Nel Settecento tutta l'Europa fu teatro della profonda trasformazione del romanzo che intraprese con forza la strada della modernità. Laddove l'interesse per la realtà quotidiana, di matrice borghese,prevalse sulla smisurata devozione ai valori trascendentali d'ordine religioso facendo spazio a un'etica immanente, certo, eppur sempre e ancor più esperita nella giustiza. Perché le classi mercantili e imprenditoriali auspicavano una società più libera e flessibile. Il romanzo, che aveva radici lontane e che era sfuggito alla codificazione della retorica classica, non aveva però maturato una sua decisa e definitiva linearità. Eccezionalmente mutevoli e dinamiche erano le sue forme e la sua materia. Ed anzi, il romanzo, si era appropriato anche del genere epico di quello satirico e poetico. Aveva altresì coltivato la capacità di far proprie altre forme di discorso letterario come quello politico, scientifico, filosofico e via via, sempre in sintonia con i tempi, riusciva a utilizzare rinnovate e inedite modalità di narrazione rivelando una affascinante creatività. Il termine " romanzo" deriva da " Romanz" ossia "lingua in volgare". E fino all'VIII secolo indicava le lingue volgari europee come il francese, l'italiano, lo spagnolo che bene e meglio di altri idiomi si prestavano alle traduzioni per la loro policromatica espressività popolare e una progressiva contaminazione con il latino, lingua ufficiale della cultura. "Romanzier" significò, poi, dal XV secolo raccontare in lingua francese. E il successo degli autori fu sancito dal consenso popolare con il suo alto gradimento per le narrazioni contaminate con elementi autobiografici, contemporanei e derivanti dalla letteratura latina. Fin dal XII secolo, inoltre, si erano affermati in Francia romanzi cavallereschi. Perché anche le tematiche avventurose e fantastiche entrarono, con pieno diritto, a far parte della scrittura romanzesca. Un modo, questo, che costituì il caposaldo attorno al quale attecchirono anche altre molteplici varianti come gli scritti utopici, pastorali , storici o picareschi. In questa polisemia di stili di forme e argomenti va individuata la vicinanza più palese al romanzo moderno: in questa sua versatile e vulcanica funzione di ovviare ad ogni rigida norma. Il romanzo, dunque non è un genere definito. O lo è nella misura in cui riesce a celebrare l'uomo e il mondo. E certo fascino e longevità gli derivano proprio da questa sua ricca e poliedrica espressività e dal suo peculiare carattere di abbracciare tutti gli aspetti dell'essere.