Il romanzo con tutte le sue molteplici varianti storiche è stato definito da Bachtin(1895-1975) un sistema narrativo plurale perché convoglia una molteplicità di piani di discorso e di vari emittenti. Infatti il tessuto narrativo di un romanzo è dato dalle voci dell'autore e da quelle degli stessi personaggi. Se è problematico rilevare la specificità del genere romanzo risulta poi agevole attribuirgli codici stilistici e modelli di riferimento quando se ne identifica la materia, la forma comunicativa e lo specifico ideologico. Più semplicemente, obbedendo ad una prospettiva moderna e non tenendo conto dell'evoluzione del romanzo nel tempo e rilevando prevalentemente la materia , oggi si può parlare di romanzo d'avventura, romanzo storico, romanzo d'appendice, romanzo poliziesco, romanzo epistolare, romanzo rosa, romanzo psicologico, romanzo di formazione, romanzo gotico, romanzo ciclico, romanzo giallo, romanzo nero, romanzo fiume, romanzo filosofico, romanzo educativo, romanzo sceneggiato. I generi, considerati veri e propri codici istituzionali del discorso letterario, sono " i luoghi dove un'opera entra in una complessa rete di relazioni con altre opere" (Maria Corti,1915-2002). E, ancora, sono i luoghi dell'interstualità dinamica del sistema della letteratura. I generi letterari, che hanno vissuto nel tempo una continua moltiplicazione di modelli e sono evidentemente suscettibili di multiformi evoluzioni, hanno trovato un importante momento di differenziazione proprio nella affermazione di due filoni o tradizioni narrative. Il filone del "romance" che proviene dal romanzo cavalleresco con un eroe protagonista di vicende eccezionali e avventurose. E se ne possono riconoscere illustri antenati nell'Odissea e nell'Iliade di Omero(IX secolo a.C.) e nelle opere degli aedi o cantori epici dell'antica Grecia. Il secondo, il filone del "novel", è concentrato sulla esistenza e i conflitti dell'individuo comune. Il romanzo avrebbe poi avuto un deciso sviluppo nel Seicento dopo aver superato le tendenze incerte e ancora confuse di un orizzonte dove andavano assimilandosi le forme letterarie in via di estinzione, come il poema epico, con i nuovi caratteri del romanzo. Così, sarebbe stata quella che gli autori seicenteschi chiamavano "istoria" a designare poco a poco i confini del romanzo. Il XVIII ed il XIX secolo ne avrebbero delimitato il percorso con una grande quantità di opere narrative in prosa. E' uopo ribadire e incrementare con altre notizie, confortate dal sostegno di eminenti studiosi, le peculiarità del "romance" e del "novel". Il romance è una favola eroica che tratta di persone e cose favolose. Il novel è una rappresentazione di vita e di costumi reali sovente contemporanei allo scrittore. Il romance trascura la vorosimiglianza per una rappresentazione idealizzata della realtà. Secondo Hawthorne(1804-1864) gli scrittori che intendono operare con una certa libertà scelgono il romance. Per alcuni studiosi, poi, un chiaro esempio di romance è dato dal romanzo cavalleresco medievale espressione degli ideali della piccola nobiltà. Il romanzo cavalleresco si differenzia dai poemi dei paladini di Carlo Magno perché diverse sono le connotazioni storiche e ideali. Questi due generi hanno acquisito una lenta omologazione nel tempo fino alla nascita di un nuovo modello cavalleresco con i poemi di Boiardo(1441-1494) e Ariosto(1474-1533). Ariosto contemplava il passato epico in modo critico, ironico e, secondo la mentalità cinquecentesca, con una relativa bonomia. Con la Gerusalemme Liberata di Tasso(1544-1595)si giunse ad una "riforma" che permettesse di conciliare "la verità storica con la licenza di fingere". Ma volendo individuare gli antenati più indicativi e prossimi del romanzo tipicamente italiano l'attenzione cade sulla letteratura di Boccaccio(1313-1375). E allora si possono scorgere, fra le sue opere, i prodromi dei moderni romanzi d'avventura o del romanzo di costume, del romanzo d'introspezione o della favola pastorale. Boccaccio attinse alla tradizione carnevalesca così come fece anche il genere romanzesco. Avvenne poi che per cento anni avrebbero prevalso le dissertazioni intellettuali ora a favore degli stilemi petrarcheschi ora in difesa della lingua di Boccaccio. E poi le infinite e acutissime osservazioni dettate dall'amore profondo per Aristotele. Quindi , il desiderio del nuovo, la codificazione linguistica prevalsero anche sui rigidi dogmi aristotelici aprendo il varco alla sperimentazione letteraria, a una feconda inventiva e ad una inusitata creatività. E ci furono le felici contaminazioni di fine Cinquecento quando approdarono sul suolo italico, provenienti dalla Francia, "Gargantua e Pantagruel" di Rabelais(1494-1553) e dalla Spagna il DonChisciotte di Cervantes(1547-1616). Nel Seicento una diffusa e intensa sperimentazione di generi e di ricerca linguistica inondò il mercato editoriale con una gran mole di opere. Si affermò il gusto della libertà di raccontare e con essa una straripante consuetudine di stili, di generi e argomenti. Ebbe successo e si consolidò la moda di chiamare " istoria", designata in seguito come romanzo, le novelle e i racconti. Dopo il " Grande secolo" il Settecento avrebbe configurato ampi scenari e generose atmosfere capaci di accogliere il percorso di un romanzo moderno e contemporaneo.