Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
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Francesco Hayez, arte e romanticismo

Post n°126 pubblicato il 17 Settembre 2014 da nye.oldham

Francesco Hayez(1791-1882),personalità fondamentale per l'arte italiana ottocentesca, fu anche il maggiore esponente della scuola di pittura storica dell'Età romantica italiana. Operò in un momento delicato e ricco di eventi. Quando,complici l'affermazione e il successo del Romanzo storico a sfondo patriottico, la pittura storica fu strumento di diffusione e consolidamento di una comune coscienza nazionale per gli italiani. Hayez sfruttava e proponeva al pubblico un glorioso passato in nome della libertà, in sfregio alla tirannide. Già emule e amico di Canova e neoclassico appassionato ebbe nel 1809 il Premio Roma dall'Accademia della sua città, Venezia. Nel 1816 l'Accademia romana di San Luca premiò il suo famosissimo e studiatissimo "Atleta Trionfante". Fu poi professore di pittura presso l'Accademia di pittura di Brera che conserva un numero cospicuo di sue opere. Frequentò i migliori ambienti romani e milanesi. A Milano soprattutto divenne sensibile interprete degli ideali dell'alta borghesia liberale, della nobiltà e dei circoli patriottici. Quindi il suo estro creativo abbandonò la finzione mitologica celebrata dal Neoclassicismo per amore del "vero". Dove  per "vero" egli intendeva la società del suo tempo e i sentimenti dell'uomo a lui contemporaneo realizzati tuttavia con l'eleganza ed il metodo neoclassico. La cura delle proporzioni tanto dei personaggi che degli ambienti conferivano forza e carisma ai suoi dipinti connotandoli di continuità stilistica e tecnica con il recente passato neoclassico. Hayez,infaticabile e prolifico, auspicava un'arte educativa, capace di parlare al popolo tutto e idonea a trasmettere sentimenti elevati e pensieri edificanti. Nel clima politico italiano si era instaurato fin dal 1820 un grande desiderio di libertà ed una forte aspirazione unitaria.Vi erano stati i primi moti carbonari e altri infruttuosi ne seguirono.Nel 1831 le vicende insurrezionali,ancorchè prive di successo,incendiarono l'Italia centro-settentrionale da Modena ad Ancona,a Bologna,a Parma e a Roma.Mazzini contava i danni,analizzava le ragioni dei fallimenti.E fra il 1836 ed il 1842 ebbero luogo le prime cospirazioni mazziniane nel Regno di Napoli contro Ferdinando II di Borbone.Hayez,già amico e assiduo di Manzoni,Grossi e Berchet,in linea con il sentimento patriottico italiano ormai diffusissimo e vicinissimo anche alla grande cultura,ottenne un significativo apprezzamento con "La congiura dei Lampugnani".Il dipinto rappresentava la congiura e l'assassinio di Gian Galeazzo Sforza(26-12-1476)tiranno infido e spietato.E assimilava i cospiratori,Carlo Visconti,Girolamo Olgiati,andrea Lampugnani,ai cospiratori carbonari ottocenteschi italiani animati anch'essi da un uguale spirito di libertà.La metafora storica piaceva.E un dipinto costituiva una propaganda efficace e un modello d'arte eccelsa e suggestiva.Per secoli la funzione dell'arte era stata quellla di rappresentare e tramandare i più salienti episodi mitologiici,eroici religiosi e storici dell'uomo.La sua simbologia aveva esaltato e nutrito l'immaginario collettivo di intere generazioni,celebrato monarchi e condottieri,perpetuato il ricordo degli antenati.Per l'Arte sacra era stata un tramite efficace di propaganda e divulgazione sostenendo le religioni nel loro proselitismo.Ancora una volta,strumento alto e raffinato d'espressione,svolgeva una diligente funzione e di più,proposta al popolo intero,contribuiva alla genesi di una coscienza nazionale,emulava gli animi affratellava gli spiriti.Hayez s'impose così con la sua pittura storica atta a rappresentare,per lo più,fatti occorsi in altre epoche e affini per significato al contesto ottocentesco.La continuità con il "vecchio"consentiva la diffusione e l'assorbimento di nuovi contenuti romantici.E il nuovo genere diveniva vieppiù popolare anche per le riproduzioni a stampa dei dipinti in  particolare dello stesso Hayez che Mazzini definì "...il capo della scuola di pittura storica che il pensiero nazionale reclamava in Italia"in un suo saggio dato alle stampe in Inghilterra nel 1840.Nel 1859 Hayez dipingeva "Il bacio",la sua creazione più famosa,dove due giovani innamorati,colti in un tenero abbraccio si scambiano un bacio appassionato e inducono nel pubblico l'idea del combattente volontario che si accommiata dalla sua amata.Era il 1859 e le campagne militari e le vittorie di Magenta,Solferino e San Martino preannunciavano l'Unità d'Italia.Tali erano le aspettative che,come sempre accade e più ancora in quei dì,l'Arte diveniva foriera di eventi grandi oltre ad essere suggestiva e autentica espressione della realtà.L'Arte del Romanticismo avrebbe cancellato,pure affondandovi le sue radici,le ultime tracce del Neoclassicismo che aveva pervaso la cultura della seconda metà del Settecento.Essa avrebbe accentuato l'individualismo,certo, peculiarità del genere umano ma in più liberando la personalità dell'artista romantico,irrequieto e sempre insoddisfatto,dalle eccessive regole accademiche e consentendogli di esprimere completamente le proprie e molteplici passioni. L'Estetica tradizionale fu rinnovata.La realtà,la,natura,lacontemporaneità,gli spazi lontani esotici e leggendari o il passato storico come il Medioevo,i revivals degli stili architettonici antichi,tutto filtrato e interpretato attraverso "il genio e la sregolatezza" degli artisti romantici sono solo alcune delle peculiarità di un'Età che tanto nell'arte che nella letteratura più di ogni altra ha avuto una grande varietà di manifestazioni."Essere romantici significa conferire ai fatti quotidiani  un significato elevato,ai fatti conosciuti il fascino dell'ignoto e al finito lo splendore dell'infinito"Novalis

 
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