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storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Nuove suggestioni nella scultura del XX secolo

Post n°108 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da nye.oldham

La scultura, la più plastica delle arti, si è evoluta in duemila anni di storia con percorsi alterni fino a divenire ardita al punto di allontanarsi progressivamente dal modello di riferimento per obbedire alla personalità dell'artista e al significato del messaggio particolare ed esclusivo di cui ogni opera, al fine, è portatrice. Finito il tempo dell'arte propiziatoria, solo di argomento sacro, propagandistico o descrittivo lo scultore ha sentito di dover dare libero ascolto al proprio estro creativo. E dopo gli ammonimenti che, comunque,  nelle epoche precedenti venivano rivolti all'eccessivo naturalismo o alla ripetitività sterile o fine a se stessa si giunse a quella " dissoluzione della forma" che avrebbe rivoluzionato la scultura contemporanea diventando insieme espressione di un'epoca e della peculiarità stessa, del talento di ciuscun autore. Cubisti, espressionisti, futuristi, costruttivisti diedero luogo a quel processo di progressiva indipendenza dal modello che raggiunse il culmine nei decenni fra le due guerre del Novecento i cui prodromi già prima del 1914 avevano offerto significativi esempi. Henri Matisse (1869-1954)aveva ossequiato i valori spaziali proponendo figure elementari ridotte all'essenziale. Ma il suo era soprattutto amore per l'arcaico ed il primitivo. Con "Le due negre" del 1908 diede inizio alle sue collezioni d'arte africana e dell'Oceania. Influenzò le avanguardie dei primi decenni del XX secolo segnando con decisione il processo evolutivo della scultura figurativa del suo tempo.Sovente, con insospettabile abilità, proprio dai pittori è venuta una grande spinta all'emancipazione  e al rinnovamento della scultura. La cui evoluzione, nel ventesimo secolo, ha beneficiato tanto dello studio e della ricerca di scultori di professione che di pittori, per così dire, prestati alle discipline scultoree e che hanno tradotto anche  nel "tridimenzionale" la loro vocazione al cambiamento e allo sperimentalismo. Già nel 1871 ci furono gli "Emigranti" di Daumier. Degas(1834-1917)nelle sue vivacissime cere proponeva soggetti colti dal vivo e nella spontaneità dei movimenti. Paul Gauguin(1848-1903)lavorava legni esotici e bretoni. La Fresnaye sbozzava e modellava con l'accetta le sue sculture. Modigliani(1884-1920) proponeva le sue teste allungate e Mirò(1893-1983) collezionava idoli barocchi. Boccioni(1882-1916), acuto e profondo nella sua "teoria della compenetrazione dei piani" e nella sua nozione di forma-forza, osò dare corposa sostanza   al movimento nello spazio: e si era in pieno Futurismo. E, ancora, ci furono le teste di cavallo di  George Braque; le sculture-ritmi di Magnelli; i "Girasoli" in ceramica policroma di Leger; i "Concetti spaziali" di Lucio Fontana. Nel 1909 Picasso proponeva la " Testa di donna" e avrebbe continuato la sua attività di scultore lavorando, nei decenni successivi, a ben 700 lavori scultorei. La scultura che, ormai da secoli, non era più "la parente povera" della pittura riconfermava il suo primato fra le arti maggiori e la sua funzione di attività di interpretazione e a un tempo di comunicazione e interazione, del genere umano, con la realtà.  

 
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