Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Dal '400 fioriscono le Accademie europee

Post n°96 pubblicato il 29 Maggio 2012 da nye.oldham

Fra le Accademie del '400 e quelle del '500 vi fu una chiara differenza. Le prime si posero, per lo più, come centri di perpetuazione dellla cultura tradizionale. Esse tutelarono la eredità classica e si rinnovarono solo nella misura di sostenere una crescita moderna degli intellettuali secondo la pratica del dibattito. Le Accademie del Cinquecento trascurarono, in certa misura, le speculazioni filosofiche e si diffusero su tutto il territorio italico. Predilessero la sperimentazione linguistica e letteraria. Inoltre, nell'età della Controriforma, furono veri e propri focolai di una cultura più moderna e vivificante. Molte di queste realtà, comunque, venivano da più lontano. Nel Quattrocento infatti le Accademie, seppure emuli e profondamente devote al sapere antico, avevano già risposto ad istanze ed esigenze innovative legate al crescente bisogno del " commercium sermonis", del confronto e dello scambio di idee: il fine ultimo era sempre quello di incrementare e sviluppare la conoscenza. E nonostante il mecenatismo, spesso impedente e limitativo, molte Accademie persero quell'esclusivo " Target" filosofico e, favorite da un maggiore tenore di libertà, acquisirono un autonomo distacco dalle Università dove prevalevano interessi filosofici conservatori soggetti al controllo ecclesiastico e in ossequio alle dottrine tomistiche e scolastiche. Buona parte di questi centri di cultura adottò, fino al medio Cinquecento, addirittura nomi bizzarri, burleschi e perfino fintamente autoaccusatori. Maturò la consuetudine di esibire e ostentare la scioltezza e la disinvoltura che si respirava in queste associazioni amicali e conviviali. E ci fu l'Accademia degli Umidi, dei Rozzi, degli Intronati e perfino degli Incatenati. E se le dissertazioni erudite si sviluppavano in un'atmosfera più libera e serena tuttavia la organizzazione interna, dotata di rigide norme, di insegne e di magistrature proprie, rispondeva a modelli comportamentali che l'epoca stessa imponeva. Perchè l'intento di evasione era comunque segnato dalla nobiltà e dall'alto livello di cultura che ogni Accademia si sforzava tenacemente di perseguire. Nacquero molti di questi consessi. Ebbero fortune alterne. Crebbero tanto nelle grandi città che nei piccoli paesi. Spesso vi affluivano dilettanti che intendevano l'attività accademica alla stregua di un puro svago: scevro, quindi, da ogni competenza filologica, letteraria o di abilità critica. Ma la vacuità e la banale leggerezza di alcune associazioni, che per gli storici era imputabile alla frammentazione politica della penisola italiana, non impedì che si affermassero importanti istituzioni come l'Accademia della Crusca capaci di eguagliare l'eccellenza delle Accademie nazionali degli altri stati europei. l'Accademia della Crusca fu istituita nel 1582 dai cinque studiosi fiorentini più anziani che rivendicarono l'autonomia della Accademia dal controllo dei governanti. Quando Salviati si unì ai " Crusconi", Deti, Grazzini, Zanchini, Canigiani e de' Rossi, la fondazione assunse il titolo definitivo di Accademia della Crusca. Il centro si organizzò, col beneplacido ducale, dandosi le sue prime leggi che poi sarebbero state aggiornate costantemente. Stabilì le gerarchie dei suoi amministratori a capo dei quali era preposto un Arciconsolo. Regolò le proprie attività con ambiziosi programmi. Il più impegnativo dei quali fu la codificazione e la stesura del vocabolario della lingua italiana che vide la luce  nel 1612 nella città di  Venezia e contemplava un lessico tratto principalmente dai testi del Trecento e Quattrocento fiorentino che per secoli sarebbe stato il modello della riserva lessicale della lingua italiana. Questo esempio fu seguito dall' Academie Francaise (1694), dalla Fruchtbringende Gesellschaft di Weimar (1617) e da Samuel Johnson col Dictionary of the English Language (1747-1753). Nel 1657 alcuni discepoli di Galilei fondarono l'Accademia del Cimento a Firenze. Cimento significa " prova", " esperimento". Perciò la fondazione si ispirava al metodo codificato da Galilei. Il centro,  che si trovò ad operare in un clima avverso alla libera ricerca, diede frutti copiosi per  circa un decennio. Poi venne chiuso a causa della eccessiva disapprovazione espressa dai teologi. Nel 1662 nasceva a Londra la Società Reale. Fu promossa da una libera associazione di scienziati e costituì la più importante Accademia scientifica del tempo. La Società Reale, presieduta da Newton dal 1703 al 1727, lavorò per favorire lo scambio di idee fra i ricercatori e gli studiosi che liberamente vi aderivano. La sua attività promosse ampliamente il progresso delle scienze e in questo sostituì il compito delle università che si erano arrestate sulla conservazione e sulla sterile rielaborazione della cultura tradizionale. Nacquero anche prestigiose e numerose Accademie a Berlino, Vienna e Pietroburgo. A Parigi, poi, nel 1666 venne istituita un'altra eccellente Accademia delle Scienze che il Re Luigi XIV e, dal 1669, il suo primo ministro Jean-Baptiste Colbert volevano indurre a operare soprattutto per la ricerca finalizzata al potenziamento militare, industriale ed economico del paese. E per quanto il sovrano avesse imposto un rigoroso, serrato controllo alla produzione culturale e agli organi di informazione, talchè le stamperie in pochi anni dimezzarono la propria attività, la fioritura di Accademie di Arti Maggiori, di Musica e di Scienze contribuì a fare della Francia del " Grande Secolo" un modello per tutta l'Europa. 

 
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