Con la seconda guerra mondiale la crescita architettonica delle città europee, e non solo, aveva subito un arresto completo. Con esso anche tutto il comparto produttivo legato all'edilizia si era trovato ad intervenire, quasi esclusivamente, su opere di carattere militare come i grandi sistemi di fortificazione. Dopo il conflitto la ricostruzione fu un lavoro immenso e, a volte, compromesso dalla inevitabile crisi economica e dalla mancanza di mezzi. Dal 1950 le sinergie messe in campo dai relativi settori edili, preposti quindi alla rinascita delle città, scelsero nella maggior parte dei casi una pianificazione urbanistica che si rifacesse ai vecchi metodi razionalisti. Per esempio, l'estro creativo-innovativo di un architetto come Le Corbusier (1887-1965) venne accolto o condiviso solo in parte. Le Corbusier trovò più proficuo seguito nel subcontinente indiano.Qui, dopo l'indipendenza dall'Inghilterra, si stavano insinuando alcune tendenze dell'architettura contemporanea di più gran respiro internazionale. E Le Corbusier e Louis Kahn posero le basi per una rinnovata pianificazione urbanistica rispondente alle necessità degli insediamenti antropici di quelle località. Il primo ideò la nuova città di Chandigarah. Louis Kahn intervenne sul Campidoglio di Dacca, già capitale del Bangladesh. Le Corbusier propendeva per una città strutturata "in unites d'abitations" raccolta attorno ad un nucleo centrale.E in effetti, ovunque, uno dei problemi da risolvere negli Stati Uniti come in Europa, in Asia o in Australia, era dato dall'urgenza di recuperare edifici e sovente interi quartieri disastrati. Era altresì necessario procedere ad una attività di ricostruzione armoniosa e, più ancora, funzionale alle necessità e ai bisogni di una società ormai cambiata e in continua evoluzione. Questa, certo, l'istanza primaria delle aree occidentali del Pianeta dove l'impatto con la II Guerra Mondiale aveva messo in sofferenza un tessuto sociale, comunque, già molto progredito e detentore di un apparato e una realtà grandemente industrializzata cresciuta fra le due grandi guerre. In Olanda, In Germania e in Inghilterra prevalsero le teorie dell'architettura razionalista. Le eccezioni, attente alle nuove necessità demografiche arrivarono, fra gli altri, da James Stirling in Inghilterra, da Alvar Aalto in Finlandia. In Italia, poi, si faceva strada l'attività di grandi urbanisti e architetti come Ignazio Gardella per la realizzazione di alcuni settori del complesso Olivetti a Ivrea(1953-1959); di quello residenziale a Punta Ala(1962-1965) o dello stabilimento IBM a Vimercate. Pier Luigi Nervi(1891-1979)portava a compimento opere a Torino e Roma con la collaborazione di Vitellozzi e Piacentini con i quali condivideva l'interesse, cura e attenzione per le forme i volumi e la funzionalità degli edifici. Per gli spazi commerciali Franco Albini realizzò il palazzo della Rinascente a Roma in collaborazione con Franca Helg. Giò Ponti lavorò con Pier Luigi Nervi al grattacielo Pirelli di Milano. E poi, ancora, si dovettero approntare strutture pubbliche come la Metropolitana di Milano, la Stazione centrale di Napoli, ospedali e palazzi per uffici pubblici e privati. La cultura architettonica e urbanistica italiana, pur sensibile e in linea con le posizioni innovative europee, si trovò a dover conciliare l'opportunità di adottare tecnologie e materiali moderni tanto con le risorse disponibili che con la prevalente volontà di recuperare anche valori e patrimoni storici nazionali come gli stili rinascimentali o d'età barocca. Accadeva che l'elaborazione architettonica contemporanea trovava nuovi stimoli nelle culture dei Paesi del Terzo Mondo dove "i problemi d'ordine sociale non mostravano la stessa levatura e la medesima impellenza che negli Stati Uniti o in Europa".I primi in ritardo, e piuttosto massicciamente, dovevano intervenire sulla costruzione di intere città da arricchire di alloggi popolari a costi contenuti e contigui alle vaste aree rurali da mettere a coltura. E se in Australia un genio dell'architettura contemporanea come Jorn Utzon(1918-2008) progettava l'Opera House(1957-1971) comprensiva di un teatro e sale per concerti divenuta un'icona di modernità e dello stesso Continente australiano; sarebbe stato vieppiù il Giappone l'artefice di una rivoluzione autentica. I popoli del Sol Levante fecero prorpie le filosofie di architetti come Le Corbusier e Nervi. E con una sintesi formale hanno dato luogo a modelli architettonici di rinnovata suggestione e creatività. Kenzo Tange ne offriva significativi esempi con il Municipio di Tokio(1957)e di Kurasaki(1960). Lo sviluppo architettonico del XX secolo ha posto e rinnovato ancora l'eterno quesito di quali debbano essere le capacità effettive di soddisfare i bisogni del genere umano da parte di discipline come l'architettura e delle altre arti maggiori. E l'impegno e i tentativi profusi fino ad ora dimostrano che tanto l'architettura, l'urbanistica e l'ingegneria possono dare forma e esistenza di qualità anche e più ancora alle società del futuro.