Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Popoli e mestieri, " Le vie del sale"

Post n°53 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da nye.oldham

Gli scrittori romani avevano coniato il detto  che " nulla è più utile del sole e del sale". Nel Medioevo, e più ancora nell'Alto Medioevo, questa dicitura divenne più conosciuta e realistica dal momento che il sale, che era un prodotto naturale, non producibile o coltivabile era tanto necessario quanto difficile da reperire. Così le popolazioni che vivevano in prossimità di giacimenti di salgemma o di saline  marine svilupparono con le tecniche di raccolta un vero e proprio monopolio. Mentre i centri di consumo, in pratica tutti gli insediamenti umani data l'utilità del sale, organizzarono una distribuzione capillare del prodotto. Numerosi e proficui circuiti commerciali rimasero attivi in ogni tempo e anzi si intensificarono progressivamente e garantirono l'approvvigionamento del sale. Si formarono delle vere e proprie "vie del sale" lungo le quali fiorirono ridenti centri urbani. Nella Valle Padana, fin dall'ultima età imperiale, vi fu una intensa attività commerciale legata allo sfruttamento delle saline che crebbe costantemente. Cassiodoro ( 490-583) senatore romano e ministro di Teodorico ( 493-526), re degli Ostrogoti, in una lettera riguardo le occupazioni degli abitanti della laguna veneta scriveva: "...questa strana gente che non ara, non semina, non vendemmia" ma ottiene dal commercio del sale, soprattutto, la gran parte delle proprie entrate " e per gli abitanti della laguna il sale era una vera e propria moneta, poichè se ne servivano come mezzo di scambio con le altre popolazioni e "non esiste al mondo chi non abbia bisogno di sale". Per di più sulle vie d'acqua collegate al Po vennero fissate dogane, balzelli e compagnie di uomini armati o milites, prevalentemente veneziani, che preposti alla sicurezza dei convogli di sale e delle altre merci, egemonizzarono fra il IX ed il X secolo la Valle Padana con la loro supremazia commerciale. Già una disposizione del 715 di Liutprando, re dei Longobardi, regolava la navigazione dei mercanti nel bacino del Po e stabiliva le tariffe da pagare.

 
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