, della diversità, della rarità. A questi elementi ideali potevano essere subordinati perfino i valori morali per cui era consentito a un artista compiere scelte eccezzionali o anche scandalose. Espressione eloquente di questi sentimenti ecclettici fu Andrea Sperelli, il protagonista del romanzo dannunziano " Il Piacere". E riscontri europei a questo modello di protagonismo e autoreferenzialità vennero da " Il ritratto di Dorian Gray" ( 1891) di Oscar Wilde ( 1854-1900) e dal romanzo " A Rebours"("A ritroso" o " Controcorrente") dello scrittore francese Joris-Karl Huysmans (1848-1907) già cultore del naturalismo. In queste opere edonismo estenuante, raffinatezza e ricerca esasperata dell'eccezzionalità e dell'ecclettismo denunciavano il costante rifiuto della mediocrità e della routine. Questo elemento di crisi del rapporto Arte-Vita fu legato al significato di avventura individuale. La difficoltà di comunicare con la parola, che sembrava aver perduto il suo valore semantico compromettendo la figura dell'intellettuale poeta scrittore e vate, custode e depositario di cognizioni utili all'umanità, aveva messo in crisi l'utilità stessa e l'autorevolezza della funzione del letterato. Cosicchè la poetica europea, pur nelle sue molteplici frange e diversificate interpretazioni con il Simbolismo approdò alla conclusione che il mondo e le sensazioni di ogni scrittore potevano essere rese con il " Simbolo" e l'"Analogia". Perchè se la realtà, alla stregua di un cifrario simbolico, attraverso la parola non poteva essere espressa adeguatamente dal poeta era pur vero che anche ogni altro tipo di messaggio doveva essere universalmente riconosciuto e accettato perchè era comunque un " documento umano". E, in quanto tale, presupponeva un autore-emittente, un codice espressivo e un destinatario-ricevente in attesa e fiducioso nell'arte e ansioso di prendervi parte. Il Simbolismo francese anche se fu codificato nel 1886 con il " Manifesto" del Simbolismo di Jean Moreas ebbe come più acceso sostenitore Charles Baudelaire (1821-1867) il grande poeta de " I fiori del male" e ideatore dei temi principali del Simbolismo, che si diffuse in tutta Europa con aspetti e forme diversificate ma univoche nell'anticonformismo e nel sostenere l'individualità della espressione lirica, proposti in " Corrispondenze" già fondamentale " Manifesto" di poetica decadente. Ci fu affinità con l'ideale baudelairiano e la poetica pascoliana del " fanciullino". Dove Pascoli, poeta-interprete, esprimeva la gioia di possedere il dono dell'intuizione poetica e di essere il depositario di segrete rivelazioni quelle riservate a chi ha il privilegio del dono della poesia. Ma più ancora si dava valore al concetto di " poesia pura" e alla capacità di saper leggere i misteriosi legami tra suoni, colori, profumi e le sensazioni tutte. In queste proposte estetiche si sarebbero trovate a convergere anche molte e disparate intelligenze poetiche del Novecento come i Crepuscolari, i Futuristi, Ungaretti, gli Ermetici e altri autori ancora e naturalmente Pascoli e D'Annunzio.