Venezia, città meravigliosa e vanto indiscusso della nazione. Con la sua storia ha attraversato i secoli e continuerà a parlare alle generazioni future e a suscitare forti emozioni. Sorge su 118 piccole isole: un arcipelago della Laguna Veneta posto a circa cinquanta chilometri dalla foce del Po. Le isole distano dalla terra ferma quattro chilometri e sono separate da 160 canali attraversati da circa 400 ponti. I canali maggiori sono il Canal Grande, il Canale di San Marco e il Canale della Giudecca. Il Ponte dei Sospiri e il Ponte di Rialto, i più conosciuti al mondo, con le altre bellezze artistiche ricordano incessantemente la particolarità della città che deriva soprattutto dalla grandiosa e rarissima sintesi tra arte e natura. L'originalità e la sublime suggestione della Serenissima nascono proprio dal suo ambiente cui sono state adattate le costruzioni con enorme dispendio di risorse e di energie. La natura del terreno è molto varia. Quelle piccole isole affioranti dall'acqua e che tanto hanno impegnato le maestranze di mille e più anni fa hanno uno spessore irregolare e composto negli strati superiori da materiali di riporto ossia detriti e sedimenti depositati con le maree delle acque lagunari. Per sopportare il peso degli edifici, i primi costruttori, effettuarono ingenti opere di consolidamento attraverso l'infissione nei terreni di decine e decine di migliaia di pali di legno di rovere, di larice e di ontano e ciascuno della lunghezza di circa quattro metri. E se i numerosi disboscamenti fossero stati accompagnati da un opportuno e subitaneo rimboschimento, la città sarebbe cresciuta ancora in estensione. Comunque le fondamenta tanto delle opere civili che degli edifici sacri costituirono lo sforzo maggiore. Ci vollero anni per fare di ogni isola una solida piattaforma capace, a un tempo, di contrastare l'azione del moto ondoso delle acque e di sostenere il peso delle imponenti costruzioni che sopra sarebbero state edificate. E proprio il contesto naturale del sito favorì la floridezza della città assicurandone, soprattutto, l'autodifesa. Ma il benessere e le ricchezze delle popolazioni lagunari venivano, anche, da molto più lontano e in primis dalla capacità di adattamento, dalla operosità e dalla particolare intelligenza che avrebbero consentito alla città di divenire, nel periodo di maggior splendore, un centro di eccellenza culturale.