Nel XVIII secolo l'Europa fu teatro di grandi novità culturali. E fu l'Inghilterra, il paese più ricco e avanzato del tempo, la piattaforma di lancio delle nuove tendenze. Il successo e l'affermazione del romanzo, sancito dal grande consenso del pubblico, portò a un maggiore benessere di autori ed editori. E se cresceva sensibilmente l'alfabetizzazione e con essa il numero dei lettori delle classi medie per contro il prezzo dei libri era ancora proibitivo. I problemi del " caro-prezzo" furono affrontati con l'allestimento di biblioteche circolanti che concedevano libri in prestito in cambio di modeste quote di iscrizione. Dame dell'alta società e della ricca borghesia organizzarono i " Bluestocking". Si trattava di centri preposti alla lettura e al commento di opere. Secondo alcune statistiche di fine secolo i fruitori abituali di libri e testi di attualità non raggiungevano le 100000 unità. E tuttavia tale entità era di gran lunga superiore al numero di lettori del secolo precedente: quando, in genere nel Vecchio Continente, la cultura era monopolio esclusivo di aristocratici e ricchi intellettuali. Dal 1740 al 1780 le stamperie triplicarono annualmente i loro prodotti. Fra giornali, opere di narrativa e letteratura di propaganda crebbe il giro di affari degli editori tanto da consentire un certo benessere e insoliti guadagni anche agli autori. Gli scrittori poterono emanciparsi, in certa misura, da quel mecenatismo che chiedeva in contropartita pamphlet e condiscendenti scritti di lode e propaganda. In alcuni casi gli introiti realizzati con la propria attività di scrittore consentivano una vita molto agiata. Per esempio, solo qualche decennio dopo, Edgar Allan Poe (1809-1849) con i proventi delle traduzioni omeriche e dei suoi scritti potè arricchirsi e acquistare una sontuosa villa a Twickenham. Ma fra gli scrittori di profesione non mancarono esempi di degrado. Comparvero a Londra, in Grub Street il luogo dove solitamente risiedevano intellettuali e aspiranti scrittori in ascesa, gruppi di autori detti anche "poetastri" che si distinguevano dai poeti " augustei" o " aurei" per il loro dilettantismo e la loro mediocre preparazione erudita e intellettuale. Anche in Francia ci fu un sensibile sviluppo dell'editoria seppure permaneva una certa percentuale di analfabetismo e la cultura dominante perpetuava la convinzione di non considerare il prodotto intellettuale suscettibile di profitto materiale. Per cui il letterato si trovava a dover reperire altrove le fonti di sostegno. Un efficace segno di cambiamento utile all'alto valore della cultura venne dalla " Enciclopedia" e dalla elegantissima Parigi quando, come i vicini centri anglosassoni , presero ad istituire sottoscrizioni per le pubblicazioni e i gabinetti pubblici di lettura.