Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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L'arte nella Grecia antica, la pittura

Post n°125 pubblicato il 25 Maggio 2014 da nye.oldham

Dopo la pittura cretese e quella micenea antica, in generale la storia della pittura antica attraversa una parentesi più o meno oscura per la perdita della quasi totalità dei reperti pittorici originali di quella lontana epoca. In seguito la pittura, come la scultura, espressione propria e diretta dello spirito peculiare del popolo greco antico vivrà, nelle generazioni future divenute multiculturali,attraverso i rifacimenti e i modelli ispirati o derivati dal gusto e dalle tecniche dell'arte greca stessa. E se dall'antichità parte delle pitture sepolcrali egizie ed etrusche e le pitture murali delle case pompeiane,già contaminate queste ultime da stili e contenuti greci diffusi e veicolati dalle ceramiche greche istoriate e dipinte,ancora oggi sopravvivono,invece e soprattutto l'Età Classica,o Età Aurea della Grecia antica(450a.C.-327a.C.ca)o Età di Pericle(461-329a.C.)non ha referenti pittorici autentici che possano confortarne una narrazione puntuale e dettagliata.La ricostruzione è difficile tranne che per le ceramiche giunte in gran numero fino a noi e su cui venivano riportati spesso fino dalle origini e talora molto fedelmente e con raffinata perizia sia con decorazioni dipinte che con disegni quei soggetti che le mode,il gusto e la tecnica imperante,di volta in volta,imponevano di realizzare con la pittura maggiore(affreschi,tavole,tele).Dunque la pittura maggiore venne praticata con grande bravura,e le ceramiche ne sono la prova.Le fonti storiche riferiscono che la pittura,in Grecia, così come le altre specialità, fu esercitata con successo e che raggiunse il più alto grado di raffinatezza di tutta l'Antichità.Ad essa si sarebbero poi ispirati i mosaici e le pitture ellenistiche e romane future. In Grecia vennero realizzate opere su tela,su muro e su tavole. Pittori come Polignoto(attivo fra il 480a.C.-455a.C.),Zeusi(V-IVsec.a.C.),Parrasio(V-IVsec.a.C.),Apelle(375a.C.ca-300a.C.ca)erano tenuti in gran conto e sovente plauditi e ricercati più degli architetti e degli stessi scultori come Fidia(490ca-430a.C.),Policleto(460-420a.C.),Prassitele(395a.C.ca-326a.C.ca),Lisippo(390ca-306a.C.ca),inizialmente considerati questi ultimi alla stregua di bravi artigiani.Quando la Grecia,conquistata nel 148 a.C., venne assimilata alla cultura romana aveva già superato l'epoca del suo maggior splendore e anzi già dal 323a.C. e già da tempo andavano affermandosi le tendenze ellenistiche di interculturalismo con l'emergere ed il prevalere sempre più accentuato di mode e gusti diversificati cresciuti dopo la morte di Alessandro Magno(356-326a.C.)che aveva sostenuto e promosso l'arte e la cultura.Per esempio lavorarono per lui artisti come Lisippo uno degli ultimi maestri e scultori rappresentativi della Gracia antica.Anche i romani assimilarono il gusto ellenistico plurietnico e omnicomprensivo,per lo più di altissima qualità,e lo apprezzarono e lo rielaborarono.Essi introiettarono molto della civiltà greca antica,"Grecia capta,ferum victorem cepit".Ancora una volta la cultura greca veniva rielaborata e in qualche modo rigenerata e vivificata.Roma entrò a pieno diritto nell'Età,pur splendida,dell'Ellenismo(323-30a.C.).Perchè i romani seppure disperdessero molto delle opere greche,evevano infatti una propria forte identità culturale e una determinata progettualità,realizzarono comunque una graduale emulazione con i popoli greci perpetuandone alcune peculiarità culturali,accanto alle proprie.E la Magna Grecia,o Grecia Exotica per un ateniese doc di quel tempo,agevolò il processo di vicinanza delle due culture come con l'ellenismo ormai diffusissimo.L'arte greca amabile e meravigliosa fu modello ed elemento di ispirazione per molti artisti figli di Roma.Già Erodoto(490-423a.C.),nelle sue relazioni di viaggio,aveva parlato con entusiasmo e ammirazione della prodigiosa fioritura artistica della civiltà greca. Oggi il residuo patrimonio artistico originale benché ridottissimo rispetto a quella che fu una gran mole di opere architettoniche,di scultura e di pittura,oggi ancora consente di conoscere l'altissimo livello di qualità raggiunto,nella pratica di ogni singola specialità, dagli operatori d'arte della Grecia Classica. In particolare restituiscono volto e continuità narrativa all'esercizio della loro grande pittura alcune testimonianze residue,con soggetti e stili propri greci,di rifacimenti di ispirazione e di copie pregiate di età ellenistica e romana.Uno degli esempi più antichi dell'influenza della pittura greca giunge dalle pitture tombali delle necropoli etrusche dove le pitture parietali,che hanno superato il logorio dei secoli per la loro posizione ipogea,svolgono il racconto della quotidianità e dei riti religiosi rappresentando anche alcune scene della storia e della mitologia della Grecia antica veicolate dalle ceramiche attiche e corinzie,dipinte ed istoriate,giunte certo dalla Magna Grecia.E ancora svelano un significativo,seppure tardivo e non fondante, grado di conoscenza dell'arte greca pur conservando una propria peculiarità.Così la "Tomba dei Leoni" di Cerveteri e "la Tomba di Veio"del VI secolo a.C.,per quanto degradate,mostrano gli influssi della pittura vascolare greca che a sua volta riportava temi e soggetti della pittura maggiore dei più grandi centri d'arte del mondo greco.Artisti provenienti dalla Magna Grecia collaborarono con maestranze locali nelle pitture funerarie tarquiniesi del VI e del V sec.a.C. che tuttavia mostrano in prevalenza i caratteri tipici del costume e del gusto etruschi.Ancora, la "Tomba dei Tori"(VI a.C.ca) di Tarquinia, in cui molto schematicamente sono dipinti Achille che tende un agguato a Troilo figlio di Priamo,conferma l'influenza dei temi mitologici istoriati e dipinti sulle ceramiche greche.Quelle stesse magnifiche ceramiche che i commerci e gli scambi eccezionalmente intensi per l'epoca diffondevano nelle cittadine e nelle contrade delle regioni bagnate da quello che era già a quel tempo uno dei mari più trafficati del pianeta,il Mediterraneo.  Cristina Ametrano                                        

 
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